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I TAROCCHI ARCHETIPALI E IL RIEQUILIBRO ENERGETICO

Cosa sono i tarocchi archetipali? E come si può ricercare l'unione e l'equilibrio del sistema attraverso essi? Farsi un'idea della persona prima di contattarla è importante. Per parlare di tarologia archetipale evolutiva e Aura-Soma abbiamo voluto sentire Elena Trezza, naturopata e operatrice del benessere operante in Umbria

Parliamo di tarologia archetipale evolutiva e Aura-Soma con Elena Trezza, naturopata e operatrice del benessere operante in Umbria.

La relazione di sostegno che intesse con il cliente si basa spesso sulla rilettura di abitudini comportamentali di cui talvolta non si è nemmeno consapevoli?

Certamente, anzi direi che è la base del lavoro. Spesso le persone che mi chiedono sostegno sono consapevoli di voler modificare qualcosa che li costringe in situazioni di disagio o dolorose, ma non sanno dove cercare.

Il mio apporto è principalmente indirizzato a provare a fare luce nei meandri dei comportamenti inconsci e spesso costringenti che inducono ognuno di noi ad assumere atteggiamenti, pensieri e reazioni automatizzate e aprioristiche di cui non siamo assolutamente consapevoli, ma che ci fanno soffrire.

 

Cosa sono i tarocchi archetipali evolutivi?

Per riprendere il discorso appena fatto, è come se noi dovessimo aprire delle stanze interne a noi, stanze segrete, sconosciute, o conosciute, ma di cui non possediamo il codice d’accesso. Ebbene i tarocchi archetipali sono le chiavi che aprono le porte di quelle stanze. Bisogna dire che i tarocchi sono uno strumento fortemente demonizzato per secoli e che tutt’ora è frainteso. Non si è a conoscenza del fatto che gli arcani dei tarocchi sono semplicemente rappresentazioni simboliche del nostro complesso mondo interiore, che si nutre di archetipi. Archetipo vuol dire originale, preesistente; chiunque faccia parte del genere umano, a prescindere dalla propria matrice culturale, vive dentro un mondo archetipale, che ha i suoi diktat, le sue regole di comportamento, le sue leggi specifiche.

Questo in sé non è un problema, poiché, se ne siamo consapevoli, possiamo scegliere di cambiare. Non è sempre semplice, ma si riesce, però dobbiamo comprendere il meccanismo che sottende il nostro comportamento e l’archetipo che ci agisce. È un cammino, un percorso evolutivo, per questo ho coniato l’acronimo Tae: Tarocchi Archetipali Evolutivi.

 

Dove ha appreso la tarologia?

Devo essere sincera? Da nessuna parte. Da adolescente mi capitò tra le mani un mazzo di arcani maggiori usciti da non so che rivista; mi parlarono, semplicemente, ed io seppi ascoltarli. La cosa non mi stupì, perché già allora ero una ragazza piuttosto sensitiva, con attitudini spiccate per la extrasensorialità.

Posso quindi dire che i tarocchi mi hanno accompagnato tutta la vita, anche se solo molto dopo ho iniziato a servirmene per lavoro. Naturalmente da adulta ho letto tutto lo scibile reperibile sull’argomento e ho acquisito molte informazioni, come amo fare per ogni argomento di cui mi interesso, ma il mio modo di approcciare i tarocchi resta fondamentalmente intuitivo e personale.

 

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Lei lavora anche con l'Aura-Soma? Può spiegarci di cosa si tratta? 

L’Aura-Soma è una auto-terapia basata sulle cromie. Un set è composto da 111 bottiglie colorate e bellissime che il cliente sceglie da solo in numero di 4. Il consulente farà solo da tramite per decodificare la scelta.

Si tratta di nuovo di simboli, in questo caso dell’energia vibratoria dei colori che sono anch’essi archetipi, e che, a seconda delle combinazioni scelte, si orchestrano in un messaggio personalissimo per il consultante. Una lettura Aura-Soma è un momento di incontro con se stessi e con la propria anima, per ascoltare dove essa ci invita a guardare. Spesso, quando questo può facilitare la comprensione, io associo alla lettura delle bottiglie scelte gli arcani dei tarocchi corrispondenti, proprio perché l’energia è una, ma tante le chiavi interpretative utili.

 

Siamo andati a sbirciare nel suo sito. Il video dedicato ai suoi seminari ci ha colpito, perché c'è una buona dose di abbracci, figure simboliche, visi, carte e corpi. Ci parla dell'ultimo seminario che ha condotto e del prossimo cui sta già pensando?

Si, nei miei seminari sono attenta a creare momenti teorici, poiché la mente vuole nutrimento attraverso informazioni e conoscenze, e momenti esperienziali; dove il corpo, la sensorialità, l’emozionalità abbiano spazio e voce. Questo perché credo che quello che conta sia capire con tutti noi stessi, non solo con la testa. A parte il ciclo di seminari sugli arcani, che ripropongo molto frequentemente, ultimamente ho tenuto in varie sedi il seminario sugli archetipi del femminile “il tempo della vita, la radianza della dea bianca”, perché in questa fase storica credo che sia importantissimo che gli esseri incarnati nel sesso femminile si sentano liberi di esprimere al massimo la loro energia, liberandola da schemi preesistenti, e questo a beneficio della trasformazione di tutto il pianeta.

I seminari in corso di preparazione, a cui sto lavorando, sono due: il primo riguarda l’energia di risveglio dei Maestri Ascesi, usando sempre aura-soma e il secondo gli archetipi delle favole più conosciute. Soprattutto quest’ultimo, vorrei che tirasse fuori anche la nostra energia bambina e giocosa che porta in espressione la speranza e la creatività, elementi necessari per costruire il nuovo.

 

Ultima domanda. Lei opera in Umbria, zona molto spirituale. L'energia di questa terra influenza in qualche modo il suo lavoro?

Io mi sposto molto in tutta Italia, ma effettivamente la sede del mio studio è in Umbria, anche se non sono umbra, sono napoletana; a 16 anni con mia madre abbiamo passato un’estate a girare questa meravigliosa regione ed è rimasto impresso indelebilmente nel mio cuore il senso della bellezza, della pace e della spiritualità semplice e diretta che il messaggio di Francesco veicola.

Quello che provo nei confronti di questa terra è una costante gratitudine; l’apporto di silenzio, serenità, contatto con la natura di cui usufruisco ogni giorno facilita la connessione con me stessa e la percezione che siamo qualcosa di più vasto di quello che, a volte, crediamo.

Immagine | Elena Trezza

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