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PAZIENZA: COS'È E COME SVILUPPARLA

La pazienza va pensata come un muscolo e può essere allenata. Quindi, se ci si presenta qualcuno che detestiamo o che ci fa perdere le staffe subito, potrebbe in realtà trattarsi di una splendida occasione per crescere

In molti si ritraggono dietro a un fiero "sono fatto/a così", quando si è nell'ambito della capacità di allenare la pazienza ed esercitarla.

In realtà, un'affermazione tale uccide già la possibilità di evolvere.

Non si tratta di rinnegare delle caratteristiche personali ma di riconoscere l'essere creature umane, fattore che ci accomuna.

 

L'indole e la pazienza

In quanto umani, abbiamo un trascorso; questo vissuto ci ha formato in un certo modo o in un altro. L'esistenza ha la grande potenzialità di smussare, cambiare, modificare.

La gestione di eventi che hanno questo potere risiede nella nostra capacità di avere la duttilità di adattare la nostra indole in base a quel che illumina la nostra anima verso un benessere reale, non momentanee soddisfazioni egoiche.

La pazienza è la possibilità di sentire di fatto e darsi questa occasione; vuol dire prima di tutto evitare di scatenarsi contro l'altro o di "appendere" sulla sua esistenza qualcosa che appartiene alla nostra.

Ci colpisce e ci irrita ciò in cui siamo - non tanto carenti, come si spiega in molti insegnamenti di crescita personale - ma ciò in cui siamo pigri.

La reale debolezza è la mancanza di voglia di lavorare su se stessi.

Vediamo insieme pochi accorgimenti per imparare a sviluppare energia necessaria ad avere pazienza e quindi forza.  

 

4 consigli per sviluppare pazienza 

Lavorare sulla propria capacità di sentire significa innanzitutto non agire in maniera meccanica quando si realizza che di fatto non si sa cosa sentire e come comportarci rispetto a quel che non si è consapevoli di provare.

 

1. Allenarsi al distacco (ma veramente)

Se ne parla di continuo e pare qualcosa di davvero impossibile da realizzare nel momento in cui si è coinvolti in qualcosa; allenarsi davvero al distacco significa rapportare tutto a qualcosa che ci supera, in termini di movimenti di pianeti, ere, spostamenti tellurici, fasi umane, epoche storiche.

Allenarsi al distacco vuol dire poter davvero vivere gli episodi come occasioni di crescita.   

 

2. L'ironia come risorsa

Riderci sopra in certi momenti sembra davvero impossibile, ma se ci si circonda delle persone giuste, diventa davvero probabile.

Non abbiate paura di chi ride, né alimentate invidia verso chi mostra gioiosamente allegria. Si tratta di un'azione rara, quasi rivoluzionaria, quella che spinge a sorridere. ma essenziale, fondamentale e assolutamente nutriente. 

 

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3. Attenersi ai sillogismi (e divertirsi creandoli e sovvertendoli) 

La logica ci salverà e anche il suo totale opposto. Un sillogismo è un ragionamento di senso compiuto a partire da due premesse che poi vengono incrociate e combinate.

Un esempio sorridente: se dico che ogni animale è mortale e dico che un cavallo è un animale, posso affermare che ogni cavallo è mortale. Manco per niente, si potrebbe rispondere. Ovvio che a livello logico la cosa funziona ma il cavallo è anche uno degli animali che con l'uomo ha un rapporto arcaico e profondo ed è spirito guida e immensa forza quando appare nei sogni o si manifesta come animale guida. Scusate se è poco. E allora un cavallo può non essere mortale se vive nella memoria di una donna o di un uomo che lo ha amato e da cui è stato amato.

Questo è un esempio banale per dire che non conviene impuntarsi su qualcosa che appare contraddittorio; conviene accoglierlo, accettarlo. Il sillogismo e il suo stravolgimento appartiene all'umano. Ci si può ficcare in una relazione che fin dall'inizio sappiamo ci travolgerà, ci si può perdere in parole di cui poi ci si pente.

Siamo umani, occorre prima di tutto pazienza con le nostre contraddizioni. E sviluppare la capacità di scusarsi quando queste toccano molto l'andamento altrui.

 

4. Cercare articoli come questo e ballare dopo la lettura

È un dato di fatto: i curiosi evolvono, specie quelli che sanno direzionare la loro energia vitale verso l'investigazione sincera e amorevole.

Il fatto è che in molti si tuffano nella lettura per poi colpevolizzarsi o darsi sane botte sul petto, quando invece le informazioni si potrebbero semplicemente raccogliere e assimilare con serenità, con obiettiva osservazione del luogo mentale in cui si è in un dato periodo della vita.

Per questo può essere una buona idea ballare, semplicemente ballare, lasciare che il corpo prenda le informazioni e le faccia proprie. 

 

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