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OMEOPATIA E DISTURBI

Diabete e omeopatia

A cura del Dott. Francesco Candeloro

 

Il diabete è un’alterazione del metabolismo della glicemia le cui forme più comuni sono il diabete di tipo 1, o insulino-dipendente, e il diabete tipo 2 o non insulino-dipendente. Scopriamo i rimedi omeopatici per curarlo.

Diabete

 

Cause e sintomi del diabete

Il diabete insulino-dipendente insorge quasi sempre nell’età giovanile, come conseguenza di meccanismi ancora non ben definiti che conducono molto precocemente alla distruzione delle cellule che secernono l’insulina, l’ormone che favorisce l’ingresso dello zucchero nelle cellule a fini metabolici, e che nei diabetici presenta valori a digiuno, o dopo i pasti, particolarmente elevati (per la precisione: superiori a 126 mg/dl a digiuno e a 200 mg/dl due dopo un qualsiasi pasto o dopo carico orale di glucosio).

Nel diabete di tipo 2, invece, la patogenesi dell’elevata concentrazione di zucchero nel sangue dipende da un meccanismo diverso definito di insulino-resistenza e molto spesso correlato ad un eccesso di tessuto adiposo, e quindi a problemi di obesità o sovrappeso.

Se il diabete di tipo 1 è difficilmente curabile senza una terapia sostitutiva, proprio per la sua particolare patogenesi, il diabete di tipo 2 è preceduto da una tipica situazione di intolleranza al glucosio che comporta valori di glicemia a digiuno compresi tra 110 e 126 e dopo i pasti  tra 140 e 200.

In questa fase di pre-diabete, i cardini della terapia sono la dieta alimentare, atta a ridurre il tessuto adiposo in eccesso, e quindi l’insulino-resistenza, e l’attività fisica, che ha un meccanismo pro-insulinico, in grado quindi di determinare una fisiologica riduzione della glicemia. Tuttavia la difficoltà a seguire una dieta alimentare adeguata, e a rispettare tempi e dinamiche dell’attività fisica, comporta spesso anche in questi pazienti il ricorso a farmaci cosiddetti antidiabetici orali tra i quali ultimamente, come terapia di prima scelta, si dà la preferenza alla metformina che, a differenza di altri antidiabetici, pone meno frequentemente il rischio di ipoglicemia transitorie, e soprattutto di depauperamento progressivo delle riserve organiche di insulina che, nel tempo, porta alla necessità, anche in questi pazienti, di passare alla terapia insulinica o sostitutiva.

La necessità d’altronde di controllare i valori della glicemia, nasce dal fatto che il diabete è da sempre considerato una sorta di killer silenzioso, dal momento che predispone alla malattia aterosclerotica dei vasi e quindi alle patologie cardio e cerebrovascolari che ne possono derivare (ipertensione, infarto del miocardio e ictus), oltre ad una serie di danni di altri distretti e funzioni che riguardano per lo più gli occhi, i reni e il sistema neurovegetativo.

 

Puoi approfondire la corretta alimentazione in caso di diabete

Alimentazione contro il diabete

 

 

Rimedi omeopatici contro il diabete

Non è possibile dare un’indicazione di massima di rimedi omeopatici che possano curare il diabete, proprio perché nel tipo 1 la terapia sostitutiva, o insulinica, è assolutamente necessaria, mentre nel tipo 2 è possibile intervenire diversamente a seconda dello stadio della malattia, soprattutto per prevenire il suo progressivo passaggio verso quella forma che, anche in questo caso, può richiedere l’utilizzo di insulina.

In tutti e due i casi, comunque, l’omeopatia può prestare i suoi servigi migliori nella prevenzione delle conseguenze del diabete, le cui complicanze possono essere lesive a gradi diversi, ma comunque mostrarsi sempre decisamente aggressive.

Ovviamente il diabete si manifesta, soprattutto nel tipo 2, in costituzioni anatomiche che tendono all’iperalimentazione e al sovrappeso, o all’obesità franca. Stiamo parlando dei soggetti carbonici, che si distinguono per essere essenzialmente brevilinei, avere una certa rigidità articolare e una prevalenza del tessuto osseo su quello muscolare. Questi individui fin dall’età infantile mostrano una certa tendenza alla sedentarietà, a stati di ansia o di inibizione in situazioni di prove o confronto, mostrando da sempre un particolare attaccamento alle figure parentali, e trovando nel cibo una sorta di rapida consolazione e rassicurazione alle ansie e paure, così spesso sproporzionate.

Mettere a dieta questi individui, e soprattutto portarli a svolgere, con una certa regolarità, attività fisica, risulta essere un’impresa quasi sempre ciclopica; tuttavia una buona cura omeopatica in questi casi riesce a migliorare rapidamente il quadro funzionale di tutto l’organismo, agevolando l’adesione a migliori abitudini di vita, che così possono presto instaurare un circolo virtuoso, capace di modificare in meglio non solo le variabili laboratoristiche, ma anche quella predisposizione morbosa, che risulta così rallentata nella sua progressione.

Infine, a proposito delle complicanze del diabete, spesso così tanto aggressive, anche in questo caso l’omeopatia - sebbene ci si trovi in una fase avanzata di malattia - può modificare questa inclinazione rendendo più efficaci i processi difensivi e riparativi di un organismo che soffre dell’aggressività delle malattie proprio quando i primi risultano ormai ampiamente compromessi.

 

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