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L'ANATOMIA UMANA SECONDO LEONARDO

Quando la sete di sapere brucia. Quando il pensiero, le emozioni e il gesto sono in accordo c'è del divino nel polso dell'artista che, se decide di descrivere l'umano, diventa un mezzo di sapienza per tutti i suoi simili. Esploriamo l'anatomia e la fisiologia secondo Leonardo

Iniziamo a dire che Leonardo non era un genio. Cioè, lo era, sì. Ma diciamolo senza mettere il resto del mondo su un gradino inferiore ed evitando quindi di metterci anche noi stessi. Leonardo era un genio nel senso di chi non alimenta pensieri poveri, di chi è nella dimensione spirituale e pratica del fare e non del subire. Il divino dentro ce lo abbiamo tutti, emerge mentre si pratica il ripudiare dei "mostri" che ci spingono alla lamentela, alla chiusura rispetto alla relazione d'aiuto, alla bugia, all'attaccameto e a ciò che blocca i chakra su diversi livelli. Togliere il superfluo, andare all'essenza. Questo ci rende geni.

"[...] E tirato dalla mia bramosa voglia, vago di vedere la gran copia delle varie e strane forme fatte dalla artifiziosa natura [...] (RWL Par. 1339, in Antologia degli Scritti di Leonardo). Leonardo sta preparando il monumento Sforza, battuta l'esitazione provocata dalla minaccia dell'ignoto he lo aveva di frequente bloccato, inizia a studiare le proporzioni, l'anatomia e la fisiologia. I contemporanei lo guardano, lo giudicano come uno che si prende vezzi alterna capricci e sfoggio erudito. Non vedono l'utilità. Accade, quando qualcuno la visione l'ha fin troppo chiara e al servizio di quella visione è messo un genio che va oltre le generazioni e il tempo.  

Siamo nell'aprile 1489 quando su un foglio di appunti Leonardo riporta in immagini e parole le misurazioni del corpo di Caravaggio e Trezzo. Questi studi antropometrici li confronta poi con la figura proporzionata di Vitruvio, l'unico canone del genere conservato dall'antichità classica. Vitruvio, vissuto tra l'80 e il 20 a.C, fu un ingegnere di fama dell'epoca imperiale romana; descrisse le misure del corpo umano perfetto e osservò quanto armoniosamente l'uomo potesse iscriversi nella figura di un cerchio e di un quadrato perfetto.  

L'homo ad circulum o homo ad quadratum, ovvero l'uomo vitruviano, che, ripreso in più fasi nel Rinascimento, raggiunge la sua fama con il disegno di Leonardo (ma vi consigliamo di dare uno sguardo attento anche alla xilografa del geometra milanese Cesare Cesariano). Nei manoscritti anatomici l'artista si rivela per quello che è: uno dei più affamati ricercatori del mondo naturale di tutti i tempi. Lo dobbiamo ricordare che Leonardo si autoproclamava "omo senza lettere", avendo ricevuto una formazione di bottega, tutta pratica, presso Andrea Verrocchio. Non c'era stato nulla di scientifico, niente di antropometrico. Qui ancora va notato qualcosa: il talento va lasciato emergere, al di là dell'anagrafe e della storia personale di ciascuno. In questa epoca attuale si gioca al pericoloso balletto dell'individuo staccato dagli altri esseri umani, e, volendo dare voce alla mera personalità, si arriva a dimenticarsi che siamo davvero immersi insieme ad altri esseri umani come noi; la rivoluzione da fare ha natura interiore e squisitamente potrebbe riportarsi verso l'esterno, come un albero che dà i suoi frutti da cui gli uccelli mangiano. Essere un albero è anche intemperie e cambiamenti climatici, anche fame e malattie: tutto utile, utilissimo. In questo contesto la dimensione artigianale va valorizzata più di altre. Il fare con le mani. Come non pensare al poeta Francesco d'Assisi, che in testamento scrive: "E io con le mie mani lavoravo, come voglio lavorare; e voglio che lavorino tutti gli altri frati, di onesto lavoro."  

