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CRUDISMO IGIENISTA: IL CIBO CHE CI SOMIGLIA CI CURA

Per capire il crudismo nel profondo è arrivata fino in Oklahoma, dove ha studiato presso la prestigiosa Accademia di Matthew Kenney. Poi Londra, poi a novembre l'Italia, di nuovo. Elena Dal Forno, Certified Raw Chef in Advanced Contemporary Raw Cuisine, ci racconta la traversata della sua onda raw

Quando ci si avvicina al crudismo igienista vegano è facile che escano fuori commenti come: "Quello lì mangia come se stesse sempre male." Questo perché lo stile di vita di per sé esclude cibo trattato, farine bianche, zuccheri raffinati e proteine animali. Io mi fermerei invece a riflettere sul fatto che si sta male perché il modo in cui mangiamo non è sempre quello di esseri che non smettono mai di auto-volersi bene. Ci vogliamo bene a fasi alterne e spezzate.

Abbiamo parlato di salute e dieta (nel senso di ciò che si sceglie di assumere ogni dies), del benessere continuativo che rilascia l'assunzione di frutta e verdura insieme a Elena Dal Forno, Certified Raw Chef in Advanced Contemporary Raw Cuisine.

 

Il crudismo igienista nel paese dello spaghetto con il ragù di carne o una bella tagliata di fiorentina. Per te è una sfida? Una necessità che valica il confine nazionale e ci porta a pensare in termini di consumo globale e salute collettiva?

Per me non è una sfida ma una svolta di vita, un cambiamento radicale che ho intrapreso nel mio stile personale di essere parte di questo mondo o di questo universo, se vuoi. Poco cambia che l'abbia fatto nel paese della pasta e del prosciutto, credo mi sarebbe successo anche altrove, nella Francia dei formaggi o nell'America dell'hamburger e delle patatine.

La sfida che uno intraprende è con se stesso e con l'idea che ha del proprio corpo, della propria mente e del proprio posto nel mondo. Voglio continuare a farmi del male attraverso il cibo che ingurgito? Voglio continuare a ingrassare l'industria farmaceutica? Voglio continuare ad essere complice del massacro e del maltrattamento animale?

È un momento incredibile questo per l'industria alimentare dove la tossicità ci entra sotto qualsiasi forma, siamo letteralmente avvelenati da cibi sofisticati, geneticamente modificati, industrialmente trattati fino ad arrivare nelle nostre tavole sotto forme appetitose al palato ma devastanti sotto il profilo salutistico. L'"industria" faramaceutica e del cancro non è mai stata così florida, chiediamoci perché.

Potrei andare avanti per ore su questo capitolo ma mi fermo dicendo che la svolta crudista, vegana e igienista non è italiana ma è umana, e mi auguro che arrivi a toccare quante più anime possibile. 

elena dal forno

 

Il nesso logico frutta-colite è, ahinoi, imperante. Non si tiene conto delle combinazioni alimentari. Non si arriva a pensare che, magari, sono le farine bianche, in abbinamento al consumo di frutta, che complicano la situazione. Spiegaci cosa ne pensi.

L'hai detto tu, il consumo di frutta che facciamo è 9 volte su 10 sbagliato. Da qui una serie di "problemi" identificati con la frutta che sono fuorvianti. In generale le coliti derivano da intossicazioni precedenti, quindi andrebbe "ripulito" l'organismo con almeno 28 giorni di digiuno con succhi e centrifugati e vedere se quel problema persiste.

La frutta è tra gli alimenti migliori che madre natura ci abbia messo a disposizione. Tra i più digeribili in assoluto. Non andrebbe mai mangiata a fine pasto, con le terribili macedonie dove frutta dolce e acida viene mescolata insieme, non andrebbe mai mangiata in combinazione con noci o semi o pasta varia e tantomeno con le proteine animali. La fermentazione della frutta nell'organismo già "intossicato" può in effetti causare altri problemi. Andrebbe mangiata da sola e possibilmente in monopasti, quindi solo meloni, solo banane ecc... soprattutto meloni e angurie, da soli e mai vicino alla carne, poco importa se rossa o bianca. Circa il consumo di carne, dico solo che la carne ci mette 40 ore ad essere processata dall'organismo, immaginiamoci una combinazione di carne e frutta! Deleteria.

Ananas, mela e papaia invece sono tra i pochi frutti che portano in dote enzimi antifermentanti e quindi possono eventualmente essere combinati con altri alimenti.

