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“LA MUSICA PRENDE CORPO”. INTERAZIONE ED INTEGRAZIONE DI LINGUAGGI DIVERSI

Un approccio alla musicalità attraverso il corpo, per bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. L’integrazione dei bambini diversamente abili e l’utilizzo di una modalità non verbale di espressione di sé che permetta a tutti i partecipanti di fare emergere le proprie abilità, competenze e il proprio linguaggio creativo ed espressivo.

Il movimento è una caratteristica di noi esseri umani: soprattutto i bambini/e attraverso il corpo fanno esperienze della vita, che poi integrano e trasformano in pensiero, crescendo,arricchendosi.

Attraverso il linguaggio non verbale comunichiamo prima della parola. Tra le metodologie non verbali che hanno come protagonista il corpo, la DanzaMovimentoTerapia trova un suo spazio tra quelle attività di movimento che operano in ambito terapeutico, pedagogico, formativo

Ecco perché allora proporre un percorso educativo - espressivo - musicale che permetta al bambino/a di avvinarsi al suono alla musica, con lo strumento che più “è nelle sue note”: il corpo; danzare, muovere il corpo, fare prendere corpo ai suoni, ai colori, alle emozioni, parlare un linguaggio di gesti, forme … movimento. Uno strumento universale, che ci coinvolge globalmente.

Il progetto “La Musica… prende… corpo” è un progetto collaudato nato con i bambini/e della scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria. Diviene un laboratorio educativo a mediazione corporea, per ragazzi e ragazze della scuola secondaria inferiore, dove l’obiettivo è portare fuori (dal latino e-ducere, educare), ascoltare il proprio movimento e la propria creatività in un mondo fatto di parole ed immagini, dove il corpo e la corporeità vengono distorti. Una peculiarità della proposta è la partecipazione dell’intero gruppo classe, insegnante compresa, facendo interagire abilità e competenze diverse di adulti e bambini.

Apparentemente la prima finalità è l’integrazione dei bambini diversamente abili nel gruppo classe. Vi è una finalità trasversale non proprio secondaria: l’utilizzo di una modalità non verbale di espressione di sé consente a tutti i bambini/e, ragazzi/e di interagire con se stessi e con gli altri in un modo diverso, permettendo così di fare emergere le proprie abilità, competenze e soprattutto il proprio linguaggio creativo ed espressivo, in un ambiente senza “giudizio”. 

La mia formazione in riabilitazione psichiatrica e in DanzaMovimentoTerapia mi consente di fondare metodologicamente il mio lavoro sulla DanzaMovimentoTerapia, una metodologia che trova i suoi riferimenti teorici tra gli approcci corporei, psicomotori e tra le Artiterapie e sulle mie competenze e tecniche in campo riabilitativo, preventivo ed educativo: il fondamento metodologico viene arricchito dalla mia formazione in riabilitazione psichiatrica che mi permette di dare un contenimento ed una lettura al lavoro mirata appunto all’integrazione del disagio e all’interazione tra modalità di approccio diverse.

All’interno di un percorso tra musicalità, espressività psico-corporea, interazione di linguaggi diversi, si intrecciano obiettivi generali quali una diversa modalità di percezione del tempo passato a scuola, l’interazione di abilità e linguaggi diversi, la condivisione di competenze diverse, anche tra insegnanti e operatori, quale l’attuazione di un modello di lavoro finalizzato alla collaborazione ed integrazione tra DanzaMovimentoTerapia, programmi legati alla progettualità scolastica, bisogni espressivo- corporei. Si inseriscono, nello specifico, obiettivi legati specificatamente alla DanzaMovimentoTerapia: la conoscenza e creazione di una relazione corporea non-verbale con il conduttore e con il gruppo; l’attenzione al movimento nelle sue caratteristiche funzionali ed espressive, la percezione del ritmo attraverso il corpo e la sua relazione con esso. L’espressione della creatività, delle emozioni, … attraverso il corpo che in primis si muove, gioca e anche danza, che si esprime attraverso materiali e linguaggi anche diversi.

Credo nell’interazione di saperi diversi: il percorso viene, quindi, creato insieme, trasversalmente alla programmazione didattica educativa, secondo le esigenze dei gruppi, pensando a loro e al lavoro per loro e con loro!

Nel mondo scolastico spesso si entra in punta di piedi: un progetto di base ha la necessità almeno di 5 incontri per ogni gruppo, per fare assaggiare e iniziare a fare conoscere, a “seminare”.

Un percorso ideale, dovrebbe essere annuale, in media si riescono a realizzare 8/10 incontri. Incontri di 60 minuti 1 volta alla settimana, per rimanere nelle organizzazioni scolastiche.

Ogni incontro ha alcune fasi, didatticamente parlando, che si susseguono armoniosamente: un primo momento di accoglienza e di saluto rituale, per fondare ogni volta il gruppo e calarci nel “qui ed ora”. Una fase di riscaldamento attraverso tecniche diverse e lo sviluppo delle tematiche prescelte attraverso tecniche della DanzaMovimentoTerapia, l’uso di materiali (per esempio strumenti musicali); poi il momento di ritorno alla calma, con tecniche di rilassamento, musica, sempre attraverso il movimento, per arrivare a fermare il corpo. Un’ultima fase di rielaborazione attraverso altre tecniche espressive o attraverso il linguaggio verbale consentono al bambino/a di vedere l’esperienza da un altro punto di vista.

Attraverso questa modalità di approccio i bambini diversamente abili o con problematiche e disagi, vivono attraverso il linguaggio non verbale del movimento, della danza, della produzione sonora, il gruppo facendo un’esperienza positiva, di non giudizio e di interazione delle loro abilità. Attraverso il corpo si entra nel mondo dell’attività sonora e musicale che negli anni successivi potrà essere sviluppato da un esperto con competenze nel linguaggio musicale (insegnante di musica, musico terapeuta): la musica è nel corpo, ha preso corpo ed ora può diventare concetto, note , tempi, ritmi,…

BIBLIOGRAFIA:

A cura di Stefania Guerra Lisi, “Psiche: corpo suono movimento musica danza”, PCC Assisi n. 9, Marzo 1987.

Alba G. Naccari, Persona in Movimento. Per una pedagogia dell’incarnazione, Armando Editore, Roma 2006

Atti workshop, convegno Q09, 7^ Convegno internazionale, “La Qualità dell’integrazione scolastica”

Bernard Aucouturier, Il metodo Aucouturier. Fantasmi d’azione e pratica psicomotoria. Ed. Franco Angeli, 2005

Daniel J. Siegel- Mary Hartzell; “Come la conoscenza della propria storia aiuta ad essere genitori”, Cortina Editore, Milano2005

Ivano Gamelli, Pedagogia del corpo, Meletemi 2006

Ivano Gamelli, Sensibili al corpo, Meltemi 2005

Daniel Goleman, La natura dell’intelligenza emotiva, BUR Biblioteca universale Rizzoli, 2009

Hans Georg Gadamer, Dove si nasconde la salute, trad. italiana Raffaello Cortina, Milano 1994,

Roger Garaudy, Danzare la vita, Cittadella, Assisi 1985

Rudolf Laban, "L'arte del Movimento", Ed. Ephemeria 1/1999; collana i Libri dell’Icosaedro.

Stefania Guerra Lisi, Il racconto del corpo, Borla, Roma 1992

[1] Dal 1997 in Italia esiste l’APID, Associazione Professionale Italiana DanzaMovimentoTerapia. www.apid.it

[2] Atti workshop, convegno Q09, 7^ Convegno internazionale, “La Qualità dell’integrazione scolastica”

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