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COSA C'È DAVVERO NEI CEREALI DELLA COLAZIONE

Riempirsi di zucchero raffinato appena svegli ma non averne idea. Una piccola indagine su quanto davvero sono salutari i cereali da prima colazione pubblicizzati come ottimi alleati della linea

Vi decidete: e dieta sia. Fate tutto per bene e seguite il consiglio dell'amica che mangia cereali a colazione. Dite addio al cornetto e ve ne andate verso i "lidi" dei supermercati, cercate tra le scatole di cereali da colazione quella più light con la donnina più magra che salta allegra e magari un gadget o un programmino di dieta fai da te riportato al retro della confezione (lo contemplerete più volte in certe mattine che partono un po' lente). 

Il miracolo. Dopo una colazione così, al pranzo ci arrivate con poca fame. Geniale no? Eppure il peso non scende. Non solo. C'è delle sonnolenza arretrata che non sapete spiegarvi. Ci proviamo noi, insieme. 

 

Le insidie dietro ai cereali della prima colazione

Partiamo da una questione che accomuna praticamente tutte i marchi di cereali: l'elevata quantità di zuccheri. Quelli italiani raggiungono il 40%, a fronte della media del 37% dei prodotti destinati al resto del mercato europeo.

L'Inran (Istituto Nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) lo dice chiaramente: la percentuale adatta di zuccheri per quanto riguarda la prima colazione non dovrebbe superare il 10%. Oh-oh, Houston, abbiamo un problema.

"Ma sulla confezione c'è scritto che la quantità di zucchero è ridotta per venire in aiuto della mia prova costume!" Oh, certo. Ma zucchero è una parola camaleontica, prende altre forme, tutto sta a riconoscerle: melassa, sciroppo di melassa, sciroppo di malto, malto d'orzo, saccarosio, sciroppo di mais, miele, lattosio, zucchero di canna, etc.. 

E' davvero tanto importante mantenere basso l'indice glicemico, specie al mattino. Se avete bambini, tenerli lontani dagli zuccheri è il miglior modo per assicurarsi che mantengano alta la loro attenzione anche a scuola. Ma anche se siete adulti, uomini o donne.

Donne, andate a dare uno sguardo alla ricerca svolta dall'Istituto Italiano dei Tumori di Milano che ho scoperto grazie a un articolo di Silvia Carri comparso su Terra Nuova. (Nel dettaglio: lo studio condotto da Krogh V, Berrino F., Chiodini P., Panico S. e altri, intitolato "Dietary glycemic load and index and risk of coronary heart disease in a large italian cohort: the Epicor study", Arch. Inter. Med. 2010, 170 (7), pp.640-647). Lo studio evidenzia come, oltre a predisporre l'aumento di peso, alimenti con alto indice glicemico aumentano il rischio di patologie coronariche nelle donne.

"Però funzionano, non ho fame, dopo." E certamente. Siete intossicati. L'intossicazione dà inappetenza. E lo stesso effetto è creato dal sovraccarico di grassi.

A tal proposito, andiamo ad analizzare la presenza di grassi. 

In generale, cari lettori, si tratta di "cibo morto", in quanto confezionato, in quanto prodotto industriale. Ma si può andare sempre verso l'ipotesi migliore, se non si ha il tempo di ammollare e scaldare l'avena o altri cereali secondo il vostro gusto.

Scegliete cereali semplici, poco lavorati, biologici. I livelli di zuccheri che siano inferiori a 10 g, basse siano le percentuali di grassi saturi (inferiore a 1 g), di sodio (meno di 0,2 g) e che non ci siano grassi idrogenati, coloranti, conservanti ed edulcoranti. Optate per cereali con una dose di fibre importante (almeno 6 g) e, se possibile, cercate prodotti italiani a filiera corta.   

 

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Gli astrusi estrusi 

I primi snack estrusi sono comparsi intorno agli anni '30. E da lì c'è stata una crescente fama dovuta alla forsennata fame di intossicati inconsapevoli. Di che si tratta? Di prodotti che hanno subito specifiche fasi di lavorazione che formano il lungo processo di estrusione- cottura. Visualizzate mentalmente la farina, pronti? Bene.

Miscelata, precondizionata attraverso processi di omogeinizzazione, preumidificazione e precottura. Impastata con acqua a cotta a 80-100° C. Eccoci a un bell'impasto viscosissimo. Di nuovo, torniamo a cuocerla mentalmente a 200° C dentro un estrusore. Non perdete la concentrazione, ci siamo quasi. Il tutto si modella in una trafila (tutte le forme tonde, sferiche, a ciambellina a stellina, come vi pare) e poi si taglia, mentre il passaggio da una temperatura alta a quella ambiente fa espandere e solidificare il prodotto. Segue raffreddamento ed essiccazione. 

Rimane traccia di fibre e principi nutritivi? Mmm...a voi la conclusione. Ma a volte qualcuno lo smaschera questo l'ingannevole cereale? Oh, succede eccome, specie in America, dove il terrore alimentare della classe agiata verso ciò che non è biologico convive con la perenne intossicazione dei soggetti obesi della classe medio-bassa.

Qualche esempio? La Federal Trade Commission americana ha censurato alcuni prodotti come Rice Krispies e Frosted per pubblicità ingannevole. Medesima sanzione ha subito la Optiva dall'Antitrust. Tutti questi marchi promettevano miracoli senza fondamento scientifico.  

 

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Per approfondire:
>  Descrizione, proprietà e uso dei cereali

Acrilammide e cibo, la nuova legge 

 

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