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DATTERI, SCEGLILI PER FARE IL CARICO DI ENERGIA

Quali sono i processi necessari per trasformare il cibo in energia? E quali quelli per evitare che l’energia sparisca velocemente lasciandoci spossati? Vediamo i numerosi pro e i pochi contro di un consume moderato ma regolare di datteri

I datteri sono i piacevolissimi frutti della pianta conosciuta scientificamente come Phoenix dactylifera, una palma originaria della Mesopotamia e diventata tipica del Nordafrica mediterraneo e del Medio Oriente.

Esistono numerose varietà di dattero, tutte conosciute sin dall’antichità e sfruttate per le loro differenti caratteristiche, infatti oltre al differente gusto e alla differente dolcezza, si distinguono tra loro per durezza e vengono raggruppati in tre tipologie: i frutti morbidi (che hanno bisogno di ammezzimento), i frutti semimorbidi (edibili anche solo dopo un parziale ammezzimento) e quelli duri (che si possono mangiare freschi prima dell’ammezzimento).

Spesso in Italia si trovano in vendita datteri sotto glucosio, aggiunto artificialmente a posteriori per aumentare la dolcezza ai datteri di scarsa qualità. Altrove, nei paesi arabi e in quelli nordafricani, i datteri si trovano anche lavorati in altri modi: ripieni di mandorle o altre noci, sotto tahini (salsa di sesamo), con miele, con arancia o limone canditi, compressi in una pasta da tubetto o macerati, fermentati e trasformati in bevande alcoliche.

 

I datteri e l'apporto energetico

Ma perché i datteri sono così amati e consumati in tutto il mondo, specie da chi ha bisogno di energie fresche? Il dattero ammezzito è composto da circa l’80% della sua massa da zuccheri vari, tra i quali fruttosio, saccarosio e glucosio, e solo il restante 20% va a completare la composizione del frutto con proteine, fibra alimentare, vitamine e sali minerali.

Riguardo questi ultimi due, dobbiamo dire che nel dattero troviamo interessanti quantità delle vitamine B5 e B6, e che per quanto riguarda i minerali, oltre che buone quantità di potassio, manganese e magnesio, vi troviamo elementi più rari quali lo zinco, il rame, il boro, il cobalto e il selenio. Pertanto possiamo dire che oltre a fungere da ottimi integratori, i datteri sono un ottimo cibo per fare un carico di energia.

Molti dietologi e esperti di sport infatti suggeriscono di sostituire con una giusta dose di datteri le eventuali barrette energetiche snack che si usano prima dell’attività fisica, perché? Non è troppo difficile da intuire: avete presente quella sensazione di down improvviso che si prova dopo aver consumato tutte le energie zuccherine date dalle varie barrette energetiche, dagli energy drink, dalla cioccolata o dalle sacchette di zuccheri per sportivi?

Dimenticatevele pure se avete intenzione di rivolgervi ai datteri per fare un carico di energia. Infatti la fibra alimentare di cui i datteri sono ricchi è utilissima per evitare questi down, mantenendo materiale a lungo termine nello stomaco che continua a rilasciare zuccheri (quindi energia) in una maniera gradualmente decrescente.

 

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Quanti datteri si possono mangiare?

Ma visto che i datteri risultano essere un cibo tanto energetico, quanti se ne possono mangiare quotidianamente? Non c’è una risposta precisa a questa domanda perché la quantità effettiva di datteri per giorno dipende dall’eta’ e dal livello di attività fisica che si fa abitualmente.

I ragazzi fino ai 18 anni, pertanto gli adolescenti in fase di crescita, non dovrebbero consumare più di 2 tazze di datteri al giorno per non incorrere in potenziali problemi di iperglicemia e di aumento del peso.

I datteri infatti sono uno snack ideale per chi è sottopeso e vuol rimediare a questa condizione: perfetti con noci e mandorle, dentro al pane al posto dell’uvetta.

 

Esistono controindicazioni?

Oltre alla questione di mantenere moderato ma costante il consumo di datteri per evitare eccessi di calorie, altre controindicazioni possono venire da eventuali intolleranze al fruttosio, di cui i datteri sono estremamente ricchi, e problemi dentali, in quanto tutti questi zuccheri sotto forma di polpa molto appiccicosa va a sedimentarsi tra i denti nutrendo le colonie batteriche.

Si consiglia, in ultimo, di mantenere controllato il consumo di datteri per chi ha già problemi di alto indice glicemico.

 

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