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LA LUFFA, UNA SPUGNA NATURALE

Si arrampica come le zucche in fase di crescita, assomiglia a una zucchina, ma non si mangia una volta matura. Si usa per lavarsi! Si tratta della luffa o loofah, una spugna assolutamente naturale che si può anche coltivare, scopriamo insieme questa pianta eccezionale

Cos’è la luffa?

In Indocina, Indonesia e nei paesi dell’Asia tropicale e del Sud America la luffa la conoscono bene, sia come pianta ornamentale, alimentare oppure officinale, che come spugna e materiale fibroso. Si tratta di una pianta della famiglia delle cucurbitacee, ovvero delle zucche.

 

A vederla, la luffa, sembra proprio una grande zucchina rampicante, i cui frutti allungati e di forma cilindrica sono apprezzati da molte culture d'oltreoceano. Recentemente la coltivazione della luffa ha fatto capolino anche in Europa e si sta diffondendo anche in Italia, soprattutto in Sicilia e in Sardegna, dove la si apprezza come spugna vegetale. Si pianta verso la fine di marzo e la si raccoglie in autunno, necessita di molta acqua e spazio.

 

Come può la pianta della luffa diventare una spugna?

Quando il frutto della luffa matura, si disidrata e perde gran parte del suo peso, ma non la consistenza particolare, diventando immangiabile. Il corpo fibroso che caratterizza la luffa è ciò che poi viene tagliato e utilizzato come spugna per il corpo o per le stoviglie. In realtà della luffa non si butta via niente: i popoli che la conoscono bene hanno imparato ad apprezzare il gusto delicato dei suoi frutti ancora giovani, dei suoi fiori e le proprietà curative e detergenti del suo lattice, ottenuto attraverso l’incisione del fusto.

 

Una volta giunto a completa maturazione, il frutto viene abilmente sbucciato e ciò che resta è un reticolo di fibre elastiche e spugnose, molto leggere, di grosse dimensioni: il frutto della luffa raggiunge anche i 50 centimentri di lunghezza e un diametro di 20 centimetri!

Come si usano le spugne di luffa?

Le spugne vegetali che si ottengono grazie alla luffa, esfoliante naturale sono assolutamente naturali, ipoallergeniche e biodegradabili e rappresentano un’alternativa ecologica alle spugne realizzate con materiali sintetici. L’azione della luffa sulla pelle è benefica: massaggiando il corpo con la luffa insaponata, stendendo sulla pelle uno strato di olio di mandorle dolci, per esempio, si ottiene un fantastico effetto rigenerante ed esfoliante.

La pelle diventa subito più liscia e morbida e si purifica. Inoltre la luffa si risciacqua facilmente e si asciuga altrettanto rapidamente, così da non ammuffire; dura nel tempo ed è igienica.

 

Altri usi della luffa

La varietà di luffa più morbida e con la trama fibrosa più larga, quindi meno utilizzabile come spugna, può essere impiegata per riempire e imbottire vari oggetti domestici, come sedie, poltrone, divani, oppure la si può utilizzare come suola per le ciabatte o come sottopiede traspirante. La luffa è spesso impiegata anche per il confezionamento di spugne per le stoviglie.

Curiosità: la paraguaiana Elsa Zaldívar è stata insignita del Premio Rolex 2008 per l'impresa per aver ideato un doppio progetto: istruire le casalinghe sulla lavorazione della luffa cilindrica per ricavarne spugne da bagno e sandali, e combinare i residui della spugna vegetale con la plastica riciclata, per convertirli in robusto materiale per costruire muri, sicuramente una tecnologia eco-compatibile e salva foreste.

Video: ecco anche il video su come coltivare la luffa!


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