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SONNO

Avere sempre Sonno

L'ipersonnia, o l'avere sempre sonno nelle ore diurne, è spesso il riflesso di una deprivazione del sonno notturno, in termini di quantità e qualità. Esistono diversi tipi e sintomi dell'ipersonnia, ma anche numerosi rimedi naturali per curarla. Scopriamola meglio.

>  1. Sintomi dell'ipersonnia

>  2. La diagnosi

>  3. Indici comportamentali dell'ipersonnia

>  4. Indici elettrofisiologici

>  5. Indici di performance

>  6. Decalogo di Consigli promosso da AIN 

Avere sempre sonno, sintomi e diagnosi dell'ipossia

 

Sintomi dell'ipersonnia

In base al tipo di ipersonnia i sintomi oscillano da sonnolenza in occasioni isolate a difficoltà cognitive, difficoltà motorie, sonnolenza cronica, astenia, difficoltà di risveglio, cefalee mattutine. Generalmente chi ha sempre sonno presenta dei tempi di addormentamento molto ridotti rispetto alla norma, anche solo 5 minuti. Fisiologicamente chi è affetto da ipersonnia non entra nelle fasi di rapidi movimenti oculari (REM). Le ipersonnie sono suddivise in:

  • ipersonnia psicofisiologica
  • ipersonnia associata a disturbi psichiatrici
  • ipersonnia associata all'uso di farmaci
  • ipersonnia associata a compromissione della respirazione indotta dal sonno
  • ipersonnia associata alla sindrome delle gambe senza riposo
  • narcolessia
  • ipersonnia idiopatica
  • ipersonnia associata a malattie, intossicazioni e condizioni ambientali sfavorevoli
  • ipersonnia periodica
  • ipersonnia da sonno insufficiente
  • ebbrezza del sonno (risvegli confusionali)
  • pseudoipersonnia: i lunghi dormitori
  • ipersonnia soggettiva e senza corrispondenti reperti polisonnografici.

 

La diagnosi

Per definire un soggetto “ipersonnico” è necessario effettuare una valutazione della sonnolenza, partendo da un’analisi della condizione di veglia: la sonnolenza soggettiva riflette un bisogno o semplicemente un desiderio di sonno, spesso si confonde con l’astenia, ed è strettamente connessa all’umore e ai suoi sbalzi. La sonnolenza oggettiva si rifà invece alla valutazione della condizione di veglia attraverso metodiche il più possibile misurabili e standardizzabili:

  • Studio degli indici Comportamentali
  • Studio degli indici Elettrofisiologici
  • Studio degli indici di Performance.

 

Per la sonnolenza diurna esistono diversi rimedi fitoterapici: scopri quali sono

 

Indici Comportamentali dell'ipersonnia

  • MSLT (Multiple Sleep Latency Test): questo test si esegue in laboratorio e misura strumentalmente il tempo che il soggetto impiega ad addormentarsi, posto nelle condizioni idonee al sonno (ogni due ore dalle h. 10,00 alle h. 18,00).
  • MWT (Maintenance of Wakefulness Test): anche questo esame si esegue in laboratorio e prevede la misurazione dei tempi di resistenza all’addormentamento. E’ indicativo per testare l’efficacia delle terapie atte a contrastare la sonnolenza.

 

Indici Elettrofisiologici

  • PSG dinamica ambulatoriale 24h: questo test polisonnografico viene eseguito presso il domicilio del soggetto e serve ad esaminare la fisiologia del sonno e la forma e qualità della veglia.

 

Indici di Performance

Si tratta di test soggettivi standardizzati che valutano i livelli di sonnolenza, andando a completare il quadro oggettivo delineato attraverso l’MSLT.

