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ALICE PROJECT: EDUCARE IL CUORE E LA MENTE

I beni materiali come fonte di gioia. La squadra del cuore dove mettere tutte le energie e le speranze. Il vicino di banco con cui competere. Tutto il materiale visivo e auditivo delle pubblicità propinato in eccesso. E se una scuola partisse da un obiettivo diverso, quello di crescere non futuri consumatori ma esseri umani diversi e variegati? Gloria Germani nel bel libro Alice Project spiega la visione realizzata a Sarnath da Valentino Giacomin

Gloria Germani è stata tante volte a Sarnath (località dell'India nello stato federato dell'Uttar Pradesh) e tornerà anche in Luglio, ma alla serenità che ha visto negli occhi degli studenti non si è mai abituata, non si è davvero mai piacevolmente abituata.

Un’ambiente totalmente impregnato di educazione alla sensibilità e alla pace, nel senso pieno dei termini. Una scuola ben descritta attraverso queste parole:

Noi crediamo che la scuola di Alice - Universal Educational School - sia proprio l’educazione auspicata da Latouche, come da Terzani e da Schumacher. Essa, andando alla radice del problema educazione, non solo fa da contrappunto alle nostre confusioni metafisiche, ma riesce ad assolvere ai due compiti quasi incompatibili indicati dal teorico della Decrescita: da una parte fornisce una conoscenza delle materie moderne curriculari, che sono focalizzate sul mondo esterno, - dall’altra però riesce a donare agli studenti una vera capacità di giudizio perché li guida nell’esperienza del mondo interiore e dunque fornisce loro una serie di valori interni, imperturbabili e sulla cui base potranno giudicare gli eventi e gli accadimenti della loro vita”.

 

Alice Project e Valentino Giacomin

Gloria ci racconta Valentino Giacomin, il “profeta degli anni ’80”. Maestro per vocazione, giornalista part time, pioniere guidato dal suo spirito intuitivo.

In sintesi Giacomin osserva che l’immensa varietà della didattica sulle diverse materie non va di pari passo con una didattica dei sentimenti, un’educazione alle emozioni. E si accende una visione di formazione nuova, incentrata sulla persona.   

Una visione può scaturire da una crisi esistenziale: ci accorgiamo di qualcosa, ce ne accorgiamo in profondità e niente può rimanere come era. Niente. E da lì parte lo slancio per creare altro.

È stato così anche per Giacomin, quando, ricoverato per una malati psicosomatica dopo un periodo di depressione forte, entra a contatto con la morte e il senso profondo della solitudine. Poi lo yoga, l’India, l’anziano Lama Song Rinpoche, il contatto con la propria Ombra, il subconscio.

È stato uno dei primi a introdurre tecniche psicofisiche di matrice orientale a Treviso, in un clima di ostilità e diffidenza generale da parte di genitori e parenti degli studenti, “subito dopo il proclama di Ratzinger contro lo yoga e la filosofia dei tibetani!”, come spiegò in un’intervista concessa alla Gloria Germani nel febbraio 2011.

Nel 1988 incontra il Dalai Lama in India, durante un soggiorno di studio a Darhamsala e scegli così di andare in India lavorando per l’educazionee, accanto alla pratica del dharma. Si licenzia dalla direzione della Tv locale Antenna 3 di Treviso, lascia il giornalismo, arriva a Sarnath, in un’India di agricoltura primitiva, analfabetismo diffuso. La scelta dei docenti, la registrazione della Società, l’acquisto dl terreno, i problemi per strada ed elettricità. E l’inaugurazione della scuola il 5 luglio 1994

Da 20 anni Alice Project opera verso il miglioramento ed è diventata nel frattempo una scuola parificata e una ONG riconosciuta dal Governo Indiano dal 1994 che conta più di mille studenti. Le classi coprono l’intero ciclo di studi e vanno dalla scuola materna, alle elementari fino alla XII classe (le nostre scuole superiori).   

 

La meditazione a scuola: un esperimento riuscito!

 

Alice Project: a scuola di felicità e decrescita

Il libro in cui Gloria Germani su scuola e decrescita riporta un intero progetto di vita, va letto, al di là dell’interesse per il dato concreto di una scuola che è stata effettivamente realizzata oltre ogni aspettativa, perché ci sono domande che riguardano l’animo e il percorso esistenziale.

Ad esempio, merita menzione il quarto capitolo, interamente dedicato ai contenuti del paradigma educativo di Alice Project. Si intitola: Dove vanno cercate la felicità e la soddisfazione nella vita? ed è un condensato di saggezza profonda che si manifesta con semplicità e amore. “Ho iniziato a sperimentare il senso di felicità incondizionata che si prova aiutando gli altri” le parole di Giacomin.

E ancora, parole nutrienti: “Quando ci si apre agli altri, il confine non è più limitato attorno al proprio Io, alla propria casa, al proprio lavoro, ma si estende in modo progressivo fino a comprendere tutti gli esseri dell’universo, e il sentimento correlato a questa esperienza è di beatitudine profonda”. Una visione vasta, realmente olistica, lontana dalla spinta insensata ad accumulare. 

È molto utile la distinzione tracciata tra consapevolezza didattica per superare una prova, un esame e comprensione fondata sull’unità e l’interdipendenza tra i fenomeni. Questo conduce a un’eliminazione del superfluo e un avvicinamento all’essenziale. E nell’essenziale, la realtà psichica e la realtà fisica vanno viste e vissute insieme. 

Un buon modo di pensare genera felicità. Chi insegna dovrebbe tenerlo nel cuore e nella mente. Così come la verità per cui trasmettere è anche riuscire a dare la possibilità di fare uno spazio mentale, osservare un pensiero.

Guardare questo scorrere di pensieri sospendendo le etichette (sto facendo un pensiero brutto, ho un approccio troppo positivo, etc) vuol dire andare verso uno spazio sacro dove il pensiero stesso non incatena più o rincorre se stesso. In questa scuola speciale si insegna che la felicità vera non è ancorata a cose passeggere simili ai bisogni dell’ego. Al di là delle onde dell’Io, occorre tendere verso quello stato di felicità che somiglia al mare.  

Non è un raccontino di un’esperienza esotica. La Germani ci restituisce qualcosa che funzionerebbe anche qui, in questo capitalismo morto, in questa disoccupazione dilagante, in un’educazione al denaro che non funziona più, arranca da tempo.

E intanto, noi, siamo tutti impreparati tanto all’evento disoccupazione quanto all’evento morte o malattia. E si delinea l’urgenza di un’educazione spirituale.   

Gloria Germani parteciperà a vari convegni sul territorio nazionale per tornare a parlare di Alice Project. Nel dettaglio: 

  • 13 maggio, Torino, Salone del Libro
  • 13 settembre, Prato (FI), convegno presso la FESTA DELLA SCUOLA CHE CAMBIA, in collaborazione con Terra Nuova Edizioni;
  • 8 novembre Vimercate (MI), Convegno presso l'ASSOCIAZIONE ITALIANA YOGA per BAMBINI;
  • 4 dicembre, Roma, Convegno International  Association For ANALITICAL PSYCOLOGY - Social and political contribution of Junghian; Psycology
  • Dicembre, da definire presso l'Associazione Nazionale Psicosintesi con sede ad Ancona.

 

Leggi anche l'intervista a Gloria Germani


Per approfondire:

> Vai al sito di Alice Project


 

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