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QUANTO CONVIENE IL FOTOVOLTAICO?

Il sole è gratis, si sa. Ma dopo i tagli agli incentivi, conviene ancora investire nel fotovoltaico?

Il pannello fotovoltaico

Per definizione, un pannello solare o connettore solare è un sistema di trasformazione dell’energia solare che consente di produrre elettricità. In linea di massima, l’utilizzo dell’energia solare consente di ridurre notevolmente le spese mensili e annuali di una famiglia e contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente in quanto, non utilizzando le fonti energetiche non rinnovabili per la produzione di calore, riduce notevolmente l’emissione di gas di scarico e particelle inquinanti nell’atmosfera.

Ogni istante, il Sole trasmette sull'orbita terrestre 1367 watt per mq. L'irraggiamento solare medio alle latitudini europee è di circa 200 watt/mq. Ne deriva che la potenza media per metro quadro irraggiata sulla Terra in ogni istante è maggiore di 50 milioni di Gw (un Gw è l'energia prodotta a pieno regime da una grande centrale elettrica). La quantità di energia solare che arriva sul suolo terrestre è enorme, circa 10.000 volte superiore a tutta l'energia usata dall'umanità nel suo complesso.

Secondo uno studio del prof. Arturo Lorenzoni del dipartimento di Ingegneria Elettrica dell'università di Padova, nel 2013 sarà raggiunta la “grid parity”: il prezzo del chilowattora per autoconsumo prodotto con panelli solari sarà uguale a quello dell’energia acquistabile dalla rete elettrica. Entro due anni, l’energia solare “fai da te” sarà più conveniente, anche senza incentivi: autoprodurre elettricità con pannelli fotovoltaici, specie nel Sud, costerà meno della bolletta. Ma, oggi, conviene il fotovoltaico?


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Quanto conviene il fotovoltaico?

In Italia, la situazione degli incentivi statali sulle energie rinnovabili è altalenante. Nel gennaio 2010 era entrato in vigore il terzo conto energia: doveva durare anni, è stato cancellato a marzo. A maggio si è provato a rimediare con il quarto conto energia: doveva durare anni, è stato rimesso in discussione a giugno. L’accordo di giugno non è arrivato a fine mese. Una nota del Ministero dell Sviluppo Economico del 4 Luglio 2011 affermava invece che nel testo definitivo della manovra finanziaria inviato al Quirinale non c’è nessun taglio degli incentivi per le energie rinnovabili. Regna l'indecisione e niente è alla luce del sole.

Secondo diversi esperti, a prescindere dagli incentivi, il fotovoltaico conviene.

Per due motivi: il costo sempre più basso degli impianti e la maggiore efficacia degli stessi. L'investimento è dunque buono: il prezzo del modulo fotovoltaico è destinato a scendere drasticamente a causa dell’agguerrita concorrenza tra produttori e disponibilità sul mercato. I pezzi che compongono l'impianto sono oggetto di continua ricerca, finalizzata al miglioramento delle prestazioni e alla miniaturizzazione delle dimensioni. Un esempio. Nel 2007, si potevano reperire moduli con una potenza massima di 180 Wp  con una superficie di circa 1,5 mq. Oggi, ci sono moduli di 250 Wp con una superficie di 1,2 mq che rendono di più.

Il problema è l'attesa. Ma non degli incentivi. L'investimento è buono, ma bisogna aspettare degli anni perché si evinca il risparmio sul proprio conto energia. Proviamo a suggerire un altro esempio.

Un impianto fotovoltaico parzialmente integrato di 3 Kw/p, installato al Nord, sul tetto di una villetta di un piano, con un’installazione “normale” senza opere murarie, costa circa 12.000 € + iva 10%, con il conto energia e il risparmio in bolletta il rientro investimento si attesta dopo 8-10 anni. Come si dice... “Provare per credere”.

Immagine | Tauraniasol

 

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