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IL TAMBURO CHE PULISCE L'ANIMA. INTERVISTA AD ALESSANDRA BELLONI

Alessandra Belloni cura attraverso il ritmo. Proprio così. Il tamburo è parte di lei e la tarantella la abita da lungo tempo. L'abbiamo intervistata per voi prima che tornasse a New York, dove la attende la sua compagnia, una cattedrale pronta ad accogliere musica e tanti nuovi progetti. Un'intervista tra bellezza e responsabilità

Incontro Alessandra Belloni in un bellissimo giorno dell'estate che ci ha cullato. Lei è reduce da un seminario intensivo che l'ha impegnata molto. Ci siamo date appuntamento a La Chiara di Prumiano, un luogo speciale nel cuore della Toscana, a metà tra Firenze e Siena, dove gli ortaggi sono ottimi, l'atmosfera splendida, le persone gentili, il cuoco bravo, i dettagli tutti da scrutare.  

Mi spiega che ha un lieve male al ginocchio, ma che passerà. "D'altra parte, mi son già guarita ballando" afferma guardando un punto nel vuoto che in effetti sembra subito denso anche alla sottoscritta. Mentre mi racconta è insieme accogliente e piena di vita. Da anni Alessandra danza la pizzica tarantata e restituisce questa magia alle persone nel mondo. Una magia terapeutica. "Capita spesso che la più grande funzione terapeutica questa danza l'abbia su donne che hanno subito violenza." E mi racconta di una ragazza svedese che ha praticato con lei questa danza per 8 anni consecutivi, violentata dal padre, con tendenze da suicida; mi racconta di come la trasformazione di questa persona sia avvenuta anche grazie al tamburo. "Attraverso lei e altre donne speciali ho potuto fare esperienza di quanto ciò che veicolo sia potente."  

La danza come esperienza trasformativa. Un senso sciamanico puro, dunque. E se leggete questo pezzo solo ora che l'autunno è inoltrato, è perché incontri così vanno assimilati (e anche per il tempo che è servito a sborniare tutta la documentazione in lingua inglese che il nome di Alessandra porta con sé e che la bella cartellina viola che mi ha lasciato conteneva a stento). 

A questo si somma il fatto che lo sciamanesimo viene urlato ai quattro venti oggi, ci avete fatto caso? 

E quindi un'intervista con chi conosce queste forze, con chi lavora a livelli energetici alti, può essere un'occasione per esplorare qualcosa che forse viene ridotto ai minimi livelli. "Una tradizione antica che può essere applicata ancora oggi."  

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La prima fase della danza si gioca a terra, sdraiate sul dorso, le gambe aperte; posizione che la donna conosce bene. In caso di violenza, la memoria del corpo si riattiva e questa posizione diventa foriera di un'esperienza catartica. Alessandra suona letteralmente sopra alle persone che partecipano ai suoi seminari e sa vedere quanto si libera e fuoriesce ("una materia nera viscosa nel caso di una passata violenza" mi spiega). Suona per ore ed ore il tamburello, colta da una forza poco umana. "Il corpo sa cacciare queste memorie, la mente tende a bloccarle." 

E continua: "Anche molti canti antichi vanno a invocare un'energia curativa che era poi quella del sole; hanno un potere simile i Raga indiani, ma penso anche alle danze profane come il "Cuncti simus concanentes" che manda via la paura e calma la mente." 

Ed ecco che, davanti a un pranzo di pomodori e sole che va e viene, vento piacevole, arriviamo agli sciamani d'oggi, parliamo soprattutto del riconoscimento che gli sciamani un tempo avevano dalla comunità e come può tradursi oggi questa forma di riconoscenza, come possono tutelarsi e vedersi valorizzati. Dall'altra parte, come ci si può invece tutelare dagli sciamani improvvisati, i ciarlatani. "C'è subito da vedere quanto chiedono. Se chiedono una cifra spropositata, meglio insospettirsi: molto probabilmente sono solo interessati a portarsi a casa il denaro e dai loro seminari si uscirà privi di qualsiasi know how. Nei miei seminari chi partecipa impara a suonare il tamburello, attiva una guarigione e prosegue nel percorso di autoconoscenza; certo, se vivessi nella comunità, come si faceva anticamente, non dovrei preoccuparmi dello stipendio, la comunità si prenderebbe cura di me. Ad ogni modo, io cerco di dare tutta me stessa, per offrire un'esperienza davvero trasformativa." 

