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FITOTERAPIA E DISTURBI

Come curare il diabete con la fitoterapia

Il diabete è una malattia metabolica complessa e cronica caratterizzata da Iperglicemia, ovvero aumento del livello di glucosio nel sangue.  Alla base della malattia vi è un deficit assoluto e relativo di insulina, l’ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas, che agisce regolando i livelli del glucosio nel sangue.  Vediamo i vari rimedi fitoterapici per curarla.

>  1. Le erbe e le piante officinali per il diabete

>  2. I gemmoderivati

>  3. I minerali per la cura del diabete

Diabete

 

Per il diabetein fitoterapia sono utilizzate erbe e piante officinali ad azione ipoglicemizzante che, grazie alla ricchezza del loro fitocomplesso, contengono principi attivi che intervengono anche sui disturbi associati a questa malattia cronica, legata al metabolismo glucidico.

Il diabete è una patologia del ricambio, che si manifesta con alterazioni del metabolismo degli zuccheri, dovuta a un'insufficiente o alterata produzione d’insulina da parte del pancreas.

L'insulina è fondamentalmente un ormone ipoglicemizzante, che provvede ad aumentare l'assorbimento del glucosio da parte delle cellule, quando il tasso degli zuccheri nel sangue è alto (glicemia). Insieme al glucosio, l'insulina favorisce anche l'ingresso di amminoacidi e lipidi nelle cellule e per questo motivo viene definita "l'ormone anabolico per eccellenza". Il paziente diabetico per una carenza assoluta o relativa d’insulina, non riesce ad utilizzare gli zuccheri; pertanto questi restano in circolo e determinano un aumento della glicemia (iperglicemia).  

Tra i diversi tipi di diabete, due sono le forme principali:

  • insulino-dipendente (tipo I): caratterizzato da un esordio generalmente brusco e grave, conseguenza di malattie infettive, compare in soggetti giovani e necessita di una terapia insulinica.
  • non insulinico-dipendente (tipo II) ha un esordio graduale e in genere colpisce soggetti di media età, spesso in sovrappeso, i quali hanno casi di ereditarietà tra i parenti di primo grado. 

Il diabete rappresenta un vero è proprio problema per la salute, poiché a lungo termine può portare complicanze anche molto gravi, soprattutto a livello dell'apparato circolatorio, ma non solo: aterosclerosi, glomerulopatia diabetica, retinopatia diabetica, neuropatia diabetica e ulcera diabetica sono solo alcune delle patologie associate.

Il primo fattore che dev'essere corretto nei soggetti diabetici è l'alimentazione: aumentare l'assunzione di cereali integrali e cibi ricchi di fibra; consumare verdura e frutta fresca. Anche il consumo quotidiano di frutta secca può essere efficace nel controllo della glicemia e dei lipidi sierici per i diabetici.

Inoltre, per persone predisposte a forme di iperglicemia ci sono alcune regole che devono essere assolutamente rispettate: evitare il sovrappeso e consumare pasti regolari durante l'arco della giornata, ed eliminare o ridurre in maniera drastica il consumo di alcol

 

Le erbe e le piante officinali per il diabete

Il diabete necessita di un trattamento farmacologico tradizionale, ma accanto a questa terapia può risultare utile l'impiego di piante officinaliattive sul metabolismo glucidico.

Infatti, nei casi di lieve iperglicemia, una dieta sana ed equilibrata, associata ad un corretto stile di vita, l'utilizzo di rimedi naturali appropriat può bastare; mentre nei casi più gravi ai farmaci di sintesi, si possono affiancare, sotto controllo medico per evitare effetti indesiderati o in interazioni non volute, alcune piante ad azione ipoglicemizzante da usare sotto forma di tinture, tisane ocapsule.