Comunque le coliti si sconfiggono con diete igieniste e vitali, fatte di centrifugati di frutta e verdura, specie per chi tende ad avere problemi con le fibre, le centrifughe sono il toccasana, ma questo i medici non verranno mai a consigliarlo. Si guarisce dalle coliti come si guarisce dai diabeti, dai tumori, e da molte altre "malattie" seguendo un'alimentazione naturale e sana. Che non significa mangiare "un po' di tutto" come i medici consigliano ma significa eliminare qualunque proteina animale e qualunque cibo alterato, trattato o geneticamente modificato.

 

Sei giornalista. Tra cibo e parola passa comunque, per modi diversi, la cura?

Mi piace questa domanda!! "Curiamo" soprattutto con la parola! Passa tutto attraverso la "bocca" in senso lato come vedi, l'assaporare il cibo, la cura che decidiamo o meno di introdurre per quel canale e la forza e l'energia con cui trasmettiamo ad altri questa visione. Tutto passa inevitabilmente per un "dire" e un "comunicare" che la potenza della parola può trasformare in risultati d'eccellenza. La comunicazione di questi tempi è tutto, può cambiare qualunque prospettiva. Una pubblicità, uno slogan, una campagna elettorale, tutto può modificarsi grazie alla giusta comunicazione.

 

Parliamo dei cambiamenti che vedi su te stessa da quando segui una dieta crudista, vegana e igienista. Oltre all'aspetto estetico, la salute globale di visceri e organi di senso, essendo noi esseri olisticamente strutturati, investono anche alcuni aspetti del carattere e del modo di porsi al mondo?

Ti posso in effetti parlare di un prima e di un dopo. Oltre al dimagrimento naturale, il mio corpo è arrivato a pesare quel che avrebbe sempre voluto ma non ci era mai riuscito, ho perso 15 chili in 9 mesi ma in modo sano e senza nessuno sforzo, il risultato più importante per me è stato quello energetico-spirituale-mentale. Ho ripreso un'energia che credo di non aver avuto nemmeno a vent'anni, un'energia vitale e una voglia di fare che mi investe ogni giorno. La pelle e gli occhi si purificano, le giunture delle ossa sembra rinascano da chissà dove, non ho più preso un raffreddore nemmeno per sbaglio, i mal di testa completamente spariti.

Devo dire che rifletto in pieno la teoria di Arnold Ehret che dice che la Vitalità è data dalla Potenza (cioè le calorie introdotte col cibo) meno l'Ostruzione ovvero la "fatica" che fa il corpo a digerire e prendere dai cibi-spazzatura quello che gli interessa, cioè V= P - O. Soffrivo di qualche crisi depressiva che mi è completamente sparita, mi sento finalmente un essere umano in armonia nel suo pianeta, etico e compassionevole, parte di un tutto energetico che mi attraversa e mi fa stare bene. Mangiare un mango, così bello, col sole dentro come dico io, mi fa sentire come se la natura me lo stesse donando ogni giorno. E' una sensazione meravigliosa.

Non saprei più vivere ora senza pensare di connettermi in questo modo con quello che mangio. E questo passa anche attraverso altri aspetti della vita, nel senso che ora compro anche abbigliamento vegano e cerco di vivere quanto più possibile eticamente.

 

La dieta crudista igienista prevede un periodo di detossificazione? Quanto dura e come si struttura sulle esigenze del singolo?

Vorrei ribadire che non è una dieta ma uno stile di vita, una svolta, un'illuminazione. Dura per sempre, perché quando cambi stile di vita, fino a quando ti sta bene, lo mantieni. Non c'è ritorno come dico io, non potrei mai rimettermi a mangiare carne o pesce ora, così come uova e formaggi. I periodi di detossificazione sono dipendenti da persona a persona, a seconda di come risponde il corpo e di quale sia il livello tossico di quel particolare organismo. Se vi sono allergie o intolleranze pregresse.

In generale, ma è solo un'indicazione, il ciclo di "pulizia" primaria dura 28 giorni perché ogni 4 settimane il nostro organismo si rinnova, è come se cambiasse pelle, dunque vi è una rigenerazione di tessuti e cellule che ha di necessità bisogno di quel tempo. Ma ribadisco che per ognuno è diverso.

 

Il piatto principe, il capolavoro assoluto che le tue mani hanno creato presso l'Accademia di Matthew Kenney.

