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VIVERE CON LEGGEREZZA: QUALCHE BUON CONSIGLIO

Un zappata qui, una risata là, una carezza a quell'animale, una sbirciata a quella ricetta che avevamo lasciato nel dimenticatoio. Qualche spunto su come vivere con leggerezza

Leggeri. Non superficiali.

Una volta, un uomo con un bel sorriso e un cammino spirituale non indifferente, Carlo Dorofatti, studioso di risorse sottili e spirituali dell'essere umano, parlando del presente (quel momento che coincide con il qui ed ora e su cui ci fa fatica stare il più delle volte), durante uno dei validi e nutrienti incontri che tiene in Umbria, fece una distinzione che mi colpì molto, e che vi riporto ora.

Il tentativo, spiegava, dovrebbe essere quello di stare leggeri e profondi sulle e con le cose.

Non pesanti e superficiali, ma leggeri e profondi. 

Nei giorni successivi all'incontro mi sarei trovata a pensare più volte a questa distinzione. Provai a non rifletterci con pesantezza né a strillare subito ai nuovi venti l'idea, relegandola come una cosina carina, sprecandola in una chiacchiera da aperitivo.

Poi, quando ormai questa distinzione del Dorofatti era stata digerita e - forse - assimilata, ecco che mi ritrovo proprio davanti a delle olive, sedani e carote e un amico a parlarne. Una specie di aperitivo spontaneamente chiamato da entrambi. 

L'interlocutore, un collega insegnante di discipline psicofisiche, parlando di benessere psicologico, è stato a lungo sulla descrizione della figura di Alberto Sordi, riportando scene di film che non avevo visto.

E pensai subito a: "Quanno se ride bisogna esse seri".
E' una cartolina con la facciona di Sordi che ho appesa in cucina.
Riassume un po' l'idea del Dorofatti, mi dissi.

 

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Andiamo a metter dentro dieci regoline poco (o troppo) serie, piene o vuotissime di spiritualità su come provare a vivere con leggerezza:

  1. Rimuovete le forme di pigrizia che vi impediscono di realizzare una visione. Non stiamo parlando di una visione imprenditoriale di immane portata, di un'impresa da realizzare con un biglietto aereo in mano, una summa di azioni che vi portino a rivoluzionare tutto. No. La visione che potete concepire nel vostro oggi. Può trattarsi anche solo del "banale" (non lo è affatto) andare a dormire presto. Uno scopo al giorno. Per uno scopo più grande che individuate via via, strada facendo (potete canticchiare Baglioni).
  2. Alimentatevi bene. E sì, pare facile, che vuol dire "bene"? Leggete le etichette, informatevi, stringete la mano al contadino, chiedetegli tutto quello che sa sulla stagionalità (ma non diventate pedanti, i contadini non le mandano a dire), fatevi voi stessi contadini. Leggero anche il pasto. Se per una volta decidete di rinunciare alla carbonara, sperimentate un'insalatina colorata, non triste, arricchita di semi, ipocalorica, che vi lascia pronti a ciò che verrà dopo il pasto, qualsiasi cosa sia. Meno grassi animali o idrogenati.
  3. Muovete il c...orpo. Non siamo volgari no, e in ogni caso avremmo detto glutei. La sedentarietà è deleteria anche per lo spirito.
  4. Andate dall'erborista, non trattatelo come uno psicologo o un prete per la confessione, ma insomma, apritevi a chi conosce i ritmi della natura e sa consigliarvi sul rimedio naturale più idoneo.
  5. Piccola gitarella fuoriporta in un qualsiasi luogo meraviglioso che questo paese ospita. Abbiamo l'imbarazzo della scelta. Questo "stivale" racchiude prodotti di altissima qualità certificata, frutto della materia prima locale e di antichissime tradizioni tramandate da generazioni.
  6. "Se non vado si offenderà. Se arrivo tardi ci resta male." Sbattetevene per una volta. Restate in casa o fate qualcosa che vi accenda la creatività. Alimentatevi, sorridete allo specchio, mettete musica alta in casa, fate una chiamata Skype con qualcuno che sta lontanissimo e vi spiega la sua giornata con un certo brio. 
  7. Cercate la natura. 
  8. Osservate gli animali. 
  9. Fate silenzio più spesso, specie quando parlare sarebbe riempire il vuoto vostro o di qualcuno/a.
  10. Cercate musica nuova, chiedete in giro, sondate in internet, accendete la radio.

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