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CACAO BAGUA PERUVIANO

Il cacao Bagua viene coltivato in alcune zone del Perù: è una varietà molto pregiata, dal sapore aromatico e delicato. Le tavolette di cioccolato si possono trovare nei circuiti del commercio equosolidale.

Cos’è il cacao Bagua peruviano

Il cacao Bagua peruviano è una delle più antiche varietà di cacao coltivate in Perù, nella regione tropicale di Bagua, che si trova nella provincia di Amazonas. Sembra che fosse noto già nel 3000 a.C. e che le popolazioni Mayo Chinchipe lo usassero per la preparazione di bevande.

Si tratta di una varietà molto ricercata, dalla colorazione chiara e dal sapore aromatico e delicato. Al giorno d'oggi viene usata per produrre pregiate tavolette di cioccolato, fondente o al latte.

Le piante crescono per lo più spontaneamente, fatta eccezione per alcune coltivazioni su piccola scala.

Negli ultimi anni questa filiera è stata "scoperta" dal mercato equosolidale. Diverse aziende, anche italiane, hanno investito in progetti volti a valorizzare questo prodotto di qualità, migliorando al tempo stesso le condizioni lavorative e sociali dei soggetti coinvolti nell'intero ciclo produttivo, dal campo allo scaffale.

 

La produzione del cacao

Come si legge in quest'intervista, il cacao prodotto a Bagua è quasi per la totalità cacao criollo, ritenuto il più raro al mondo.

Questa pianta non è mai stata ibridata dall'uomo, necessita di cure molto costanti e ha una produttività inferiore rispetto ad altre varietà; fattore che viene ampiamente compensato dalla sua qualità superiore

La lavorazione del cacao è molto particolare. Quando sono ancora freschi, i semi sono inodori e hanno un sapore amaro e astringente. La loro polpa viene fatta fermentare per alcuni giorni, per fare in modo che i composti fenolici subiscono ossidazioni che variano il colore, il sapore e l'odore dei semi. 

Dopo la fermentazione, i semi vengono essiccati e tostati, acquisendo così il sapore e l’aroma caratteristici del cacao.

 

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Perché il cacao equosolidale

I circuiti del commercio equosolidale si impegnano a pagare all'agricoltore un prezzo minimo, che assicuri la sua sussistenza. Diversi progetti internazionali fanno anche un passo in più, avviando programmi di training per fare in modo che le coltivazioni diventino sempre più efficienti e produttive. 

Questo tema, nella filiera del cacao, è particolarmente urgente. Fair Trade, il marchio internazionale di certificazione del commercio equosolidale, sottolinea infatti che nell'arco di un solo anno i prezzi mondiali del cacao sono scesi di oltre un terzo

A pagarne le conseguenze sono gli agricoltori, che nella maggior parte dei casi sono l'anello più debole della filiera.

Proprio da uno studio di Fair Trade emerge che il reddito medio di una famiglia di contadini ivoriani è pari a soli 2.600 dollari l'anno, una cifra molto inferiore rispetto ai 6.133 dollari l'anno che in quel territorio sono indispensabili per mantenere un tenore di vita dignitoso.

Pagare qualche manciata di centesimi in più per una tavoletta di cioccolato, per noi occidentali, fa poca differenza. Ma è un piccolo gesto di responsabilità con cui contribuiamo ad assicurare una vita migliore agli agricoltori del Sud del mondo.

 

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Credit foto: serezniy

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