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L'ESSENZA UMANA E LE ESSENZE FLOREALI DI IAN WHITE

Un'intervista a due voci, la mia e quella della nostra preziosa biologa nutrizionista Veronica Pacella, a Ian White. La kinesiologia, le essenze floreali e il cambiamento intenso che ci riguarda tutti

Veronica Pacella, biologa nutrizionista e naturopata, co-operatrice di indispensabile contributo al nostro portale, mi ha informato che sarebbe andata al seminario sui Fiori Australiani che ogni anno Ian White tiene in Italia, il 31 Maggio e 1 Giugno presso l’Hotel Poiano a Garda (Vr). 

Le viene in mente di fare qualche domanda a Ian White in persona e decidiamo di strutturare l'intervista che vi proponiamo qui ora in esclusiva. Di White lei mi dà la sua impressione a caldo: "E' disponibile, alla mano, semplice e diretto, a tratti appare persino timido". "I corsi - mi spiega - sono condotti in modo molto tranquillo e armonico; sono occasioni di incontro tra 250 sconosciuti che si coordinano fra spiegazioni teoriche e parti pratiche. Durante la lezione Ian stesso suggerisce degli esercizi di stretching che spaziano dalla kinesiologia alla medicina tradizionale cinese, dalla classica marcia sul posto ad altri movimenti per riattivarsi ed evitare che la lezione si faccia troppo pesante per le numerose nozioni trattate." 

Vi proponiamo questa intervista a due voci fatta a un grande uomo, che definiamo tale perché crediamo che la misura della grandezza stia nell'umiltà. Buona lettura.

 

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La vocazione per le cure naturali c’è sempre stata o è venuta fuori con la malattia?

Entrambe le cose. Sono cresciuto con la mia famiglia che ha una lunga tradizione erboristica alle spalle. Mio padre era un farmacista ma anche un erborista, sono cresciuto con la nonna alla porta accanto e la mia bisnonna è stata una delle prime persone bianche a studiare i rimedi locali. La trisnonna era un’altra erborista, anche lei venuta in Australia. Da piccolo passavo molto tempo con mia nonna e la aiutavo a fare estratti e tinture e lei mi spiegava le corrispondenze tra piante e loro qualità di guarigione.

Purtroppo è morta quando avevo solo 10 anni. Ho studiato Scienze all’università e sono andato in India dove mi sono ammalato molto; questo mi ha portato a lavorare ancora con i rimedi naturali per ricostruire la mia salute. Ho cercato di combinare la guarigione naturale con la mia laurea in Scienze, ho finito gli studi universitari, ero interessato alle terapie naturali ed è per questo che ho studiato Naturopatia

 

Ian White e lo sviluppo dell'Australian Bush Flower Essences Society

 

Le essenze australiane sono un prezioso strumento per donarci serenità e benessere, alcune volte però il dolore è un’esperienza necessaria. Come capire quando è utile servirsi delle essenze floreali australiane e quando invece è utile sperimentare il dolore come esperienza per farci crescere?  

Se una persona è bloccata nel suo dolore allora è un ottimo momento per lavorare con le essenze floreali. Tutti viviamo delle fasi in cui siamo ansiosi, timidi, ma se l'atteggiamento, invece di essere episodico, costituisce un tratto permanente della personalità, possiamo utilizzare le essenze per riequilibrare la situazione. Tutti abbiamo una perdita, può essere il nonno come può essere un animale domestico, tutti avremo sconvolgimenti o tristezze prima o poi nella vita: possiamo utilizzare le essenze per togliere un po’ di intensità da questa perdita. Allo stesso modo, se dopo 3 anni non ci siamo ancora ripresi dalla perdita di qualcuno, possiamo ancora riutilizzare le essenze. 

 

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Come percepisce in Italia l’interesse verso la Floriterapia? 

L’Italia è il principale mercato export che abbiamo, facciamo lezioni con 200 persone, come ad esempio lo scorso anno con il corso sulla Kinesiologia ed i Fiori Australiani, quindi c’è molto interesse perché qui le persone sono molto emotive e sono interessate a lavorare su questo livello. Inghilterra e Germania sono degli elementi “aria”, quindi più intellettuali, e c’è una storia in quei paesi di medicina vibrazionale. Qui invece, più di altri paesi europei, anche molti medici abbracciano questo ambito, probabilmente per il temperamento latino perché anche Brasile e Argentina hanno molti specialisti medici che usano questo tipo di approccio. 

 

Quali sono le differenze fra i fiori di Bach e i fiori Australiani? 

L’Australia è il continente più vecchio, ha avuto le prime piante fiorite nel mondo, ha il numero più elevato di piante che fioriscono e l’ambiente è fisicamente e psichicamente più puro, è rimasto come era un tempo. Non ci sono state le guerre che l’Europa ha subito e quindi le essenze preparate con i fiori australiani sono molto forti e molto pure. Edward Bach è vissuto circa 100 anni fa, è morto nel ’36 e da quel periodo la società è cambiata drammaticamente. Quando ci sono questi cambiamenti in società le essenze scendono per aiutarci ad affrontare questi cambiamenti. Le essenze vanno bene con l’ADHD, la dislessia, i problemi di apprendimento.

Prima le persone si sposavano e, anche nel caso di problemi all'interno della coppia, rimanevano sposati: ci sono essenze che aiutano a risolvere vari aspetti correlati al rapporto. Fra le altre, il Mulla mulla ad esempio aiuta con le radiazioni elettromagnetiche e le radiazioni gamma, cose che ai tempi di Bach non influivano sulle persone perché le persone non erano esposte a questo tipo di cose. 

 

Se la terra cambia a livello vibrazionale, cambiano anche le qualità delle essenze floreali australiane?  

Le piante assorbono tutta l’energia spirituale e i cambiamenti delle vibrazioni e penso che i fiori siano molto importanti perché ci aiutano a gestire tutti i cambiamenti che avvengono. L’energia della pianta si rafforza perché assorbe tutta l’energia che viene utilizzata per aiutarci ad affrontare questi cambiamenti. 

 

Ultima domanda: il fiore australiano preferito e perché

Domanda difficile, è come chiedere al genitore qual’è il figlio preferito! Il Waratah è un fiore molto speciale. Credo che la maggior parte degli australiani lo vedano come il loro fiore preferito, colpisce, è molto potente e tra le essenze è uno di quelli che agisce più in profondità. L’ho scelto come logo proprio perché dà forza e coraggio alle persone per affrontare le sfide e le difficoltà che si presentano nella loro vita.

Il periodo in cui stiamo vedendo è un periodo molto intenso dove tutti noi dobbiamo affrontare numerosi fattori: credo che ciascuno possa trarre beneficio da questo fiore.

 

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