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LE ERBE SELVATICHE LOCALI

La natura ci regala spontaneamente dei fantastici rimedi naturali, solo che non li vediamo. O meglio, non siamo più abituati a vederli, ma loro sono lì, passeggiando in un prato rischiamo di calpestarli. Scopriamo insieme quali sono le principali erbe selvatiche locali e la loro funzione

Perché è importante conoscere le erbe selvatiche

Qualcuno diceva che chi più sa, vive meglio e spende meno, rispetto a chi non sa. Chi conosce si cura semplicemente mangiando, chi non conosce si avvelena e si deforma mangiando, o mangiando male, per poi curarsi con le medicine.

Questo articolo vuole essere un invito alla conoscenza, un invito a tornare a volersi bene, riscoprendo assieme ai nostri cari una passeggiata la domenica in campagna, passata a raccogliere erbe selvatiche locali e fiori selvatici, così da conoscere le loro proprietà e farli diventare la nostra personale medicina, la nostra cura. Si tratta di un percorso di conoscenza del mondo e di sé stessi importante per maturare un contatto intimo con il nostro essere più profondo. Più ci conosciamo, meglio ci curiamo. Conoscere già da piccoli risparmia grandi fatiche da grandi.

 

Le più comuni erbe selvatiche

Ecco solo qualche indicazione di erbe selvatiche locali che ci possono fare bene:

  • La malva: ricchissima di mucillaggini, la malva è l’antinfiammatorio naturale per eccellenza. Via libera dunque a insalate, minestre, zuppe, tisane e alla torta d’erbi, una specie di focaccia della lunigiana ripiena di erbe selvatiche.
  • Il tarassaco: un vero toccasana naturale, il tarassaco è ricco di costituenti naturali, quali vitamine (A,C), sali minerali, inulina, tannino. Ottimo diuretico e purificante del fegato, abbassa il colesterolo ed è utile contro la stipsi.
  • L’acacia: ricca di vitamina C, non serve solo alle api per produrre il miele, ma cura l’anemia e il mal di testa. Sono ottimi i suoi fiori appena sbocciati fritti in pastella, con un pizzico di zucchero
  • La bardana: nota per le proprietà depurative, cura l’acne e abbassa la glicemia. Se ne usano le sue enormi foglie per gli impacchi contro l’acne, le radici e i germogli.
  • Il biancospino: questo grande arbusto dai fiorellini bianchi è ricco di vitamina C e istamina,  cura l’ansia e le palpitazioni, fa bene al cuore. I romani ne erano ghiotti e lo mangiavano durante gli spettacoli al Colosseo assieme ai corbezzoli. Ottimo come tisana rilassante.
  • Il trifoglio rosso o bianco: è un’ottima cura per l’apparato genitale maschile e femminile, ricco com’è in antiossidanti e fitoestrogeni specifici. Il trifoglio protegge la prostata negli uomini, combatte i disturbi della menopausa nella donna e, in entrambi i sessi, favorirebbe la fertilità. Va raccolto in estate al momento della massima fioritura, poi essiccato per ricavarne polveri ed estratti.
  • La portulaca: questo bel fiore dai petali carnosi, ottimi nelle insalate, nei tortelli e nelle frittate, è ricchissima di omega 3 ed è utile per curare le malattie cardiovascolari.
  • L’ortica: una fantastica fonte di sali minerali e ferro, l’ortica è fantastica contro l’anemia. Via libera a risotti, tortelli, minestroni.

E quali sono le erbe selvatiche locali che ci fanno male? Assolutamente da evitare sono: ranuncolo, romice, robinia, vitalba, pepe d'acqua.

 

Consigli e precauzioni

  • Imparare a riconoscere bene le piante selvatiche: non raccogliete assolutamente piante che non conoscete
  • Non raccogliere le piante selvatiche in punti sporchi o inquinati.
  • Non raccogliere piante ammalate o ammuffite, non lasciare le piante raccolte a lungo nei sacchetti, meglio munirsi di una borsa di stoffa. Una vota a casa, lavatele e distribuitele su un piano per la destinazione.

 

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Immagine | Wikipedia

 

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