Andiamo alle radici storiche di quel che Alessandra ha in sé. "Chi faceva questa danza in passato conosceva bene il potere catartico di cui parliamo. Nelle grotte preistoriche in Salento si vedono forme danzanti e oggetti circolari che sono i tamburi." Spesso quella materia viscosa di cui sopra prende la forma di un ragno. Ragno, animale molto legato al femminile, ai riti delle baccanti, ad Aracne. 

Mi parla del suo imminente progetto: "Tarantella Spider Dance" sta diventando un musical che speriamo di far approdare a Broadway." Lo show porta anche la firma del maestro di violino elettrico Joe Deninzon. 

Nel '71 Alessandra arriva a New York da adolescente; studia teatro, musica e lavora anche nell'ambiente cinematografico. Nel 1980 inizia a fare un lavoro di studio e ricerca sulla musica popolare e nello stesso anno fonda la sua compagnia composta di ballerini e ballerine che la seguono da oltre 33 anni e che lungo il percorso hanno compreso il significato profondo di quanto si trova in questa danza. La ricerca sulla musica popolare del sud diviene un vero e proprio cammino spirituale che la conduce alla scoperta della madonna nera, simbologia collegata alla grande madre. "Poi mi sono ammalata e una volta risvegliata dall'anestesia sapevo esattamente cosa dovevo fare: avviare un percorso." Alessandra ora vive a New York ma mi spiega: "Se non fossi venuta in Italia tutto questo non sarebbe stato possibile." 

Da lì inizia il percorso, come da intuizione giuntale dopo la malattia rivelatrice. Dapprima è conosciuta come percussionista (Drum Magazine le riconoscerà il titolo di miglior percussionista donna al mondo intorno alla fine degli anni '90) e poi sviluppa la tecnica del tamburello. Su questo strumento mi rivela qualcosa che ignoro: "Era uno strumento propriamente femminile. Erano le donne a suonarlo, le stesse donne che via via han messo di identificarsi con la terra. Realizzavano i tamburi con i setacci, come vedi torna la connessione con la tessitura e il femminile." E che ne è di tutto questo ora? "La vocazione del tamburello sta rinascendo, le donne si sentono meno bloccate dalla presenza maschile che per diverso tempo non ha concesso loro di prendere il tamburo in mano." 

E' nel '91 che Alessandra si guarisce ballando e siamo nel '96 quando inizia la sua fase di insegnamento. In questi anni i progetti sono molti e vedono la luce con rapidità e cura impressionante; è il caso di Rhythm is the cure (Mel Bay Publications), libro e DVD che insegna a suonare il tamburello nelle sue varie tecniche e spiega la storia di questo strumento.  

Alessandra crea la compagnia di teatro danza "I giullari di piazza" che si esibiscono alla Cattedrale St. John the Divine, a New York, uno spazio magico. Vale la pena spender due parole su un articolo molto bello apparso sul New York Times nell'aprile del 2010 e dedicato proprio ad Alessandra Belloni. L'autore, Ozier Muhammad, ha intitolato il pezzo "Those melodic sounds, from mysterious spaces" ed è davvero così, perché la tarantella danzata e suonata in una cattedrale non è cosa da poco.  

Il suo lavoro di curatrice e artista la porta a essere oggetto del documentario "Tarantella Trance Dance" realizzato dal film maker franco-americano Manex Ibar. 

Il cd "Tarantata: The dance of ancien spider" (Soundstrue label) vede la luce nel 2000 e nel 2002 Jon Parales del New York Times lo proclama il miglior cd dell'anno. Di recente Alessandra ha creato anche la formazione "Daughters of Cibele".   

E' stata un'esperienza ricca, questa intervista. Non so se vi arriva tutto il duplice aspetto che ho colto avendola davanti: la responsabilità di veicolare ciò che appartiene alla natura individuale e il carico e la bellezza che comporta rendersi strumento di qualcosa. Bellezza e responsabilità. Somigliano molto a parole di trasformazione, parole che ci muovono verso un luogo dove la nostra visione di insieme si amplia e le guarigioni si attivano. 

Immagine | Marguerite Lorimer


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