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Curarsi grazie al cibo: la dietetica tibetana

Recita un detto popolare tibetano: “Chi mangia orzo e beve tè campa cent'anni”. Ovviamente non si parla di un tè con biscottini consumato nel tardo pomeriggio, ma di una zuppa molto salata e molto energetica, che anticamente veniva somministrata anche ai cavalli dopo un cospicuo dispendio di energie. Ma in cosa consiste la dietetica tibetana?

Curarsi grazie al cibo: la dietetica tibetana

Dietetica tibetana e cucina etnica

Quando si parla di cucina etnica e di dieta/dietetica, è facile cadere in malintesi. Quello più banale consiste nel trasporre abitudini alimentari dai noi lontane all’interno del nostro sistema culturale. Spesso viene etichettato come sinonimo di salute qualsiasi prodotto proveniente dall’Oriente, sia esso tibetano, cinese o indiano. 

Ma bisogna fare attenzione. La dietetica orientale non ha nulla a che vedere con i piatti che consumiamo nei ristoranti indiani o cinesi. Quelle pietanze sono i cibi delle loro festività. In effetti, la dieta mediterranea non si caratterizza per la lasagna o lo zampone con le lenticchie. Quindi è importante comprendere che la dietetica si inserisce in un contesto molto complesso, incentrato su un equilibrio tra mente, corpo e flussi di energia. Vediamo dunque da vicino in cosa consiste la dietetica tibetana.

 

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Dietetica tibetana

La dietetica tibetana, componente fondamentale della medicina tradizionale tibetana, riveste un ruolo fondamentale per il mantenimento e la cura della salute del soggetto. La regola base è quella di mangiare nelle giuste quantità, rispettando una sola ma semplice regola. 

La medicina tibetana di stampo tradizionale suddivide lo stomaco in quattro parti. Due quarti di stomaco sono destinati ai cibi solidi, un quarto ai liquidi mentre un altro quarto va lasciato libero per permettere la circolazione del Vento

Basandosi su Tre Umori (Bile, Flemma e Vento), la medicina tibetana mette in correlazione i cinque elementi (terra, acqua, fuoco, spazio e aria) con l’energia di ogni alimento, che può essere calda o fredda, in variazione del clima in cui si trova, cresce, matura e viene raccolta. 

Vi sono anche alimenti neutri come il riso e i cereali, che non prevedono controindicazioni energetiche, mentre viene fortemente sconsigliato l’uso di alcolici, di caffè e di cibi completamente crudi. 

Nella dietetica tibetana, riveste fondamentale importanza anche la modalità di cottura e la natura degli utensili usati per preparare gli alimenti, in quanto la natura del materiale influenza il cibo. Mescolare una pietanza con un cucchiaio di legno o di metallo modifica la valenza del cibo stesso in termini energetici.

Un esempio di dieta tibetana

Forniamo un pratico esempio di dieta giornaliera:

Una giusta prima colazione dovrebbe includere frutta, cereali e tè.  A pranzo le nostre energie digestive sono al massimo, quindi si può mangiare riso, verdure e proteine. Al pomeriggio tè e frutta secca. A cena alimenti caldi e leggeri, come zuppe di verdure. Un accorgimento vale per tutti i pasti: le porzioni non devono essere mai abbondanti

Immagine | Aniablazejewska