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Energia del corpo

I RITMI CIRCADIANI

Il ritmo circadiano, dal latino “circa” e “dies”, significa “quasi un giorno” ed è l’elemento segnante dell’orologio biologico del nostro organismo; si svolge in un tempo compreso tra le 20 e le 28 ore. Esistono cicli di durata diversa e vengono distinti in ritmi ultradiani quando si completano in un lasso di tempo inferiore alle 20 ore, come il ciclo del sonno, e infradiani, la cui durata è superiore alle 28 ore, come il ciclo mestruale. Vediamoli insieme

Di Elisabetta Milani 11163 Speciale

I ritmi circadiani a livello fisico e psichico

Si deve ad un ricercatore tedesco, Franz Halberg, l’individuazione di ritmi biologici che cadenzano cicli vitali di natura fisica, psichica, chimica ed energetica.

In particolar modo i ritmi circadiani seguono una sorta di cronobiologia dettata dall’orologio biologico localizzato nel sistema ipotalamico. Contesti esogeni condizionano i messaggi che l’orologio interno trasmette al nostro corpo ai vari livelli citati, come l’alternanza buio-luce, giorno-notte, ma anche le condizioni meteorologiche e la loro incidenza sulla giornata dell’essere umano. A livello emotivo per esempio le ore pomeridiane e serali sono quelle in cui l’umore migliora.

Anche i disturbi fisici o semplici malesseri seguono un’alternanza ciclica con picchi concentrati in alcune fasce orarie. Spesso chi si è sottoposto ad interventi chirurgici testimonia complicazioni nelle ore notturne ("deve passare la notte" si sente spesso dire)! Di notte aumenta la secrezione acida nello stomaco e possono manifestarsi quindi disturbi a quel livello, con episodi di reflusso, dolori da acidità.

Nelle primissime ore del mattino possono presentarsi episodi asmatici, perché è intorno alle h. 4,00 che diminuisce il rilascio di enzimi bronco-dilatatori. La pressione sanguigna aumenta intono alle h. 6,00  e in questa fascia oraria è più comune l’incidenza di problemi cardiaci e vascolari.

Le ore del risveglio, intorno alle h. 7,00 possono essere accompagnate da emicrania e per chi soffre di allergie primaverili il raffreddore da fieno è nella sua acrofase (massima esposizione). Anche le fasce orarie tardo pomeridiane/serali hanno le loro peculiarità cronobiologiche, quali i mal di testa, episodi di epistassi, dovuti alla variazione della pressione del sangue.