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Chang San Feng

Chang San Feng

 

 

 

 

 

 

 

 

Personaggio leggendario della tradizione taoista, Chang San Feng fu un monaco esperto di arti marziali, alchimia e agopuntura. Uomo dalle mirabili capacità sia fisiche che mentali: non solo inventò il tai chi chuan e le 12 forme marziali base, ma dicono avesse anche imparato a memoria molti libri solo dopo la prima lettura.

 

La vita leggendaria di Chang San Feng (1270 d.C. – immortale)

Chang San Feng è un personaggio circondato da un'aurea di mistero in cui si mischiano dati storici verosimili e storie che si confondono tra miti taoisti e racconti di cultura popolare cinese. Fonti storiche lo descrivono come un uomo di statura notevole, “corporatura di una tartaruga”, quanto a solidità, “schiena di una gru”, quanto a flessibilità.

Chang San Feng crebbe nei templi dei monaci Shaolin, compì studi di alto livello in ambito letterario e filosofico e fu "ossessionato" da uno scopo: creare un sistema marziale che fosse espressione corporea del taoismo. Monaco, asceta, alchimista, Chang San Feng passò la vita a studiare il corpo, i cicli della natura e la regolazione dell'energia vitale interna detta qi.

La leggenda vuole che sia in inverno che in primavera indossasse un semplice abito di tela e una sopravveste di giunchi intrecciati. Incurante di fama e notorietà, si diede alla vita da eremita quando raggiunse entrambe. Viaggiò per tutta la Cina e quando ideò un sistema marziale vero e proprio, basato su energia e forza, sia interne che esterne, costruì un eremo sul celebre monte Wudang dove sviluppò le 12 forme marziali da cui derivano derivano molti stili esterni e interni, creò la forma 108 del tai chi chuan di stile yang e diede vita a una prima forma codificata di tecniche di difesa personale. La leggenda di Chang San Feng è ancora oggi molto viva nella cultura orientale; la televisione cinese nel 2002 ha prodotto uno sceneggiato - una sorta di demenziale action movie a episodi- dal titolo (Il giovane Chang San Feng, (Titolo originale: The young Zhang Sanfeng).

 

Chang San Feng e la filosofia taoista

Chang San Feng è forse la figura che in sé riassume meglio i precetti della filosofia taoista. I taoisti teorizzarono e misero in pratica tutta una serie di accorgimenti, idee, esercizi mentali e fisici funzionali a un solo scopo: l'immortalità.

In cinese, la parola “immortalità” si compone dell'ideogramma xian che identifica le parole "persona" e "montagna". Ora, in alcuni testi cinesi questa immortalità è la metafora per una vita sana che conduce a un sereno trapasso; in questo senso, si potrebbe azzardare e avvicinare la filosofia taoista al pensiero di Seneca. Se poi lo spirito raggiunge determinate vette di ricerca esteriore e interiore, allora si può parlare di scesi totale, immortalità effettiva. 

Mangiare, respirare, sentire, dire, muovere il corpo in un certo modo: tutto questo condurrebbe alla vita eterna. Chang San Feng, che fu atleta, studioso, viaggiatore, alla fine della sua vita divenne asceta. E quella fine si rivelò un nuovo inizio, come accade a ogni immortale che si rispetti.

 

Chang San Feng, il serpente, la gru

Molte fonti riconoscono Chang San Feng come l'inventore del tai chi chuan arte marziale interna dolce taoista. La leggenda vuole che l'ispirazione gli fosse venuta dopo aver osservato il combattimento tra una gru e un serpente; vedendo i due animali sfidarsi, fu assalito dall'idea di realizzare uno stile di lotta che combinasse leggerezza e agilità e fosse costruito sul principio del Tao, secondo cui è necessario assorbire le forze opposte senza tentare di sottometterle o conquistarle.

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