Questo sito contribuisce alla audience di DeAbyDay.tv

ALCHECHENGI E CORNIOLO, FRUTTI DIMENTICATI DELL'ESTATE

Vediamo le proprietà di due frutti estivi dimenticati, l'alchechengi e il corniolo, piante sconosciute o sottovalutate che troviamo in questo periodo dell'anno, cuore dell'estate.

Luglio e agosto sono il centro incandescente dell'anno, il periodo in cui il calore del sole porta a pieno regime tutte le trasformazioni chimiche all'interno dei frutti. È il periodo dell'anno in cui si raccoglie e si gode, in cui la succosità dei frutti e delle verdure di stagione placa la sete.

Una pianta della famiglia delle solanacee che in questo periodo offre le proprie bacche rivestite da un calice assai bello, simile a lanterne di carta crespa, è l'alchechengi, che per tali motivi è spesso coltivato per scopi ornamentali.

L'altra pianta che descriveremo è l'antico corniolo, i cui frutti, apprezzati sia dagli umani che dagli animali, giungono a maturazione verso fine agosto e ancora oggi possono essere scovati in qualche bosco o sui banchi di qualche negozio in forma di confettura.

 

L'alchechengi: lanterne da assaporare

L'alchechengi (Physalis alkekengi) è ormai usato soprattutto per motivi ornamentali: i calici rossastri di petali rosso arancio chiusi a lanterna intorno alla bacca valorizzano esteticamente ogni balcone o giardino, specialmente quando il calice di decompone lasciando la struttura forellata.

Il piccolo frutto dell'alchechengi (dall'arabo al-kakang ovvero “lanterna cinese”) racchiuso in tanta bellezza è spesso ignorato dai più, ma in realtà si tratta di un alimento in piena regola, con degli effetti benefici sulla salute significativi.

Si può consumare fresco o essiccato, e contiene:

  • physalina (dalle proprietà antimicrobiche e antibatteriche),
  • etilcaffeato (importante antinfiammatorio in grado di aiutare il fegato),
  • vitamina C (quasi il doppio del limone),
  • tannini

È utile quindi come reintegratore di vitamine, agisce contro la diarrea, ha virtà diuretiche, depurative, lievemente sedative, viene consiglaito per lenire le calcolosi alle vie urinarie.

Il sapore ha uno strascico marcatamente acre, dovuto alle vitamine, ai tannini e ad alcuni alcaloidi contenuti; in Giappone, paese d'origine, viene consumato da solo o aggiunto alle insalate.

 

Prova queste ricette gustose con l'alchechengi

 

alchechengi

Immagine | "PhysalisAlkekengi-balloon"

 

La pianta di corniolo

Il nome della pianta e dell'intera famiglia, deriva dal latino cornus, che ben descrive la qualità del suo legno, coltivato proprio per la durezza e la resistenza.

È un albero di piccole dimensioni che difficilmente raggiunge o supera i cinque metri. È una pianta assai longeva, talvolta ultracentenaria e usata già in antichità, soprattutto per il legno.

Il suo uso alimentare appartiene ormai quasi esclusivamente al passato, prima della grande diffusione degli agrumi, quando i frutti ricchi di vitamina C erano un bene inestimabile per combattere la dissenteria. Oggi è ancora usato diffusamente in Europa dell'Est e Medio Oriente, soprattutto in Bulgaria, Ungheria, Armenia, Ucraina, Azerbaigian, Turchia, Iraq e Iran.

In Italia è poco diffuso, talvolta è rinvenibile in qualche giardino, nei boschi radi al di sotto dei 1300 metri, oppure lungo i fossi e i canali nelle campagne meno battute. La corteccia grigiastra è riportata come ingrediente di alcuni rimedi erboristici: se ne traggono decotti utili contro malessere, debolezza e febbre.

Dai gradevoli fiori gialli la pianta produce in estate delle drupe ovoidali, le corniole: sono frutti che a maturazione espongono un tipico rosso corallo, cantato già nell'antichità e rinvenibile persino nell'Odissea, dove Omero lo descrive come cibo sia degli uomini che degli animali.

Si può consumare fresco e il suo sapore acidulo ricorda un po' quello dell'amarena e dell'ossicocco, ma generalmente viene trasformato in marmellata o viene usato per produrre vini e grappe. Il frutto va colto a piena maturazione, quando si stacca da solo senza porre resistenza e se mantenuto a temperatura da frigo può andare avanti fino a dicembre, mentre a temperatura ambiente si conserva per non più di un paio di settimane.

L'alto contenuto di vitamina C, di acido malico, mucillagini, e di tannini gli conferiscono proprietà astringenti, antidiarroiche, febbrifughe, diuretiche, tonificanti.

I frutti essiccati mantengono le stesse virtù e sono usati abbondantemente nelle medicine tradizionali araba e cinese.

corniolo

 

Scopri le proprietà di altri due frutti dimenticati, feijoa e amolo


Iscrivendoti accetti le condizioni d'uso e l'informativa sulla Privacy


Ti potrebbe interessare anche: