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CALENDARIO DELLA FRUTTA SECCA

Mese per mese, un intero anno di frutta secca nostrana, per capire quali sono i momenti migliori per raccogliere, metterla da parte o consumarla.

Da non confondere con la frutta essiccata, chiamiamo frutta secca alcuni semi particolarmente nutrienti per via dei loro contenuti di vitamine, minerali ed oli, preziosi per la nostra salute e fin dall’antichità coltivati ed integrati nella dieta umana
(e ancor prima, in quella dei primati).

Mangiati al naturale, ridotti in farina, utilizzati in pasticceria, trasformati in creme spalmabili, tostati, immersi in miele, melassa o sciroppo, oppure bevuti in versione latte vegetale, ogni particolare frutto secco ha una stagione ideale nell’arco dell’anno.

Diamo un'occhiata allora ai periodi ideali per la raccolta ed il consumo di ogni singolo tipo di frutta secca. Come vedremo crescono quasi tutti nello stesso periodo, guarda caso quello in cui per l’essere umano è importante far scorta di energia e calorie.

 

Le mandorle

Le mandorle sono i semi che troviamo all’interno del frutto non commestibile del Prunus dulcis, meglio noto come mandorlo. La mandorla si raccoglie tra fine agosto ed i primi di settembre, poco prima della vendemmia, per cui è dal mese di settembre in poi, ovvero a partire dall’autunno, che le mandorle fresche sono disponibili. Oltre che al naturale, pelate o meno, si trova il latte di mandorle, il marzapane, le mandorle pralinate ed altre mille preparzioni.

Le mandorle sono particolarmente ricche di manganese, riboflavina e vitamina E.

 

Le arachidi

Le arachidi, o noccioline americane, sono i semi di una leguminosa di origine americana, buone da mangiare al naturale, pralinate o salate, tostate, trasformate in burro o in olio. I baccelli che contengono i preziosi semi cominciano ad essiccare in autunno, verso ottobre, permettendo cosi’ la raccolta. A parte il rischio di allergia, le arachidi sono ricchissime di niacina, vitamina E, folato e manganese.

 

Leggi anche Frutta secca, per cosa fa bene >>

 

I pinoli

Tra i più piccoli frutti secchi in commercio, i pinoli, come da nome, sono i semi di alcune specie di pino e sono racchiusi dentro le pigne. Sono anche tra i frutti secchi più costost per via della difficilelavorazione e spesso si usano in pasticceria.
I pinoli si raccolgono tra inverno e primavera, a partire da novembre fino ad aprile. Sono ricchi delle vitamine E e K, tanto quanto di manganese e zinco.

 

Le noci

Con le noci si producono molti prodotti di pasticceria, creme, cioccolate, liquori, e altri prodotti, anche se sono per lo più amate al naturale. I gherigli di noce sono considerati un superfood, ricchi di tiamina, manganese, vitamina B6 e acido linoleico.
Tra settembre e novembre, ovvero in pieno autunno, le noci cadono a terra dagil alberi e si rendono facilmente raccoglibili.

 

I pistacchi

Famosi nei gelati e in pasticceria, molto cari, i pistacchi si trovano talvolta anche sotto forma di snack salato o all’interno dei salumi. Il verde pistacchio, originario della Persia, è ricco di vitamina B6, tiamina e fosforo.
E' inoltre però ricco di calorie, fibra alimentare e proteine
. I pistacchi si raccolgono, faticosamente, ogni due anni nei mesi estivi, dopodiche’ richiedono una lavorazione di essiccazione e ventilazione piuttosto lunga, quindi diventeranno disponibili nei mesi autunnali.

 

Le castagne

Perché non cosiderare le castagne, il frutto dei castagni racchiusi nei tipici ricci gialli, un frutto secco? Come farina, come dolci, arrostite, bollite, ma anche in speciali ricette antiche assieme a sughi e legume, le castange sono ricche di proteine, vitamina C, manganese e rame. Le castagne, come noto, si raccolgono in pieno autunno, dopo la metà del mese di ottobre, ed una volta aperto il guscio sono pronte per il consumo.

 

Altra frutta secca

In commercio troviamo altri frutti secchi, non prodotti in Italia e quindi sempre di importazione:

> Cocco;
>
noce brasiliana;
> noce pecan;
> macadamia, eccetera.

Ovviamente, in questo caso, non ha senso parlare di stagionalità poiché spesso qusti semi crescono in aree che non prevedono le nostre classiche quattro stagioni.

 

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