Alla fine degli anni 80 del XV secolo, Leonardo studia le misure del cranio umano, come pure le aree del cervello. C'erano sì le concezioni medioevali (errate, diremmo, ma forse meglio dire idonee a quell'epoca), ed è sulla scorta di quelle che Leonardo individua il "senso comune". In sintesi si trattava del punto di unione dei "comandi" che partono dal cervello. Leonardo lo studiava cercando di applicare i principi antropometrici anche al cranio, ancora poco studiato empiricamente all'epoca. Nelle sue illustrazioni egli individua le tre "camere" allineate grandi come il guscio di una noce: la prima, che accoglie le impressioni, "imprensiva", la seconda, che è il "senso comune" appunto, la terza la "memoria".  

Non vanno tralasciate le rappresentazioni dell'atto sessuale, i cosiddetti disegni del "coito". Dai seni della donna si sviluppa questo canale che arriva all'utero, mentre nell'uomo c'è come un collegamento diretto tra testicoli, polmoni e midollo spinale e tramite questo con il cervello. Eran concezioni antiquate dell'anatomia, che Leonardo stesso, da quando inizia a lavorare con i cadaveri, mette in discussione.  

"Attese dipoi, ma con maggior cura, alla natomia degli uomini [..] che egli di sua mano scorticò, e ritrasse con grandissima diligenza; dove egli fece utte le ossature e congiunse poi con ordine tutti i nervi e coperse di muscoli, i primi appiccicati all'osso, ed i secondi che contengono il fermo, ed i terzi che muovono; ed in quelle a parte di brutti caratteri scrisse lettere che son fatte con la mano mancina a rovescio: e chi non ha pratica a leggere non l'intende, perché non si leggono se non con lo specchio." (Giorgio Vasari, 1568).

Leonardo era convinto che ci fosse un intimo rapporto tra gli organi interni. Se guardiamo bene i disegni del coito capiamo che c'è di fondo la teoria per cui nella riproduzione sia necessario non solo lo sperma ma anche una sostanza di natura spirituale. La provenienza di questa sostanza? L'anima. Se questa contiene le facoltà spirituali superiori, lo sperma governato dai testicoli è responsabile delle pulsioni più terrene, non solo legate all'unione con altri esseri, ma anche a doti come il coraggio in battaglia. Leonardo studia anche la produzione di liquido lacrimale ed individua un legame strettissimo con il cuore (è interessante che nella Medicina Tradizionale Cinese si ritrovino corrispondenze simili, si pensi ai Polmoni sede della Memoria).

E' intrigante questa fisiologia, in quanto postula un influsso diretto e meccanico dei processi dell'anima sul corpo. Leonardo aveva capito che la facoltà imprensiva è solo la prima, che i sensi sono solo una fase che a funzione di pura trasmissione. Le impressioni vengono giudicate dal senso comune, per essere poi introdotte nella memoria. Lì restano vive, a seconda dell'importanza che il singolo conferisce. Nel senso comune Leonardo individua anche l'espressione degli stati d'animo, in quanto all'influenza di questa funzione sono sottoposti, tramite nervi, tendini e muscoli, i veicoli di comunicazione anche non verbali come gesti, atteggiamenti e mimica. E questo apre la strada agli schizzi per la Battaglia d'Anghiari, ad esempio. Non dimentichiamo che Leonardo viene colpito dalla "retorica muscolare" di Michelangelo, giovane rivale, precocemente arrivato al successo. Gli studi anatomici della muscolatura della gamba confrontate con quella del cavallo, lo studio di soldati nudi evidenziano la passione per l'apparato motorio e l'indagine profonda su tutti gli aspetti del corpo umano. 

Siamo ricchi, abbiamo un repertorio meraviglioso: andatevi a vedere gli studi di teste, strati di cervello e cute, i manoscritti fisiognomici, i ritratti grotteschi.  

Ci teniamo il pensiero di Nietzsche: "[...] allora emergono quegli individui misteriosi, incomprensibili e imprevedibili, quegli enigmi predestinati alla seduzione e alla vittoria, le cui espressioni migliori sono Alcibiade e Cesare [...], e tra gli artisti forse Leonardo da Vinci". Usa il plurale, Nietzsche. A questo aggiungiamo l'idea di porte che si aprono e che possono aprirsi per ciascuno. Non con una volontà di appiattire ciò che di fatto speciale è, ma con un intento di risveglio che può abitare molti. 

 

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