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SMOG E API IN ITALIA

Un'app collegata a un'arnia digitale ci racconta quanto le città italiane siano inquinate: ecco il progetto di monitoraggio dello smog, del miele e delle api di una start up italiana.

La start up degli apicoltori per gli apicoltori

Si apre una nuova era per gli apicoltori professionisti e per quelli urbani: la start up BEEing, attiva da ormai più di un anno, crea e realizza prodotti tecnologici pensati per facilitare e monitorare in modo più agevole le arnie, proteggendo il duro lavoro di apicoltori e produttori di miele, ma avendo a cuore anche la vita stessa dell'ecosistema.

Le api ormai è risaputo, oltre a produrre il miele, si occupano dell’impollinazione e svolgono un ruolo fondamentale anche per la salute degli esseri umani. E sono tra gli esseri viventi, quelli più minacciati.

Il 75% circa del cibo che viene consumato ogni giorno esiste grazie al ruolo delle api: non solo frutta e verdura, ma anche la produzione di caffè e del latte sono legate all’esistenza delle api.

Per promuovere la consapevolezza dell’importanza del ruolo delle api in natura, il giovane gruppo BEEing realizza progetti con grandi partner che condividono il sostegno a questo importante tema, proprio come le neonate arnie digitali anti-inquinamento.


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Arnie digitali contro l'inquinamento

Tra le ultime idee di questa start-up in continua crescita vi è la possibilità di monitorare lo stato di inquinamento dell'aria della zona in cui le api vivono, grazie a speciali arnie-laboratori digitali.

Da Milano a Palermo, da Napoli a Bolzano, da Torino a Lecce, da Bologna a Cuneo: sono una ventina gli alveari digitali creati per monitorare i livelli di inquinamento a ridosso delle città.

Si tratta del rivoluzionario progetto «BEE-Kaeser che ha avuto grande accoglienza e un ottimo riscontro.

Le api sono infatti il miglior bioindicatore della qualità dell'aria: grazie a loro e a queste innovative stazioni di monitoraggio ambientale sottoforma di alveari, si può analizzare la presenza di sostanze inquinanti e smog nelle città.

 

Api vittime di furti

I primi risultati emersi dopo un anno di monitoraggio e resi noti da The Next Tech dimostra che la presenza di sostanze tossiche nel miele - quali cadmio, nichel, cromo o piombo - è molto bassa, e comunque sotto la soglia di pericolosità.

Dato confortante alla mano, il monitoraggio continua, soprattutto per quelle città borderline a rischio come Palermo, e verranno raccolti nuovi dati e fatte nuove ricerche.

La cosa interessante che emerge è vedere come le api, attraverso il loro miele, siano delle vere e proprie sentinelle dell'inquinamento e rappresentino un naturale bioindicatore della qualità dell'aria. Prime vittime dell'inquinamento atmosferico, oggi le api sono anche oggetto di furti sempre più frequenti: in origine BEEing nasce proprio per questo motivo, entrando nel mercato con un antifurto per arnie collegato ad una app di geolocalizzazione.

 

Il digitale incontra l'ambiente 

L'indagine ha visto la collaborazione della start-up romagnola BEEing assieme a Kaeser, multinazionale che si occupa di compressori e di aria pulita, e a Legambiente Emilia-Romagna, che ha fin dall'inizio aderito al progetto.

L'Emilia Romagna è la tra le prime regioni per numero di start up, ne conta quasi 900, e, con i percorsi in "Silicon Valley", dove la Regione ha l'unico presidio istituzionale italiano, offre moltissime opportunità per sviluppare idee imprenditoriali che poi vengono realizzate sul territorio, collaborando con grandi aziende su progetti di innovazione sostenuti grazie ad appositi bandi; una menzione merita il servizio "Emilia Romagna Startup" curato da Aster, nonché i finanziamenti e i corsi di formazione che la Regione Emilia-Romagna offre e di cui BEEing stesso ha goduto.

 

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Foto: fotokostic / 123RF Archivio Fotografico

 

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