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COME VIVERE CENT'ANNI DA LEONI

Happy hour, stress alle stelle, poco movimento e tanti sensi di colpa. Correre ai ripari e perseguire uno stile di vita sano si può. E senza troppe rinunce. Ce lo racconta l’autore del libro Cent’anni da leoni, Paolo Soffientini.

Di Rosy Matrangolo

Pericolo scampato. Avremmo potuto trovarci di fronte a un prontuario di quelli “miracolosi”, ma per fortuna no: Paolo Soffientini scansa formule che somigliano a elisir di longevità né ci prova a imbastire una regola di vita per volontà ortodosse. 

L’autore de “Cent’anni da leoni. Manuale per vivere a lungo senza rinunce” ci accetta per quello che siamo (e forse ci somiglia anche un po’) invitandoci a fare pace con noi stessi. Perché una quotidianità irrimediabilmente frenetica e disordinata, sì, può andare d’accordo col desiderio di benessere.

Ci vorrebbe, in effetti, talento da acrobati per mantenere un equilibrio sano e salutare nel proprio stile di vita di fronte a una routine fatta di spostamenti nel traffico e nello smog, pasti veloci fuori casa a orari imprevedibili, stress come condizione esistenziale e perché no, quel vizio che proprio non si riesce a perdere come il fumo di sigaretta. 

Soffientini ci mette tutto se stesso in queste pagine da manuale: la sua attività di ricercatore IFOM (Istituto Firc di Oncologia Molecolare), la sua inclinazione per la divulgazione scientifica (che si nutre di una buona dose di amore per la letteratura) e la carica comunicativa dell’artista (che fa di lui un musicista professionista). 

 

Come districarsi nel disordine quotidiano facendo propri suggerimenti di salute che tu condividi dal mondo scientifico?

Sono ormai note le correlazioni tra scorretti stili di vita e malattie legate a mutazioni o danni del DNA, campo di cui mi occupo come ricercatore.

In particolare, in questo libro, mi sono concentrato su sette temi su cui è possibile intervenire con piccoli accorgimenti per migliorare la qualità della propria salute: alimentazione, attività fisica, stress, esposizione ai raggi UV, intossicazione digitale, fumo e consumo di alcol o droghe.

Per affrontarli nel modo più accurato, ho selezionato 225 pubblicazioni scientifiche tra le più autorevoli facendone consigli e suggerimenti alla portata di tutti. Consigli che in primis, devono valere anche per me.

 

5 consigli che possiamo subito mettere in pratica per cambiare rotta e volerci bene?

Assaggia di tutto
E’ fondamentale variare la propria alimentazione. Innanzitutto perché è piacevole, ma soprattutto perché alimenti diversi forniscono benefici al nostro microbiota, ossia mantengono variata la nostra microflora intestinale, alzando così le nostre difese e allontanando il rischio di malattie autoimmuni.

Il concetto del “non mi piace”, infatti, è nocivo anche per la nostra salute e ci fa perdere l’occasione di conoscere e apprezzare nuovi sapori: i piatti delle tradizioni locali, ad esempio, spesso rivelano una saggia valorizzazione dei nutrienti di alimenti che possono non esserci famigliari. Perché rinunciarvi?

 

Smettila con le scuse, muoviti
Le raccomandazioni indicano di svolgere ogni giorno almeno 30 minuti di attività moderata e 1-2 ore a settimana di attività intensa (come uno sport), ma la soluzione non è nei calcoli, sta nelle abitudini.

Possiamo scegliere di fare le scale invece di prendere l’ascensore, passeggiare e lasciare l’auto nel box: quello che conta non è postare sui social la performance dell’ultima sessione, ma preferire muoversi, consapevoli che certe scelte di salute sono oltretutto rispettose dell’ambiente, soprattutto quando si parla di movimento.


Il multitasking non funziona
Fare troppe cose è improduttivo, è confermato: invece di affannarci guadagnandoci solo in stress extra, sarebbe importante organizzare meglio il proprio tempo. Ne gioverà anche la nostra creatività.

 

Fattene una regione, smetti di fumare
Facilmente sentiamo dire “Fumo poco, non più di 5 sigarette al giorno”: è sbagliato, anche una sigaretta è già troppo. Possiamo darci fiducia con questo pensiero: la dipendenza dalla nicotina dura soltanto 72 ore, è la dipendenza psicologica il vero scoglio. Se riprendiamo il controllo dei nostri pensieri e delle cose che ci fanno stare bene, l’impresa è meno ardua.

 

La Dieta di compensazione
Il concetto di “dieta” non dovrebbe fermarsi all’alimentazione, è l’insieme di atteggiamenti che compongono il nostro stile di vita. Impariamo a non giudicare i nostri comportamenti – alimentari e non – singolarmente, ma vediamoli alla luce di un prima e di un dopo che possano bilanciare qualche piccolo eccesso o trasgressione.

Volerci bene è anche non demonizzare o considerare un problema quel singolo "episodio" (un'abbuffata o quel paio di birre con gli amici), ma inquadrarlo in uno stile di vita corretto. Se già sappiamo che a Natale esagereremo, ritagliamoci un momento per una camminata all’aperto: io, ad esempio, non posso rinunciare alla corsa tra il pomeriggio del 24 o la mattina del 25, è un’atmosfera magica che fa bene anche all’umore!

 

Finora hai parlato da ricercatore e da divulgatore, ma da musicista che consiglio di “benessere” ti senti di dare?

Mi piacerebbe suggerire a tutti di fare nella vita qualcosa che piaccia veramente. Non mettiamo le soddisfazioni nelle mani sbagliate. Lottare, affrontare le difficoltà e veder crescere le proprie passioni è come sinceramente si possa essere più felici.

Vorrei che imparassimo a rivedere il concetto di successo abbattendone i confini perché ci sono infinite sfumature tra il vincere e il perdere. Vorrei suggerire alle persone che un altro tipo di vita è possibile e che in questa varietà ci sono infiniti modi di intendere la bellezza di esserci.

 

Leggi anche Le 10 regole per uno stile di vita sano >>

 

 

 

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