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ELOGIO DELLA BEFANA-MADRE NATURA

La storia della Befana è la storia di tante donne che si credono brutte: come la simpatica vecchina, imparate a rinascere nella Natura!

Perché la Befana è brutta?

La Befana è una vecchina bruttina e gobba, con il naso pronunciato e il mento aguzzo, vestita di stracci e coperta di fuliggine. Tradizione vuole che la notte tra il 5 e il 6 gennaio, mentre tutti dormono, la donnina si infila nel camino, portando doni e dolcetti nelle calze dei bambini buoni, carbone a quelli cattivi. La sua origine si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, si fonde con elementi cristiani, cosicchè la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù dai Magi. Accadde infatti che i Magi, mentre erano lungo il cammino per raggiungere Gesù, le chiesero dove fosse la strada per Betlemme e la vecchietta gliela indicò, ma, nonostante le loro insistenze, lei non si unì a loro perché aveva troppe faccende da sbrigare. Dopo che i Re Magi se ne furono andati sentì che aveva sbagliato a rifiutare il loro invito e decise di raggiungerli, ma non riusciva più a trovarli. Così bussò ad ogni porta lasciando un dono ad ogni bambino nella speranza che uno di loro fosse Gesù, continuando ancora oggi, a cavallo della sua scopa.

La tradizione pagana la vuole brutta e vecchia perché rappresenta la natura ormai spoglia che poi rinascerà, riprendendo anche simbolicamente l’anno ormai logoro, che porta il nuovo e che svanisce. Il suo aspetto brutto, che raffigura i mali e i dolori trascorsi, assume una funzione apotropaica (ovvero di allontamento del male) e la Befana diventa figura sacrificale, per cui spesso ne si brucia il fantoccio. Anticamente infatti, la dodicesima notte dopo il Natale, dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 gennaio Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l'anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Oramai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far sì che potesse rinascere dalle ceneri come una giovane Natura, al pari di una luna nuova.

 

Ogni donna è un po’ Dea e un po’ Befana

Le donne che per qualsiasi motivo sono portate a sentirsi un po’ Befane, dovrebbero far tesoro dei propri “difetti”, giocarci e riderci su, senza paura. Il proprio naso troppo prominente, una bocca troppo sottile, dei capelli che non stanno mai a posto. Ogni elemento che troviamo in noi fisicamente negativo, può diventare un vantaggio, una leva da cui ripartire per una rinascita, un punto di forza per forgiare una splendidà personalità, se non già quel particolare che proprio può piacere all’uomo. Secondo recenti sondaggi, gli orchi e i mostri neri delle donne sono la cellulite, le rughe e i peli superflui, seguiti a ruota da smagliature, pancia gonfia, perdita dei capelli. Ma guardiamoci attorno, lasciamo da parte lo specchio e cresciamo. Le orecchie a sventola di Charlotte Gainsbourg, le presunte gambe storte di Julia Roberts, il naso importante di Sarah Jessica Parker non hanno impedito che si creasse attorno a loro un alone di fascino. Curarsi è importante, ma non deve diventare un'ossessione che vi succhia la vita, un tarlo. Ascoltare e ascoltarsi lo è ancora di più. Raramente un uomo criticherà una donna per quella fastidiosa pelle a buccia d’arancia o per la pancetta un po’ prominente che, anzi, può trovare molto sexy. E ancora, prima di umiliarvi per l’ennesima volta davanti allo specchio, ricordate che un naso particolare, che ha una linea tutta sua, dà un tocco di personalità e di carattere a un viso altrimenti anonimo. Agli uomini poi piacciono le donne basse e se non avete delle gambe perfette, ricordatevi che dei capelli ben curati e lucidi fanno sentire meglio. Quella nuova ruga che è comparsa ai lati degli occhi è la mappa che usa l’uomo per arrivare al nostro cuore, il segno di un sorriso in più, il disegno di una vita vissuta in pieno. Da ricordare poi Marcel Proust quando diceva: “Lasciamo le belle donne agli uomini privi di immaginazione”, e, soprattutto, la piccante provocazione di Coco Chanel "La bellezza serve alle donne per essere amate dagli uomini, la stupidità per amare gli uomini"!


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