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SEROTONINA, LA MOLECOLA DELLA FELICITÀ

Tra serotonina e felicità corre uno stretto legame. Spesso si chiama in causa l'alimentazione, ma aumentare i suoi livelli con il cibo potrebbe non essere semplice.

La nostra felicità non dipende solo da quello che ci circonda; alla sua base ci sono anche dei fattori biologici, inclusi ormoni e neurotrasmettitori come la serotonina.

Questa molecola è responsabile delle nostre sensazioni di soddisfazione, ottimismo e, appunto, felicità. Quando le sue concentrazioni ematiche sono elevate, l'umore è migliore; al contrario, la depressione è associata a una riduzione dei suoi livelli.

Non a caso i farmaci antidepressivi più moderni agiscono aumentando la quantità di serotonina a disposizione delle cellule del cervello.

 

I geni che influenzano i livelli di serotonina

I livelli di serotonina nel nostro cervello dipendono dall'azione di due geni:

> il primo (5-Httlpr) determina la sua distribuzione. Ne esistono due varianti, una delle quali è associata a una maggiore soddisfazione per la propria vita;

> il secondo (Mao-A) ne controlla la degradazione. Una delle sue varianti è associata al rischio di forme di aggressività; nelle donne, bassi livelli di espressione di questa variante sono associati a una maggiore sensazione di felicità.

La genetica non è però l'unico fattore in grado di regolare i livelli di questa molecola.

 

Serotonina: dove si trova in natura?

Assumere in forma purificata il precursore della serotonina – l'aminoacido triptofano – permette di aumentare i livelli cerebrali di questo neurotrasmettitore.

Purtroppo, invece, non è altrettanto semplice aumentare i livelli di serotonina sfruttando la sua presenza negli alimenti, così come quella di triptofano.

La serotonina è presente ad esempio nelle banane, che però non sono effettivamente utili per migliorare l'umore. Una volta assorbita, infatti, la serotonina non riesce a passare dal sangue al cervello, dove dovrebbe svolgere la sua azione. Lo stesso problema si riscontra con il cioccolato.

Anche l'idea di aumentare i suoi livelli mangiando cibi ricchi di triptofano (come anacardi, noci, arachidi, mandorle, semi di sesamo, semi di girasole e semi di zucca, il cacao e i cereali - grano, riso, mais) non è semplice come si potrebbe sperare.

L'assunzione di α-lattoalbumina - una proteina del latte che in proporzione contiene più triptofano rispetto alla maggior parte delle altre proteine - è stata per esempio associata a miglioramenti dell'umore. Non è realistico, però, pensare di aumentare stabilmente la quota di triptofano alimentare basandosi sull'assunzione di questa proteina.

Negli altri casi il consumo di alimenti contenenti questo aminoacido non è sempre associato a un aumento dei livelli cerebrali di serotonina a causa della competizione per il trasporto nel cervello fra i cosiddetti aminoacidi neutri.Questo meccanismo naturale risulta particolarmente influente quando si cerca di aumentare l'assunzione di triptofano con alimenti ricchi di proteine.

Fra gli aminoacidi neutri, il triptofano è il meno abbondante. L'aumento del consumo di proteine ne farà sì aumentare le concentrazioni, ma farà aumentare anche quelle degli aminoacidi con cui deve competere per essere trasportato nel cervello. Rispetto a loro, tenderà a essere sempre in minoranza.

A questo fenomeno si deve però aggiungere il ruolo giocato dall'assunzione di antiossidanti (particolarmente abbondanti negli alimenti di origine vegetale), che possono aumentare il flusso di triptofano nel cervello diminuendo la sua degradazione.

Infine, anche la composizione della flora batterica intestinale sembra influenzare la disponibilità del triptofano.

Questi fenomeni influenzano la possibilità di aumentare sensibilmente la serotonina, ma tutto ciò non significa che l'alimentazione non possa giocare alcun ruolo. In passato infatti sono state rilevate associazioni interessanti tra l'assunzione di triptofano di origine alimentare e il benessere psicologico.

La situazione sembra però più complessa di quanto si potrebbe immaginare: anche il consumo di carboidrati è stato associato a un aumento di serotonina a livello cerebrale, ma solo se il pasto ha un contenuto limitato di proteine (inferiore al 2%).

 

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Cosa aiuta la serotonina

Ci sono poi altri fattori che possono aiutare ad alzare la serotonina in modo naturale.

Il primo è la luce, già utilizzata come rimedio contro la depressione stagionale: un buon motivo in più per passare più tempo all'aria aperta non solo in inverno, ma anche in estate.

Sembra poi che anche l'attività fisica possa aiutare ad aumentare la serotonina a livello cerebrale. Anche in questo caso, i benefici di questo rimedio naturale vengono già sfruttati nel trattamento della depressione.

Infine, il legame tra serotonina e felicità sembra essere a doppio senso: cercare di migliorare il proprio umore, ad esempio attraverso la psicoterapia, potrebbe aiutare ad aumentare i livelli di questo prezioso neurotrasmettitore.

 

Troppa serotonina: cosa provoca?

Non bisogna poi dimenticare che anche gli eccessi di serotonina sono pericolosi. Tra i suoi effetti collaterali sono inclusi sia disturbi fisici (come i tremori) sia alterazioni dello stato psicologico.

Fortunatamente, però, si tratta di problemi associati prevalentemente all'assunzione di farmaci, mentre gli eccessi naturali di serotonina sono rari e associati non all'alimentazione ma a condizioni patologiche.

 

Serotonina, quale metodo scegliere per aumentarla?

In alcuni casi, per aumentare i livelli di serotonina sono necessari i farmaci. Sarà il medico a stabilire se è il caso di affidarsi a rimedi di questo tipo.

Negli altri casi, la soluzione migliore sembra essere agire sullo stile di vita a tutto tondo. È bene ricordare che, per mantenersi in salute con l'alimentazione, è meglio non fare affidamento su un unico cibo considerato super-salutare ma garantirsi una dieta il più possibile varia e nutrizionalmente equilibrata.

 

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Credit foto: Antonio Guillem 

 

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