  • Mirtillo: (Vaccinum vitis idaea) nella medicina popolare vengono utilizzate le foglie per la cura del diabete, per i disturbi gastrointestinali, dell'apparato renale ed urinario, per l'artrite, per la gotta, per le emorroidi e per le dermatiti. I principi attivi sono rappresentati dai tannini, flavonoidi glicosidici, acidi fenolici, pectine, triterpeni, polifenoli (procianidine e antocianodine). Le ricerche hanno dimostrato che la pianta è in grado di ridurre i livelli di trigliceridi nelle dislipidemie e migliorare la microcircolazione vasale. Gli antocianosidi hanno attività anti-ulcera, antinfiammatorie e risultano essere responsabili, della proprietà del mirtillo di inibire la permeabilità capillare nei soggetti diabetici e nei disturbi circolatori associati a questo disturbo, per le complicanze vascolarii ed emorragie retiniche del diabetico.
  • Gymnema: (Gymnema silvestre) pianta rampicante originaria dell'India e dell'Africa; la droga terapeutica è data dalle sue foglie, che contengono acidi gimnemici. L'azione ipoglicemizzante si esplica attraverso due meccanismi principali: inibisce l'assorbimento degli zuccheri a livello intestinale; e stimola la trasformazione metabolica del glucosio a livello cellulare,  perché stimola le cellule beta pancreatiche nella produzione di insulina. Gli studi hanno dimostrato che questo principio attivo possiede una molecola simile a quella dello zucchero, ma più grossa, per cui si lega ai recettori intestinali, adibiti all'assorbimento del saccarosio, bloccandoli reversibilmente. Tale blocco si verifica velocemente e permane per molte ore soprattutto se le dosi sono ripetute nell'arco della giornata, impedendo per il 50% l'assorbimento dello zucchero.
  • Galega: (Galega officinalis) la galegina contenuta nella pianta le conferisce proprietà ipoglicemizzanti, grazie anche alla presenza dei sali di cromo, che apportano una riduzione del tasso di zuccheri nel sangue. Il suo impiego perciò è indicato nella cura del diabete mellito. Ovviamente non può rimpiazzare la terapia insulinica, e deve essere usata dai diabetici solo sotto controllo medico. La galega esercita anche un’azione depurativa sul fegato e sui reni, grazie alla sua capacità di aumentare la secrezione di urina, favorisce l'eliminazione degli zuccheri e delle tossine, attraverso la diuresi.
  • Momordica: (Momordica Charantia) pianta originaria dell'Asia e di alcuni paesi africani, appartiene alla famiglia delle cucurbitacee, ed è utilizzata da secoli nella medicina tradizionale cinese e nella medicina ayurvedica per il controllo e il trattamento del diabete e dell'ipertensione. I suoi frutti contengono triterpeni, glicosidi, saponine, alcaloidi, proteine, vitamina A, C e quelle del gruppo B, fosforo, ferro, e sostanze amare come i mormordicosidi K e L che conferiscono alla pianta l'azione ipoglicemizzante. La mormodica, infatti, è in grado di diminuire i livelli di glucosio, perché stimola la produzione di insulina, favorendo la gluconeogenesi.  
  • Bardana: la radice di questa pianta contiene lignani, vitamine del complesso B, amminoacidi, oligoelementi, sostanze amare, tannini e resine; ma soprattutto è costituita da inulina, che svolge un’azione drenante e purificante del sangue, che favorisce l’eliminazione delle tossine, cioè i “rifiuti” delle diverse reazioni metaboliche dell’organismo.  Il suo impiego è di aiuto e di sostegno in questa importante attività esercitata dal fegato, reni, intestino e pelle, considerati gli emuntori naturali. Il risultato di un buon drenaggio consiste in un potenziamento dell'attività epatica e biliare, della diuresi, del transito intestinale e della regolazione della secrezione sebacea. L’uso terapeutico è quindi consigliato nel trattamento di diabete e iperglicemia (nel qual caso va assunta sotto stretto controllo medico, per la conseguente interazione con gli ipoglicemizzanti di sintesi), per combattere il colesterolo, iperuricemia che causa i reumatismi e gotta.

 

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Diabete, tutti i rimedi

 

I gemmoderivati

  • Morus Nigra: il gemmoderivato del gelso nero estratto dalla macerazione in glicerina delle gemme fresche è il gemmoterapico del diabete non insulinodipendente, (tipo II), che colpisce persone di mezza età, più o meno obese, per la sua azione ipoglicemizzante. Viene utilizzato anche per l'Intolleranza glucidica o diabete sub-clinico.
  • Olea europeail gemmoderivato dell'olivo è ottenuto dalla macerazione dei giovani germogli ed è indicato nel trattamento di numerosi disturbi per la sua azione antisclerotica, ipotensiva ed equilibrante della funzionalità epatica e renale. Per questa ragione è impiegato  nel trattamento dell'Ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, dislipidemia, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e diabete dell'adulto. La pianta, infatti diminuisce il colesterolo ed  lipidi totali, fluidifica il sangue agendo sulla trombofilia. Ha azione nella aterosclerosi a predominanza cerebrale, in certe sindromi d'insufficienza epatica media ed insufficienza renale minore. Per questa ragione è impiegato nel trattamento del diabete di tipo II e nelle arteriopatie diabetiche.
  • Viscum album: il gemmoderivato del vischio ottenuto dai giovani getti ha dimostrato di essere utile contro le turbe croniche del metabolismo con diabete, in quanto riattiva completamente il ricambio, in particolare  le dismetabolie (soprattutto glucidiche e lipidiche) associate ai disturbi a carico dei vasi sanguigni e agli arti, con vertigini e spasmi; ipertensione; aterosclerosi, in quanto agisce favorevolmente sui centri cerebrali di regolazione della pressione sanguigna. 

 

I minerali per la cura del diabete

Il cromo è un oligoelemento essenziale che potenzia la funzione dell’insulina e influenza il metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei grassi.

L'uso del cromo negli integratori alimentari è consigliato per perdere peso e per migliorare il controllo degli zuccheri nel sangue, nelle persone diabetiche. 

Questo minerale, potenziando l'effetto dell'insulina, apporta un effetto benefico sull'anabolismo proteico a livello muscolare. Un aumento della massa muscolare, a sua volta, accelerando il metabolismo basale favorirebbe anche la diminuzione del grasso corporeo.

Il significato biologico del cromo venne alla luce alla fine del 1950 quando venne identificato come elemento attivo un complesso organico del cromo che venne chiamato Fattore di Tolleranza al Glucosio (Glucose Tolerance Factor, GTF).

La natura precisa del GTF e il meccanismo con il quale stimola la funzione dell’insulina nel corpo non sono ancora del tutto chiari, ma esso potrebbe promuovere l’assorbimento di insulina nelle cellule, facilitandone il passaggio attraverso le membrane cellulari.

 

I rimedi omeopatici per la cura del diabete

 

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