Sono stata molto orgogliosa di avere ricreato un piatto che mia mamma mi faceva da bambina, ovvero gli agnolotti ai carciofi ma in versione crudista e sana. Mi hanno fatto tutti i complimenti. E poi i cannoli siciliani crudisti e vegani. Ne avrei mangiati un chilo!!!

 

Presso l'Accademia di Matthew Kenney hai studiato a fondo il crudismo gourmet. Quanto spazio dai nella tua fromazione anche al sapere strettamente nutrizionale, puramente curativo?

E' stato fondamentale per me conoscere il crudismo gourmet come vertice della piramide del movimento crudista mondiale, e Matthew Kenney ha certamente portato il crudismo a livelli eccellenti. Quando si va a cena in un ristorante gourmet, in generale dico, si vuole provare qualcosa che a casa non ci si farebbe mai, dunque benvengano piatti complessi, visivamente e sotto il profilo del gusto molto appaganti. Ma sono eccezioni naturalmente, seppur assolutamente sane, etiche ed in linea con i miei principi.

Sto comunque cercando ora di sviluppare una mia linea e tendenza gourmet che rispetti anche i principi nutritivi e le combinazioni alimentari corrette, per me queste sono fondamentali e sono comunque possibili.  

 

Nella dieta taoista esistono alcuni alimenti crudi, come il ravanello o lo zenzero,che scaldano comunque. L'idea del piatto caldo fumante potrebbe anche solo essere un'abitudine divenuta credenza comune. Nel crudismo igienista quali sono gli alimenti che a contatto con il palato e gli organi interni rilasciano una sensazione di calore?

Esattamente quelli che hai detto, ma anche aglio, basilico, peperoncino, curry.. ma un po' sorrido perché se pensiamo bene al cibo ogni cosa che introduciamo produce calorie, dunque energia/calore.

Non c'è nessuna controindicazione comunque a farsi ogni tanto un bel piatto caldo, non sono un'integralista "nazista" dell'alimentazione, il discorso è più generale, e quando si ha voglia di qualcosa è opportuno seguire e ascoltare il proprio corpo e "cedere" possibilmente sempre nei limiti vegani. Una bella zuppa di lenticchie il dieci dicembre mi sembra una cosa molto sana.

 

Il pasto è anche momento di comunione, comune-unione. Quando si adotta un regime alimentare simile, la gente inizia a fare domande. I pranzi e le cene a base di cadaverina diventano difficili da gestire. Spesso non si vuole condizionare, ma, di fatto, lo si fa. Come comportarsi in questa situazioni, senza perdere le uscite con gli amici più cari?

Ti ringrazio per questa domanda. Ho imparato che volere è potere e che se si è convinti di quello che si fa non ci sono né barriere né limiti. Se gli altri mangiano la pasta tu puoi farti la tua insalatona, o il tuo frullato, o il tuo piattone di frutta. Condividere il tempo del pasto non deve essere un problema, se gli altri ti guardano storto all'inizio tu resisti, dopo un po' non lo faranno più e si abitueranno. Se spieghi perché e come mangi saranno incuriositi, e prima o poi vorranno anche assaggiare.

Questo vale anche per le cene fuori o gli aperitivi, c'è sempre almeno un'insalata da mangiare in giro e comunque nei casi più disperati io mi porto sempre dietro qualche banana, o delle mandorle o delle bacche di goji. Credo che sia più importante passare del buon tempo con amici cari rispetto a quello che ci si mette nel piatto. Partecipare a una discussione o a una serata prescinde dall'insalata o dalla frutta che mi sto mangiando. 

 

Domenica 14 ottobre alle ore 10.30, insieme ad Aida Foustok, condurrai un workshop di cucina crudista. Pensi di organizzarne anche in Italia al tuo ritorno?

Assolutamente sì. Sto cercando di coinvolgere strutture e ristoranti e locali che possano e vogliano essere interessati a questo tipo di cucina, per workshop o serate evento. Sto anche mettendo a punto con un'amica un sito di ricettine per bambini che vogliano sperimentare con le verdure in modo da avvicinare loro e i genitori al veganesimo.

Diciamo che l'obbiettivo primario è coinvolgere, insegnare giocando, cercare di modificare abitudini ma senza imporre. Ognuno deve arrivare da sé a certe convinzioni.

 

Cosa vuol dire essere vegani?

 

Per approfondire:

>  La dieta crudista: come funziona, benefici e controindicazioni

> La dieta vegana
> Le proprietà degli alimenti


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