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Rosie Jones, l'attrice comica con una marcia in più

Rosie Jones è un'attrice comica che si è posta la sfida di rappresentare i disabili così come sono realmente: persone con pregi e difetti, come tutti noi.

Rosie Jones, l'attrice comica con una marcia in più

Rosie Jones, diversamente (e ugualmente!) attrice 

La TV può essere un mezzo così potente: fa ridere, fa piangere, dà carica e movimenta le giornate. Ma ancora oggi c'è un problema: non mostra, se non molto raramente, persone disabili. 

Sono le parole di Rosie Jones, che si è data da fare per trasmettere questo messaggio al suo Paese, l'Inghilterra, affermandosi come attrice e stand up comedian. Non solo: è autrice di diversi show inglesi ed è stata premiata ai "Funny Women Awards" del 2016.

La troviamo in un episodio della serie TV Silent Witness, intitolato "One Day" (in italiano, "Un giorno"). Ma possiamo scoprirla anche su YouTube, divertente, irriverente e ironica mentre presenta al grande pubblico la sua stessa malattia, la paralisi cerebrale atassica

 

Disabili in TV, esseri umani imperfetti come tutti

Nel Regno Unito, si legge nell'editoriale di Rosie Jones, le persone disabili sono poco meno di 14 milioni. Nel nostro Paese, invece, l'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane ne censisce circa 4,5 milioni. Nella maggior parte dei casi, se ne sente parlare per denunciare la carenza di assistenza pubblica e di servizi che garantiscano loro una qualità della vita accettabile.

Molto più rare sono le riflessioni sul valore terapeutico e benefico dell'arte, compresa appunto la recitazione per il cinema, la TV e il teatro. Recitare infatti significa "mettere in scena l'altro da sé", liberando la propria espressività, urlando la propria ira o dando sfogo alla felicità.

Come sottolinea Rosie Jones, la TV è un veicolo per far conoscere al pubblico un mondo variegato, un mondo in cui il disabile non è solo una figura commovente, un "Forrest Gump" che fa tenerezza.

Nulla vieta che una persona sulla sedia a rotelle sia anche ubriacona, competitiva, arrivista, egoista. Un essere umano imperfetto, insomma, proprio come tutti gli altri! 

 

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Attori e scrittori che raccontano la disabilità

E in Italia? Ultimamente non mancano i film e gli spettacoli che parlano di disabilità. Molto noto è David Anzalone, in arte Zanza, che si autodefinisce "Handicappato e carogna" e ha intitolato così il suo libro, pubblicato nel 2008. 

Valicando nuovamente i confini, tanto scalpore ha fatto qualche mese fa anche Lee Ridley, noto come Lost Voice Guy. Questo stand-up comedian trentasettenne, affetto da una forma di paralisi cerebrale che l'ha privato della parola, ha trionfato a Britain's Got Talent, il talent show più famoso del Regno Unito.

Un libro da leggere è senza dubbio "La caduta" di Diogo Mainardi, un formidabile atto d'accusa contro il cliché della "normalità". La narrazione fa emergere il fatto che ad accomunare disabili e normodotati è proprio "la caduta", intesa come categoria dello spirito: siamo nati tutti come esseri in bilico, instabili e unici nella nostra fallibilità.

 

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Credit foto: Rosie Jones / Facebook