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BIOENERGETICA: IL DISTACCO TRA MENTE E CORPO NELLA DEPRESSIONE

Quando insorge la depressione vi è un chiaro distacco tra il corpo e la mente e l'energia sembra sia sparita: la bionenergetica può venire in aiuto

Bioenergetica: il distacco tra mente e corpo nella depressione.

 
Ultimamente, come Naturopata e operatore Bioenergetico, vedo che c’è stato un singolare aumento dei miei trattamenti su diverse persone con problematiche psico-somatiche di un certo rilievo, è incredibile come nel 2017, si senta sempre di più la solitudine, la mancanza del contatto umano, dell’abbraccio, di una carezza.

Situazioni e comportamenti di vita stressanti vanno ad incidere su zone corporee, bloccando vuoi la respirazione, vuoi il collegamento tra la parte alta e la parte bassa del nostro corpo, come ci insegna Wilhelm Reich, parlando dei blocchi corporei psicosomatici, della cosiddetta “corazza muscolare” o “caratteriale”;

Reich condusse diversi esperimenti per sbloccare le tensioni muscolari psicosomatiche, ritenendo che una terapia della mente non potesse prescindere da una cura del corpo Il suo grande allievo, Alexander Lowen, riprese le teorie del suo maestro e trasse il suo metodo Bioenergetico, cercando tramite esercizi di movimentazione del corpo di riportare l’omeostasi e la giusta energia in tutti i distretti corporei.

Quando parliamo di individuo depresso, parliamo di una persona che si sente privata della sua energia, una persona che non ha l’energia per muoversi, per ragionare, per affrontare la vita.

La depressione, si manifesta nella diminuzione di tutte le varie funzioni energetiche:


> respirazione;
> appetito;
> funzioni sessuali;
> inadeguatezza nei rapporti umani verso i figli e verso i colleghi di lavoro.

A mio avviso non possiamo parlare di energia, se non affrontiamo il concetto di scarico dell’energia esausta, vale a dire dell’energia che ha esaurito il suo compito, pertanto abbiamo la necessità di disperdere, equilibrare e riassumere nuova energia che potrà aiutarci a svolgere tutte le normali funzioni di vita.

Per iniziare è necessario ritornare ad un modo di respirare corretto, spesso in individui depressi il respiro si fa “corto”, la postura stessa del corpo, tende ad essere “incurvata, ingobbita”, in altri termini in protezione.

Tornare ad un respiro  corretto vuol dire  darsi un valore, darsi un rispetto.

Quando vediamo la vita in una maniera di soddisfazione, il nostro corpo si raddrizza, lo sguardo si fa vivo, lucido, i pensieri diventano corretti, la nostra camminata diventa dinamica e fluida.

Quando il piacere ritorna padrone del nostro organismo e della nostra mente, vi è una maggiore attività metabolica che si trasmette in una respirazione più profonda e distesa.

Ovviamente il livello energetico di una persona non aumenterà solo attraverso la respirazione, sicuramente,  accudendo  il “nostro bambino/a  interno”,  potranno esserci delle abreazioni, degli sblocchi emotivi che con il pianto,  faranno tornare alla memoria episodi tristi e amari, con il superamento di tali blocchi psicosomatici, avverrà una liberazione ed il respiro tornerà libero.

E’ chiaro che vi sono diverse causalità e livelli di sofferenza, ma a mio avviso la bioenergetica non credo possa risolvere tutte le problematiche, ma è certamente di valido sussidio nella liberazione emotiva di molte di esse.

Mi trovo perfettamente in accordo con Lowen quando dice ”il punto debole della tecnica psicoanalitica sta nel fatto che il suo tentativo di aiutare il paziente ad elaborare i conflitti emotivi ignora il corpo”.

Il corpo, se unito alla mente, non subirà blocchi, diversamente, individui che devono affrontare dinamiche comportamentali importanti, spesso “staccano il corpo” dalla testa pensante o non.

Questo scollamento, porta ad una recisione del cordone ombelicale, ad una dis-connessione tra la mente ed il corpo.

Avere un corpo vivo è  percepire,  sentirsi vivo, vibrante, eccitato. Comprendere il linguaggio del corpo, può essere di grande aiuto per l’operatore olistico, decodificando parti silenti o bloccate che si riferiranno in chiave psicosomatica a momenti di vita.

Chiarendo quali possano essere tali dinamiche, ad esempio problematiche sentimentali, di abbandono, oppure di ansia da prestazione a livello sessuale e/o lavorativo, diffidenza verso l’ambiente esterno, difficoltà nei rapporti con i figli, senso di fallimento, etc.

Spesso sento parlare di deprivazione del contatto umano, del desiderio di ricevere una carezza, un abbraccio, cose, se vogliamo, molto naturali, molte persone le desiderano, ma hanno il tabù del contatto fisico per via di associazione a tematiche sessuali, spesso derivanti da mentalità retrograde o da genitori anaffettivi.

Il tocco da parte del terapeuta, ovviamente, e sottolineo ovviamente, è un tocco che non deve trasmettere sessualità, ma aiuto, mai tradire la fiducia di chi si affida a noi.


In ultima analisi, i piedi.

L’aver seguito un secondo master di Riflessologia Plantare con il maestro Luigi Dragonetti, ha ampliato la mia conoscenza sul significato che Lowen dà al concetto di “Grounding” essere piantato con i piedi per terra.

Seguire il flusso dei nostri pensieri ci può portare ad una instabilità di equilibrio nello stare in piedi, il piede piatto, il piede troppo arcuato, il desiderio di un maggiore contatto con Madre Terra o un allontanamento con la stessa.

Incredibile come veramente sia tutto connesso, il Grounding bioenergetico, la stabilità e i segnali per meglio comprendere  il nostro corpo. I piedi rappresentano le nostre radici, il nostro contatto primario con la madre, ma essi rappresentano anche un mezzo di movimento da un posto ad un altro, stabilità non deve diventare sinonimo di morte, anzi di movimento della vita.

Tensione e scarico.

Per questo consiglio sempre ai miei clienti, come Naturopata e Operatore Bioenergetico, gli esercizi di Bioenergetica di Lowen, attraverso essi, il corpo si riunisce al pensiero, non ne è più separato, disunito, ma ognuno di loro vive in connessione riportando la vita.

 

Leggi anche Le cure naturali contro la depressione >>

 

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