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SOSTENIBILITÀ E FUTURO DEL PIANETA: CRUCIALI I PROSSIMI DIECI ANNI

Patria del pugile Muhammad Ali, la rivoluzione verde parte dal Kentucky, precisamente dall'Università di Louisville: scopriamo come scienza ed ecologia possono darsi una mano per realizzare un futuro di sostenibilità, in vista dei cruciali prossimi dieci anni del Pianeta.

Un patto per salvare il Pianeta

The Nature Conservancy, l'autorevole gruppo di lavoro che dagli anni '50 porta avanti sfide per salvaguardare gli ecosistemi, l'ambiente e natura, si chiede se un patto unificato tra sviluppo e conservazione possa portare a un futuro migliore.

L'esempio su cui fa leva è quello di una piccola cittadina nel Kentucky, chiamata Louisville, dove si sta assistendo a un vero e proprio connubio tra ecologia e scienza, di cui parleremo a seguire.

La risposta è affermativa, il nuovo punto di vista scientifico dice "sì", ma ci devono essere nuove forme di collaborazione molto forti tra settori - e Paesi - normalmente "disconnessi" e lontani tra loro.

Del resto, facendosi largo tra resistenze e tante reticenze la consapevolezza circa la crisi ecologica in corso ha aperto la strada, già da parecchi anni, a nuove discipline emergenti, tra cuil l'Umanesimo Ambientale, Environmental Humanities, che unisce filosofia, etica ambientale ed ecocritica.

 

The Green Heart Project: gli alberi e gli uomini

Qui nel Kentucky di Louisville - meglio conosciuta come la casa del famoso pugile Muhammad Ali, del Kentucky Derby, e persino del Kentucky Fried Chicken (KFC!) - l'Università sta portando avanti un progetto chiamato The Green Heart Project, fondato da "United States National Institutes of Health" e in cui si inseriscono molte altre realtà.

Si tratta di un progetto che mira a dimostrare che, piantando alberi nelle vicinanze e per tutta la città, si possono monitorare scientificamente nel tempo effetti benefici sulla salute dei residenti secondo un concetto di ambiente come terapia.

Forse non c'è bisogno di prove scientifiche per capire che la vicinanza di un albero faccia davvero bene alla salute dell'uomo - del resto, in senso olistico l'aveva già dimostrato da tempo il forest bathing -, dall'aria che si respira all'influsso sul suo umore, ma questo progetto, non unico nella cittadina americana, rappresenta un modo nuovo di pensare il ruolo della conservazione nel risolvere i problemi dell'essere umano.

Si tratta di un modello emergente per un settore trasversale che intende creare un mondo pronto per le sfide di sostenibilità ambientale da portare avanti ora e in futuro. 

Per conoscere esempi positivi: ecco la pagina facebook dedicata al progetto; ed ecco il video di un anno fa circa che illustra in pochi minuti il progetto verde.

 

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Dieci anni per creare un futuro sostenibile

Non abbiamo tra l'altro molto tempo: secondo quanto riporta la ricerca “An Attainable Global Vision for Conservation and Human Well-Being” vi sono dieci anni per dare una svolta decisiva al modo di vedere e intendere il rapporto che c'è tra progresso e conservazione

La cosa che rende la transizione ancora più difficile è che il Pianeta ha bisogno che tutti i Paesi del mondo stringano una collaborazione stretta e su scala globale, cosa che non si vede da decine di anni, forse dalla Seconda guerra mondiale. 

Si deve cominiciare la marcia dall'energia, quindi dall'uso di fonti rinnovabili, per continuare con il modo di alimentarsi, per cui la sussistenza deve smettere di essere vista in modo intensivo e si deve ridurre drasticamente il consumo di carne, come si deve dire stop allo sfruttamento di mari e oceani.

La sfida non è semplice, ma bisogna accoglierla e metterla in pratica i nuovi comportamenti sostenibili in fretta. 

 

Previsioni 2050: stop al circolo vizioso

Sempre più studi e ricerche mettono in luce la necessità di ridisegnare un mondo in cui ricchezze e bisogni siano adeguatamente soddisfatti, un mondo dove la sempre più crescente popolazione non faccia più così tanta pressione sulle risorse naturali del Pianeta.

Considerando infatti che nel 2050 ci saranno 9,7 miliardi di persone sulla terra, ci si aspetta un incremento della richiesta di cibo del 54% e del 56% di richiesta energetica e, come evidenzia Nature, il mondo a tutto ciò, ora come ora, non è pronto.

Se non si decide di cambiare drasticamente il modo di fare economia, si richia di rimanere intrappolati in un circolo vizioso di degrado ambientale, aria inquinata, incremento delle temperature del 3.2% e siccità. 

 

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Foto: attivisti del gruppo The Nature Conservancy / Fb

 

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