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GLI EFFETTI DELLA DIPENDENZA DA ZUCCHERO

La dipendenza da zucchero, per quanto se ne parli solo di straforo, è un serissimo problema che affligge il moderno mondo occidentale e non solo. Gli effetti di questa dipendenza sono sottovalutati, o comunque ignorati e spesso collegati ad altre cause. Scopriamo come si scatena questa dipendenza e quali sono le conseguenze sulla salute

Cominciamo col dire che, come per tutte le cose, vale la regola generale che, nella giusta misura, lo zucchero non solo fa bene, ma è essenziale alla vita.

L’energia che ci muove in quanto esseri viventi proviene dai carboidrati e gli zuccheri sono il carburante delle nostre cellule. Quando ci riferiamo agli effetti negativi degli zuccheri quindi, ci riferiamo al consumo eccessivo che se ne fa: obesità, scompensi cardiaci, varie forme di cancro, peggioramento delle capacità cerebrali e, soprattutto, il diabete.

I principali indiziati delle più comuni forme di dipendenza ed eccessivo consumo di zuccheri sono i dolciumi ricchi di doclificanti artificiali, le barrette dolci, le bevande zuccherate e gli energy drink.


Come funziona la dipendenza da zucchero

Il consumo di zuccheri scatena la produzione di alcuni oppioidi endogeni nel nostro sistema nervoso, facilmente collegabili alla ben nota sensazione di “appagamento” generata dal consumo di cibi dolci.

Gli ormoni e i neurotrasmettitori così attivati sono esattamente gli stessi messi in moto da molte droghe piuttosto note. Il meccanismo tipico è il seguente: quando si assume una sostanza in grado di produrre dopamina, il cervello ne trae piacere e ne chiede ancora, ma per via della tolleranza che si innesca in breve tempo, la quantità della sostanza richiesta va sempre aumentando, ingigantendo quindi i rischi e i danni per la salute generale e generando dipendenza. Tant'è che, stando agli studi genetici, la dieta dei nostri antenati era particolarmente povera in zuccheri.

 

Quanto zucchero mangiamo?

 

Una lista di effetti negativi della dipendenza da zucchero

Partiamo a descrivere i principali effetti della dipendenza da zucchero:

Provoca altri disturbi come:

E concorre nello sviluppo o cronicizzazione di patologie come: obestità, diabete, artrite, asma, enfisema, cataratta, arteriosclerosi, osteoroposi, appendicite, emorroidi, vene varicose, eczema, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer e sclerosi multipla, problemi dentali e gengivali,

Inoltre: riduce la forza del sistema immunitario e le capacità degli enzimi, diminuisce l’elasticità muscolare e la qualità della vista, induce invecchiamento prematuro, accresce la ritenzione idrica, indebolisce i capillari, i tendini e le ghiandole provocando squilibri ormonali, aumenta lo stress ossidativo.

A livello psico-emotivo si rileva:

  • aumento di ansietà, iperattività, irascibilità, instabilità emotiva, depressione;
  • difficoltà nella concentrazione, riduzione delle capacità di apprendimento. 

 

Evitare la dipendanza da zucchero partendo dalle buone abitudini

Si è notato che una migliore vita sociale e la cura delle emozioni riduce la tendenza a cadere in certi tipi di dipendenza. Ovviamente le carenze emotive spingono ad un consumo improrio di cibo per raggiungere indirettamente una qualche forma di appagamento chimico.

Yoga, lavori di gruppo sulla coscienza, sport, arte, eccetera, sono il primo e il moglior rimedio per la dipendenza da zuccheri. Il secondo passo è eliminare tutti i cibi spazzatura fintanto che non si torni ad essere padroni della propria vita alimentare: dolcetti, pasticceria, bevande zuccherate, sciroppi, eccetera. La Natura ci ha fornito la frutta, perché non approfittarne?

Scegliere una dieta bilanciata in genere aiuta a essere meno attratti dagli spuntini e dalle piccole eccezioni che ogni tanto abbiamo voglia di concederci. La giusta dose di sonno e un buon livello di vitamina D, generalmente prodotta dall’attività all’aria aperta, minimizzano gli effetti degli zuccheri.

 

Alternative sane allo zucchero

La prima alternativa allo zucchero è la frutta, e consideralra un'alternativa è veramente un limite dei tempi che viviamo.

Molte radici contengono ottimi zuccheri: citiamo solo le patate dolci (batata) e le barbabietole. Venendo ai dolcificanti, miele e melassa sono ideali, ma in giro è possibile trovare degli zuccheri non raffinati, spesso in pietre grezze, specie lo zucchero di canna, il migliore dei quali, chiamato jaggery, uno zucchero di canna grezzo e non centrifugato, è molto usato in Asia e in Africa.

Ottimo, ma meno facilmente reperibile, è lo zucchero di palma, col quale si intende lo zucchero del frutto tropicale di palmyra: acquistabile in aggregati grezzi particolarmente duri, è ricco di vari nutrienti e gradevolmente aromatico (ricorda il miele).

Per approfondire:

Il comfort food, il cibo del cuore che dà conforto

> Senza zucchero per un anno, la storia di Danièle Gerksens

 

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