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LA DOLCEZZA DEL SUCCO D'AGAVE ANCHE PER I DIABETICI

Prima che esistesse la tequila, gli aztechi mischiavano succo d’agave e sale come rimedio per diverse infezioni della pelle. Studi recenti hanno confermato che l’agave ha effettivamente molte proprietà curative, ma noi ne sfruttiamo quelle alimentari nelle diete ipoglicemiche e ipocaloriche

Per coloro che soffrono di diabete il succo d'agave si è dimostrato un ottimo dolcificante, perché non altera il sapore di bevande o caffé, e possiede un bassissimo indice glicemico. Questo significa che farne uso non aumenterà la produzione di insulina e quindi non altererà i valori degli zuccheri nel sangue

 Per le sue qualità dietetiche la Food and Drug Administration (FDA) ha riconosciuto che in dosi appropriate il succo d’Agave è un alimento adatto anche per i diabetici

 

Come si ricava il succo d'agave

Il succo o sciroppo d’agave si ricava dall'agave blu (Agave tequilana), appartenente alla famiglia delle Agavaceae, una pianta succulenta del deserto del Messico.

Ha radici lunghe e numerose, fusto breve, con rosetta di foglie carnose dotate di molte fibre, se tagliate presentano una struttura gelatinosa. Nelle foglie è quasi sempre presente la spina apicale, a volte le spine compaiono anche lungo i margini. Fiorisce presentando un'alta infiorescenza ai 7-8 anni di età della pianta, che in genere alla maturazione dei frutti secca.

La zona dove si registrano le migliori condizioni ambientali per la coltivazione dell’agave è l’area geografica di Jalisco, vicino a Tequila. L'agave è piantata in territori estesi, dove i contadini la fertilizzano e la nutrono per diversi anni. Dopo i primi tre anni, le cime delle foglie vengono tagliate per accellerare la crescita e farla così maturare in 8 - 11 anni, per poter ricavare il miglior succo d'agave.

Lo sciroppo d'Agave è prodotto dall'amido della pianta, contenuto nelle radici a bulbo simili ad ananas, e chiamate dalle popolazioni locali "cuore". Si ottiene con un processo di estrazione e concentrazione totalmente naturale. Il succo viene filtrato dalle parti solide, poi lo si fa scaldare in modo da trasformare i carboidrati (l'amido) in zuccheri (fruttosio) e poi viene concentrato fino a ottenere uno sciroppo, leggermente più fluido del miele, ma senza sapore, in grado di dolcificare il 25% in più dello zucchero bianco

 

Agave: controindicazioni del dolcificante naturale

 

Che cosa è l'indice glicemico

L'indice glicemico (IG oppure GI Glycemic Index) di un alimento indica la velocità con la quale aumenta la glicemia (quantità di glucosio nel sangue) in seguito all'assunzione di una quantità di alimento contenente 50 grammi di carboidrati. In altre parole, si tratta di un indicatore di quanto velocemente il carboidrato in questione viene demolito, negli zuccheri semplici di cui è composto (se non è un monosaccaride); e assorbito e immesso nel sangue, sotto forma di glucosio, per essere disponibile come fonte energetica per le cellule.

Quindi l'indice glicemico è un parametro importante per definire la disponibilità energetica di un carboidrato. Perciò alimenti con indice glicemico basso rilasciano energia in modo piuttosto costante per un periodo prolungato, permettendo di evitare la sensazione di fame poche ore dopo il pasto. 

Nel 1981 il canadese David Jenkins introdusse una scala di riferimento standard, per misurare facilmente il potere iperglicemizzante di ogni saccaride e paragonarli tra loro. Assegnò arbitrariamente un indice 100 al glucosio e poi misurò per vari alimenti gli effetti glicemizzanti, confrontandoli sempre a quelli del glucosio e assegnando così ad ognuno di essi un valore, cioè un indice.

Da questo studio emerse che non solo frutta e latte, ma perfino lo zucchero comune (saccarosio) ha un indice glicemico inferiore ad alcuni tra i più comuni cibi amidacei. Questa conoscenza permette a chi deve monitorare il livello di glucosio nel sangue, di inserire nella dieta alcuni alimenti prima sconsigliati. Oggi è possibile fare altrettanto con qualunque alimento; ad indice elevato corrisponde risposta glicemica elevata e viceversa.

Riportiamo una tabella comparativa dell’indice glicemico dell’Agave rispetto ad altri zuccheri:

  • Succo d’Agave 27
  • Fruttosio 32
  • Lattosio 65
  • Miele 83
  • Sciroppo di mais 89
  • Saccarosio 92 
  • Glucosio 137

 

Succo d'agave: proprietà

Il succo d'agave svolge un'azione remineralizzante, in quanto contiene una grande quantità di calcio, magnesio, potassio e ferro; e nonostante sia composto per circa il 90% da fruttosio (il cui carboidrato principale è l'inulina) mantiene un indice glicemico più basso di altri zuccheri, nonché del miele stesso. 

Questo significa che la velocità con cui lo sciroppo d'agave ingerito va ad aumentare il livello di glucosio, risulta essere la più bassa tra i dolcificanti naturali, dopo la stevia. Questo significa che non aumenterà la produzione di insulina in chi soffre di diabete

Inoltre per il suo basso contenuto calorico è il dolcificante naturale, ideale nelle diete ipocaloriche, per le persone che stanno cercando di perdere qualche chilo e per i bambini, vista la quantità di preziosi nutrienti.

 

Scopri anche le proprietà, l'uso e le controindicazioni della stevia

 

Come usare il succo d’agave

Lo sciroppo d'agave può essere usato come sostituto di zucchero in molte ricette; i vegani possono utilizzarlo come rimpiazzo del miele. Si può usare l’agave per addolcire bevande, anche fredde come il tè freddo, perché si scioglie velocemente, in quanto possiede un'elevata solubilità.

Se si vuole impiegare per cucinare, proprio per il suo alto potere dolcificante e la mancanza di sapore, si può adoperare il ssucco d'agave nella preparazione di dolci, ricordandosi, però di usarne meno rispetto allo zucchero bianco, in quanto 75 gr di succo d'agave dolcificano come circa 100 gr di zucchero raffinato.

 

Sciroppo d’agave: proprietà, uso, controindicazioni

 

Per approfondire:

> Quali sono i cibi per i diabetici

 

Immagine | Wikimedia

 

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