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ACQUA DEL RUBINETTO E CONTAMINANTI

L'acqua del rubinetto, in Italia, in genere, può considerarsi sicura, ma attenzione: i contaminanti possono essere più di quelli che pensi: eccone una lista.

L'acqua del rubinetto di casa è sicura

Quando cresce l'inquinamento circostante, della terra, industriale, dell'aria che sia, di conseguenza anche le sostanze contaminanti e inquinati dell'acqua del rubinetto aumentano. Per fortuna la normativa europea viene in aiuto, con l'applicazione di un controllo costante grazie a milioni di analisi all'anno, di 50 parametri chimici e microbiologici. 

Tra livelil e parametri che si modificano nel tempo, si può dire che l'acqua del rubinetto in Italia è in genere sicura (Repubblica.it), casi particolari a parte, ma gli italiani preferiscono bere l'acqua in bottiglia, così si ritrovano al terzo posto dei consumatori dopo Messico e Thailandia. 

 

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Parametri della qualità delle acque

Secondo il Ministero della Salute vi sono determinati parametri riguardo la qualità dell'acqua da considerare. In particolare, si legge che "l’acqua deve essere conforme ad una serie di parametri microbiologici (Decreto legislativo 31/2001, parte A) e chimici (parte B), nonché parametri indicatori (parte C) non direttamente correlabili a rischi per la salute, ma indicatori di modifiche della qualità delle acque". Il decreto stabilisce infatti che l'Azienda unità sanitaria locale assicura una ricerca supplementare, caso per caso, delle sostanze e dei microrganismi per i quali non sono stati fissati valori di parametro, qualora vi sia motivo di sospettare la presenza in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana.

Sul sito indicato si possono quindi leggere tutti i parametri: microbiologici, chimici, indicatori ed emergenti che è indispensabile considerare, vediamone un sunto. 

 

Contaminanti dell'acqua del rubinetto

Tra i possibili contaminanti dell'acqua, ecco che ve ne sono alcuni il cui valore è da monitorare e tenere sotto controllo in primis: 

> Batteri, come enterococchi ed escherichia coli.

> Sostanze chimiche, tra cui acrilammide, antimonio, arsenico, boro, cadmio, cianuto, clorito, cromo, floruro, idrocarburi policiclici aromatici, mercurio, nichel, piombo, rame, selenio, vanadio e altri ancora. 

> Parametri indicatori non direttamente correlabili a rischi per la salute, ma comunque indici di modifiche della qualità delle acque, come alluminio, cloruro, ammonio, colore e sapore, conteggio colonie, conduttività, concentrazione degli ioni di idrogeno Ph, disinfettante residuo, ferro, durezza, odore, residuo secco, solfato e torbidità, tra gli altri. 

> In ultimo si devono considerare i cosiddetti "parametri emergenti", riguardanti quelle sostante considerate di rilievo negli ultimi anni, e sono essi l'amianto, PFOS e PFOA (rispettivamente (acido perfluoroottansulfonico e acido perfluoroottanoico, spesso usati a livello industriale), tallio. 

Consigli di lettura: " Le acque destinate al consumo umano"

 

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Foto: helmut1979 / 123RF Archivio Fotografico

 

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