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INDICAZIONI PER IL TERAPEUTA DI MEDICINA COMPLEMENTARE

Quali accorgimenti il terapeuta di medicine complementari deve tenere presente in funzione del mantenimento del proprio centro

Professione terapeuta di medicina complementare o tecniche energetiche? Le medicine complementari sono un vasto mondo, tanto affascinante quanto difficile da circoscrivere. In Italia ci si muove per accordi Stato-Regione, per quanto riguarda la regolamentazione, vista la lentezza del procedimento legislativo che passa per il Parlamento.

Con questo articolo non vogliamo tanto entrare nell'ambito normativo, quanto chiarire alcuni aspetti che il terapeuta deve tenere presente in funzione del mantenimento del proprio centro. La bellezza della cura è la sua declinazione plurima. Anche il medico ufficiale può beneficiare di un lavoro su se stesso che scaturisce dal mettersi in discussione, in gioco, lasciando ascolto a colui che dovrebbe sempre averne: il paziente. Alcuni dettagli che ci aiutano a capire l'energia del corpo che ci troviamo davanti.

 

L'interiorità del terapeuta

Tenuto conto degli aspetti etici e delle leggi (qualora abitiate in un paese che prevede la vostra figura professionale), tenuto conto del progredire dei rapporti con i vostri pazienti, lo strumento principe che vi consente di muovervi tra i vostri attrezzi terapeutici è la vostra interiorità.

Capire chi si è come essere umano richiede una vita, ma l'allenamento al cosiddetto grounding, al radicamento, può essere una buona palestra per avvicinarsi a se stessi e quindi mantenere apertura verso il paziente.

 

Il centro, la presenza, le sensazioni somatiche

Essere radicati è ristabilire l'equilibrio che, per definizione, è una condizione cui si tende, che non si possiede davvero. Come nelle posizioni di equilibrio dello yoga, la perdita di orientamento, il vacillare o il tremare sui piedi sono condizioni che aguzzano l'intuito, rompono la noia, ci mettono in gioco, richiamano l'attenzione.

Il centro è qualcosa cui tendere con elasticità e leggerezza.

La presenza è una condizione vigile ma non giudicante. Si tratta di essere presenti, osservare.

Il corpo ci manda continuamente informazioni su cosa sta accadendo. Essere capaci di non trascurare queste sensazioni somatiche è fondamentale. Come ci sentiamo rispetto a una manovra o tecnica di massaggio appena eseguita? Rispetto a un movimento che abbiamo appena fatto eseguire, rispetto a una parola detta o ascoltata? Prestando la giusta attenzione alle sensazioni somatiche potremo focalizzare meglio la direzione della cura. Avvicinandoci al paziente con un'interezza fresca, pulita, pronta.

 

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Immagine | Catherine Campbell in Tigre de Papel

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