  • ESS (Scala di Epworth): definisce una scala “graduata” della sonnolenza media, della propensione al sonno in otto situazioni tipiche della vita quotidiana ed è così strutturata:
    Scala Punteggi: 0 “non mi addormento mai”; 1 “ho qualche probabilità di addormentarmi”; 2 “ho una discreta probabilità di addormentarmi”; 3 “ho un’alta probabilità di addormentarmi”.
    Domanda: “Che probabilità hai di appisolarti o addormentarti nelle seguenti situazioni, indipendentemente dalla sensazione di stanchezza?”
    -    Seduto mentre leggo
    -    Guardando in TV
    -    Seduto, inattivo, in un luogo pubblico (a teatro, in una conferenza)
    -    Passeggero in automobile, per un’ora senza sosta
    -    Sdraiato per riposare nel pomeriggio, quando me ho l’occasione
    -    Seduto mentre parlo con qualcuno
    -    Seduto dopo pranzo, senza aver bevuto alcolici
    -    In automobile, fermo per pochi minuti nel traffico
    Valutazione punteggio: 0-10 normale; 11-15 sonnolenza moderata; 16-24 sonnolenza marcata (secondo l’interpretazione dei risultati da parte del Dr. Murray Johns, inventore della Scala). Il gruppo di studio di Stanford ha applicato range più ristrettivi: fino a 6 punti situazione di sonnolenza ottimale; 7-8 risultato accettabile; oltre 9 punti condizione potenzialmente pericolosa.

 

A chi rivolgersi

In Italia esistono veri e propri Centri del Sonno, dove medici e ricercatori in materia possono essere d’aiuto per chi riscontra problematiche serie relativamente al sonno e ai disturbi correlati. L’Associazione Italiana Narcolettici e Ipersonni (AIN) per esempio promuove iniziative atte a divulgare informazioni utili per coloro che vivono i disagi di fenomeni tanto limitanti nel sociale, in ambiente lavorativo, scolastico, familiare, per mappare questo genere di patologie e relative cure e per promulgare la ricerca. Ha anche stilato un decalogo di consigli (di cui un estratto qui di seguito riproposto) al fine di coinvolgere le persone affette da patologie come la narcolessia e le ipersonnie a condividere esperienze, terapie, risultati per implementare le conoscenze a riguardo.

 

Decalogo di Consigli promosso da AIN Associazione Italiana Narcolettici e Ipersonni

  1. “Non combattere contro te stesso: il sonno è una parte di te […]. Accettarlo ed imparare a conoscerlo è il solo modo che hai a disposizione per gestirlo al meglio e riuscire così a costruire l'esistenza che desideri.
  2. Non chiuderti in te stesso: se impari a conoscerti senza giudicarti, riuscirai costruirti una vita secondo le tue esigenze, senza dover rinunciare ad amici, al lavoro, agli interessi culturali, alla solidarietà, all'attività fisica.
  3. Attento a non perdere la tua autonomia: […] non permettere che si creino situazioni iperprotettive.
  4. Mantieni il controllo della tua vita: non farti sostituire negli obblighi e in qualunque altro tipo di attività, ma quando ne hai bisogno non esitare a chiedere l'aiuto […].
  5. Attento agli incidenti: la sintomatologia della narcolessia può provocare incidenti […] quindi non superare le tue possibilità, […] segui i consigli del tuo medico specialista.
  6. Devi essere responsabile: quindi non sfidare mai te stesso! Non mettere mai te e gli altri in situazioni di pericolo.
  7. Vivi la tua vita come meglio ritieni: ricorda che la Narcolessia colpisce in modo trasversale ogni tipo di categoria, etnia, razza, sesso. […]Quindi non sentirti diverso.
  8. Diffondi la conoscenza della tua malattia: nelle situazioni opportune  comunica di quale patologia soffri e la sintomatologia. […] Cerca di fare in modo che per altri narcolettici il periodo che intercorre dall'insorgenza dei primi sintomi alla diagnosi definitiva sia il più breve possibile.
  9. Abbi cura di te stesso: affronta la malattia seguendo i consigli del tuo medico, le terapie che ti indica, accettare la malattia non significa trascurarsi e subirla passivamente. Accettare la malattia è il primo passo per affrontarla
  10. Siamo pochissimi in Italia ad essere diagnosticati, circa 3000. Altre 22mila persone narcolettiche non sanno di esserlo, […]. Più siamo e più contiamo e più saremo nella possibilità di batterci per ottenere i diritti che ci spettano, nuove cure e finanziamenti per la ricerca”.

 

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