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GUANABANA, UN PO' DI CHIAREZZA SULLE SUE PROPRIETÀ

Guanabana, graviola, guyabano: chiamato in vari modi, da anni si parla in lungo e in largo di questo frutto, soprattutto riguardo alle presunte proprietà anticancerogene, vediamo di fare un po' di chiarezza

Si pronuncia con l'accento sulla seconda "a", guanábana, si tratta di un frutto tropicale che ultimamamente sta facendo parecchio discutere, relativamente alle sue presunte proprietà anticancerogene. Vediamo di conscerlo meglio e capire bene di cosa si tratta.

Scientificamente è noto come Annona muricata, una pianta tropicale che produce un frutto spinoso, verde e tondeggiante chiamato guanábana, graviola, guyabano o corossole. In lingua inglese si conosce anche come soursop o brazilian paw paw. Pare essere originaria delle Antille ed oggi è diffuso in gran parte del sudamerica, Asia meridionale, nord dell'Australia e in Florida.

Vediamo nello specifico le sue caratteristiche e proprietà, soprattutto quelle (presunte) anti-cancro.

 

L'albero e il frutto della guanabana

L'albero della guanábana è abbastanza alto, può arrivare fino a 12 metri, ha foglie e fiori oblunghi e produce un frutto ovale spinoso largo fino a 30 centimetri. Gli aculei del frutto sono morbidi, il suo colore è verde scuro e il peso può raggiungere i due chili e mezzo.

All'interno il frutto è morbido, dolce e succoso, si consuma maturo, tagliato a metà e mangiato con cucchiaino. Si può utilizzare per fare frullati, infatti in paesi come la Colombia viene frullato assieme al latte freddo. Abbastanza deperibile e di breve conservazione, bisogna consumarlo subito appena maturo.

Tra le varie sostanze preziose che contiene, il guanabana è ricco di vitamina C, A e B, proteine, minerali ( calcio, fosforo, ferro) acqua e zuccheri.

 

Il guanabana e le ricerche sul cancro

Da anni ormai gira su Internet e su vari siti la notizia della presunta miracolosità del guanábana nel curare il cancro. Vero o è una bufala? Si sente dire che sia addirittura di 100 volte più potente di una chemioterapia, con tanto di testimonianze di persone che grazie a questo frutto sarebbero guarite e pillole vendute da innumerevoli aziende.

Vediamo le fonti più accreditate cosa ne dicono. Secondo Cancer Research Uk, non ci sarebbe ancora prova certa che mostri che il guanabana possa operare come valida cura contro il cancro. Studi di laboratorio avrebbero infatti dimostrato che gli estratti di questo frutto possono uccidere alcuni tipi di cellule cancerogene, relativamente al cancro al fegato o al seno, che invece resistono a certe medicine chemioterapiche.

Ma non c'è stato ancora nessuno studio condotto a larga scala sugli esseri umani a dimostrarlo. Quindi, in buona sostanza, non si sa ancora se possa essere effettivamente efficace o no nella cura contro il cancro: secondo Cancer research, molte aziende che vendono capsule o prodotti a base di guanabana non sono supportate da alcuna accreditata organizzazione scientifica. Il consiglio che viene dato è quindi quello di essere molto cauti nel credere a certe informazioni o pagare per cure alternative che si leggono in giro sui vari siti.

Ciò che infine viene sottolineato è che alcune ricerche sul frutto hanno messo in evidenza il suo potere di influire sui nervi, se assunto in elevate quantità. Quello che è noto e comprovato è che invece, da anni e come vuole la tradizione, le popolazioni locali utilizzano la corteccia, le foglie, le radici e i frutti come rimedi contro virus e infezioni, parassiti, reumatismi, artrite e depressione.

 

Quali sono gli alimenti preventivi contro il cancro?

 

Altre notizie sul guanabana

Visto che è usato anche in Asia, riportiamo ciò che dice un sito che parla di medicina naturale delle Filippine. Qui il guyabano, come viene chiamato, viene utilizzato come antispasmodico, farmaco emetico e sudorifero.

Il decotto di foglie viene anche usato per sconfiggere i pidocchi ed eliminare gli acari o anche bevuto per combattere la febbre; a tal fine lo si può aggiungere anche nella vasca da bagno.

Le foglie fresche vengono applicate localmente sulla pelle per curare eruzioni cutanee, infezioni della pelle o eczmi, mentre il succo è utilizzato come diuretico e depurativo del fegato.

Anche in Asia si parla di ricerche iniziali volte a dimostrare che i semi, la corteccia, le foglie e il frutto sembrano utili nell'uccidere le cellule cancerogene, lasciando intatte quelle sane (riportato ancora nel 2001 in "Journal of Natural Products"). Ancora nel 2008, l'NCBI (The National Center for Biotechnology Information) riportava che il frutto della graviola aveva dimostrato effetti anticancerogeni in vitro, ma che non era stato studiato direttamente sugli esseri umani.

Nonstante la mancanza di ulteriori dati a riguardo, molti siti web ne promuovono la vendita, basandosi sugli studi in vitro e su quelli della medicina tradizionale locale. Anche da qui si raccomanda di fare molta attenzione.

Le riflessioni potrebbero dunque vertere sul se col passare degli anni la ricerca si sia arrestata o meno, se si siano fatti ulteriori approfondimenti o no sull'effettiva efficacia: si resta quindi in attesa di maggiori ragguagli.

Fermo restando che ognuno è libero di scegliere la cura che ritiene migliore per sé, è sempre bene farlo con il supporto e il parere di un medico o specialista.


Curiosità

Nelle Antille le foglie di guanabana venivano messe nel cuscino per combattere l'insonnia, in quanto si riteneva avessero proprietà tranqullizzanti e sedative.

 

Libri utili

"The Healing Power of Rainforest Herbs: A Guide to Understanding and Using Herbal Medicinals" di Leslie Taylor
"A Friendly Skeptic Looks at Graviola" di Ralph W. Moss
Video: in una scuola sudamericana, ecco dimostrato l'uso tradizionale del guanabana.

 

Il cibo come difesa naturale

 

Per approfondire:

> Tutte le proprietà e i benefici della graviola

 


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