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LA SITUAZIONE DELLE ENERGIE RINNOVABILI IN ITALIA

“Chist’è ‘o paese do sole”. Sì, perché in Italia di sole, e di vento, ne abbiamo in abbondanza. Fotovoltaico ed eolico rappresenterebbero, a rigor di logica, le fonti di energia rinnovabili principali per il fabbisogno energetico nazionale. In parte è così, in parte no

Le energie rinnovabili in Italia: problemi

In merito alle energie rinnovabili, in Italia il dibattito è sempre acceso. Ma non riguarda solo problematiche energetiche e ambientali. I pro e i contro sull’energia alternativa sono noti quasi a tutti: indipendenza dai combustibili fossili, deturpazione del territorio, risparmio sulla bolletta, insufficienza produttiva. Ma c’è dell’altro. Sulla situazione delle energie rinnovabili in Italia aleggia una grande ombra, chiaramente rappresentata da interessi economici, speculazioni e criminalità organizzata.

Cerchiamo qui di trattare brevemente alcune questioni relative al sistema italiano delle energie rinnovabili. Prima di tutto, una premessa doverosa

 

Nel 2020, l'Italia dovrà avere il 17% dei propri consumi elettrici da fonte rinnovabile e questo perché dobbiamo abbassare le emissioni che alterano il clima. Lo prevede il Protocollo di Kyoto, ma soprattutto gli accordi vincolanti decisi dai Paesi europei. Per questo l'Italia da anni sta finanziando lo sviluppo dell'energia pulita e non si è badato a spese. I nostri sono gli incentivi per le energie rinnovabili più alti del mondo: nel 2010 raggiungono quota 3 miliardi e 200 milioni. 

L’Italia è paese che dipende dalle fonti energetiche tradizionali, ossia dal gas e dal petrolio. Ma è anche vero che il nostro è il Paese con gli incentivi tra i più alti del mondo. A Terna, giungono richieste  per allacciare alla rete gli impianti da rinnovabili che superano del doppio (120.000 megaWatt) il fabbisogno energetico del paese. Cosa vuol dire questo? Questa corsa al rinnovabile è indice che le incentivazioni sono esagerate e sono in molti a voler fare affari con il fotovoltaico e con l’eolico. Il rischio è anche quello dell’infiltrazione della criminalità organizzata.

 

Burocrazia “alternativa”

Il sistema dell'energia rinnovabile in Italia ha un ulteriore falla. In 20 anni, al fotovoltaico abbiamo dati 20 miliardi. L'idea alla base era quella di creare piccoli impianti che rendessero autosufficienti piccole realtà locali, ma quando si è scoperto che il meccanismo degli incentivi era un affare ci si sono buttati un po' tutti, con il risultato che il piccolo annega nella burocrazia e nei ritardi, mentre il grande va a gonfie vele. Sta di fatto che nell'ultimo anno, per potenza installata siamo addirittura avanti al Giappone e agli Stati Uniti. Ma, paradossalmente, paghiamo di più e, chissà com'è, siamo sempre in ritardo. C’è qualcosa non quadra

Anche se l’Italia è partita in ritardo rispetto agli altri Paesi, ha bruciato le tappe: nel fotovoltaico l'Italia è al secondo posto nel mondo, dopo la Germania, per potenza installata. E nell'eolico, pur avendo un territorio limitato e ricoperto dai vincoli, siamo diventati i sesti produttori al mondo. 

 

E poi? E poi il governo ha stretto la morsa, annunciando la riduzione, a decorrere dal 1°gennaio 2012, del 30% di tutti gli incentivi. Le prime versioni dei testi normativi relativi alla manovra economica di cui tanto si parla in questi giorni, sembravano prevedere anche dei tagli agli incentivi previsti per le energie rinnovabili.

Il corretto sviluppo delle rinnovabili può quindi permettere all'Italia di raggiungere gli obiettivi europei al 2020 e inaugurare una nuova fase di sviluppo. Ma la burocrazia si mette di traverso. Ci si è limitati, nella maggior parte dei casi, a definire i vincoli per le rinnovabili - come del resto prevedevano le Linee Guida: aree "non idonee", criteri di progettazione, altri divieti - ma non ancora un progetto per accompagnare positivamente lo sviluppo nei territori, gestire i processi di confronto con imprese e Enti Locali sulle proposte, dare certezze a cittadini e imprenditori, tenendo assieme le ragioni dello sviluppo con quelle della tutela.

Per riuscire a raggiungere l’agognato 17% – secondo Legambiente - occorre un patto tra Governo e Regioni per approvare un sistema di burden sarin (previsto peraltro dalla Legge 13/2009), cioè un piano per dividere e condividere impegni e responsabilità con obiettivi di sviluppo che ogni Regione articolerà rispetto alle proprie risorse e alle scelte energetiche più efficaci che vorrà assumere.

 

Energia ri-pulita dall’estero

Esiste anche un traffico di energia rinnovabile importata dall’estero dai produttori di energia sporca (gas, petrolio) che sono tenuti a ripulirsi, comprando i cosiddetti certificati verdi da chi produce usando fonti rinnovabili (un complicato sistema per trasferire soldi da chi inquina a chi è più “verde”). Il 31,6% di tutta l’energia elettrica consumata in Italia proviene da fonti rinnovabili, cioè da centrali idroelettriche, biomasse, geotermia, eolico e solare. Questo dato è lo stesso che è comunicato ai consumatori: compare nella tabella del mix energetico che le aziende fornitrici di elettricità devono pubblicare sui loro siti e sulle bollette. 

 

La direttiva europea che stabilisce gli obiettivi del 2020 prevede infatti che un Paese possa conteggiare l’energia verde importata solo se c’è uno specifico accordo con il Paese esportatore. Questi accordi per il momento non sussistono e quindi l’energia verde di cui parla il GSE, ai fini degli obiettivi del 2020, conta zero. E questo per i prossimi sei anni, visto che, stando al piano di azione nazionale per le energie rinnovabili, stilato dal ministero dello Sviluppo economico, i primi giga verdi d’importazione saranno computabili come consumati in Italia solo nel 2016: dei 9mila Gwh previsti, 6mila arriveranno dal Montenegro.

Insomma, per gli obiettivi del 2020 le garanzie d’origine non contano nulla. E ora sembra avere dubbi sulla loro reale utilità anche il sottosegretario del ministero dello Sviluppo Economico, Stefano Saglia. In merito alle energie rinnovabili in Italia, le questioni economiche sono sempre dietro l’angolo

Immagine | Resmas

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