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QUANTO VANNO A BRACCETTO OTTIMISMO E LONGEVITÀ

Ma è vero che le personalità ottimiste viaggiano diversamente lungo il cammino della loro vita? Approfondiamo il nesso tra ottimismo e longevità

La guerra alle rughe ha poco senso. Non solo perché verranno comunque, ma perché alcune, diciamocelo, sono bellissime. Riuscireste a immaginare il viso di Samuel Beckett senza quei solchi profondi? Non provate un moto di imbarazzo nel vedere grandissimi attrici di colpo diventate inespressive e gonfie? Clint Eastwood non migliora a ogni ruga che compare? Juliette Binoche e Tilda Swinton, per citarne due che hanno sforato i 50, mantengono quella freschezza di certo più asciutta ma non meno attraente.

Sì, certe rughe sono irresistibili. Specie quelle di coloro che nella vita hanno sorriso parecchio. Hanno sorriso attraverso occhi e bocca con tutta l'energia del corpo.

Hanno "sorriso da dentro" e la sana abitudine si è trasposta anche "fuori", lasciando evidenti segni di fascino. Approfondiamo il legame tra ottimismo e longevità.

 

Longevità, sistema immunitario e ottimismo

Il sistema immunitario degli individui con personalità ottimista funziona meglio. Non è una cosa detta tanto per farvi sorridere, ci sono studi approfonditi come quelli della psicologa americana Suzanne Segerstrom (Università della California e del Kentucky), tanto per citarne uno.

La ricercatrice in questione, con il supporto del suo team, ha osservato un campione di studenti con sistema immunitario sano. Dopo un semestre di stress da studio, il 67% di coloro che avevano affrontato le prove con un atteggiamento pessimista aveva il sistema immunitario indebolito, contro appena il 29% degli spiriti ottimisti. 

Vogliamo anche riportare i dati di uno studio americano non troppo recente, ma portato avanti sul lungo periodo (è iniziato nel 1920 e si è concluso nel 1991). Il campione di riferimento era di 1500 bambini prodigio. La vita di questi "piccoli Mozart" (in vari campi non solo quello musicale) era stata studiata nel dettaglio, giorno per giorno. Il calcolo è avvenuto sui decessi: le date di morte degli scomparsi rivelavano che, in media, i pessimisti erano morti 3 anni prima degli ottimisti.

 

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Ma come si fa a essere ottimisti?

Ma essere ottimisti è un dono o un'attitudine che si conquista? Esistono esercizi spirituali per governare i pensieri poco produttivi in senso positivo? Per quanto possiamo, noi consigliamo tre piccoli dettagli di un ipotetico programma di allenamento all'ottimismo:

  • Muovete il corpo. Senza farvi male, senza esagerare. Allungate i muscoli. Camminate.
  • Respirate. Tornate al respiro spesso.
  • Arginate chi si lamenta. Sembra un messaggio che discrimina, e forse è così. Ma va fatto. Rispondete con un sorriso e dileguatevi. Attenzione: se capite che la persona ha bisogno di ascolto, datelo, se lo ritenete necessario. Ma il lamento fine a se stesso sulla pensione che non ci sarà, le realtà che vanno a rotoli, le stagioni che non esistono più, queste cose affossano, fanno perdere tempo, non portano a niente.
  • Passate del tempo nella natura, ascoltandone la forza.
  • Abbiate il coraggio di cambiare, quando sentite che il cambiamento nasce da dentro.

 

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Per approfondire:
>  Ottimismo, i fiori australiani per il pensiero positivo

 

Immagine | Flickr

 

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