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FITOTERAPEUTA: LEGGE E REQUISITI PROFESSIONALI

Le fitomedicine sono integratori naturali? Come funziona in Italia? Quali sono i principali Decreti di Legge presentati in tema di fitoterapia e Medicine non Convenzionali?

Come opera il fitoterapeuta? Chi può vendere le fitomedicine? Come si pone il Legislatore in Italia? Quali gli sviluppi per chi lavora con la fitoterapia? Andiamo a scoprire meglio chi può curare con le piante e come. 

Ippocrate, padre della medicina occidentale, citava il rimedio naturale e fitoterapico come terzo strumento del medico, dopo il tocco e la parola.

 

Chi può definirsi fitoterapeuta?

Fitoterapeuta o fitoterapista in Italia è colui che vanta ottime competenze nel campo della biologia, della chimica, della medicina e della farmacologia. Approfondita è la sua conoscenza delle piante officinali, delle droghe vegetali e dei principi farmacologicamente attivi presenti in esse. Sa spiegare i prodotti da banco, i prodotti dell'alveare, la storia delle piante medicinali. Molti disturbi con la fitoterapia trovano una soluzione nel breve, medio e lungo periodo.

Per diventare fitoterapeuta in Italia occorre aver conseguito una laurea specialistica in Farmacia o in Chimica e tecnologie farmaceutiche o in Scienze biologiche, professionalizzarsi, fare o un master di II livello o un corso di specializzazione. Esplorando tra le varie offerte formative, abbiamo notato che alcuni corsi di perfezionamento sulla conoscenza delle piante officinali e medicinali e loro applicazione nella pratica clinica sono rivolti anche a laureati in Scienze Agrarie e Forestali, Psicologia, Chimica, Tecniche erboristiche, altre facoltà scientifiche attinenti.

Secondo il documento approvato dalla Conferenza delle Regioni, i medici che in Italia esercitano la fitoterapia (insieme all'agopuntura e all'omeopatia, altre discipline prese in esame nel documento) sono oltre 20.000, mentre i cittadini che ricorrono a queste terapie sono intorno al 20% della popolazione. A questa tendenza si accompagna quella della scelta di cura degli italiani e del boom per le cure senza farmaci.

Sempre più questa figura viene legata all'ambito sanitario o medico stretto, ma in Italia per fortuna non è raro trovare chi opera per tramando e insegna a riconoscere le erbe spontanee, spesso senza somministrare, ma con la passione vera per il mondo delle piante e una conoscenza preziosa data dall'esperienza e dal contatto reale con i campi. 

E' d'altro canto vero che un prodotto fitoterapico è un farmaco a tutti gli effetti. Chi li somministra e raccomanda deve tenere in grande considerazione: 

  • Le interazioni con i farmaci. Tanti esempi si potrebero fare: l'aglio e il ginkgo biloba interagiscono con l'aspirina, aumentandone l'effetto con il rischio di emorragie.   
  • Le controindicazioni. Non sono rare le intossicazione da prodotto fitoterapico. Vorreste tenervi belli svegli con un adattogeno vegetale ma occorre, ad esempio, ricordare che il ginseng dà ipertensione, irritabilità, fino a effetti estrogeno-simili come dolore al seno e sanguinamento vaginale; la valeriana provoca dipendenza con conseguente insonnia, riduzione del battito cardiaco e aritmie; lo psillio può provocare blocchi intestinali ecc. 
  • Le allergie. Ad esempio, sapevate che la propoli e altre sostanze possono causare forme allergiche?   
  • Le contaminazioni. Ci sarebbe sempre da stare alla larga da fitopreparati non controllati che contengono spesso metalli pesanti (analisi dell'Istituto Superiore di Sanità su prodotti ayurvedici), pesticidi e microbi (studio dell'università di Vienna). Non rare anche le sofisticazioni: alcuni distributori mettono in commercio prodotti fitoterapici "potenziati" con farmaci (cortisonici, amfetamine, anabolizzanti ecc.).

 

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Cosa può fare il fitoterapeuta  

Pe spiegare questa figura, facciamo appello al grande Paracelso (1493-1541): “Ogni cosa è veleno e nulla è privo di tossicità: è la dose che fa il veleno”. Il fitoterapeuta conosce la botanica farmaceutica, i principi di farmacognosia e farmacodinamica, le tecniche di preparazione farmaceutica in fitoterapia e sa somministrare ai pazienti tenendo in conto metodo, regole posologiche, intolleranze.

Per comprendere meglio il ruolo di questa figura, vi invitiamo a visitare dei siti di riferimento: 

Per avere maggiori informazioni, è possibile consultare i seguenti link:

  • AIFF (Associazione Italiana Fitoterapia e Fitofarmacologia).
  • SIFIT (Società italiana di fitoterapia), al momento il sito è in fase di "restauro".
  • ANMFIT (Associazione nazionale medici fitoterapeuti).

Se poi parlate inglese vi consigliamo anche il sito dell'ESCOP (The European Scientific Cooperative On Phytotherapy). Fondata nel 1989, è un'organizzazione che raccoglie le varie associazioni nazionali che in Europa si occupano di fitomedicina e fitoterapia. Ha come obiettivi la ricerca, lo sviluppo e l'approfondimento delle conoscenze sulle fitomedicine, la promozione della conoscenza delle fitomedicine a medici e utilizzatori per il corretto uso delle stesse.

 

La Legge in Italia 

Andiamo a ritroso nel 1997, quando il DDL n.3891 (On. Galletti et Al.) viene presentato in data 19-06 con nomenclatura: "Disciplina delle terapie non convenzionali e istituzione dei registri degli operatori delle medicine non convenzionali". Da lì saltiamo al 15 maggio 2003, quando in Parlamento compare un nuovo testo unificato sulle "medicine e pratiche non convenzionali" comprendente anche la fitoterapia. Presentato invano, non diventerà legge. Un'ennesima proposta di legge sulla fitoterapia è il DDL n.3312 "Disciplina per la regolamentazione della fitoterapia" presentato al Senato il 22 febbraio 2005.

Nella XV Legislatura (dal 2006 al 2008) nuovi DDL sono stati presentati per il riconoscimento e la regolamentazione della Fitoterapia e di altre Medicine non Convenzionali: DDL n.459 presentato al Senato il 19 maggio 2006 (Sen. Massidda) , DDL n.1887 presentato alla Camera il 7 novembre 2006 (On. Tassone) e DDL n.2652 presentato alla Camera il 16 maggio 2007 (On.Ulivi).
Anche nell'ultima Legislatura, la XVI iniziata il 29 aprile 2008 sono stati presentati diversi DDL che dovranno essere discussi dalle apposite commissioni. L'ultimo DDL della XVI legislatura il n.3674 in materia di medicine non convenzionali è stato presentato alla Camera il 29 luglio 2010 (On. Scilipoti).

 


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