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ZUI BAXIANQUAN: LO STILE DELL’UBRIACO

醉八仙拳, ovvero kung fu degli otto ubriachi, conosciuto in occidente come stile dell’ubriaco, è un tipo di kung fu molto interessante e sicuramente degno di essere riscoperto alla luce di una sua interpretazione meno superficiale. Contiene infatti in sé non solo principi marziali ma anche energetici legati al qi gong e alla longevità.

Storia

La storia dello stile dell’ubriaco è assai complessa ed antica, troviamo infatti in essa radici che si congiungono all’alchimia taoista, al buddhismo e al tantrismo, questi ultimi due mischiati a loro volta con lo sciamanesimo per formare il lamaismo tibetano.

Non esiste un solo stile dell’ubriaco bensì numerosi sottostili, generalmente denominati zi quan, ovvero pugno ubriaco. In questo stile di kung fu reso famoso in Occidente da Jackie Chan, l’aspetto marziale si mischia con quello esoterico, come era in uso in antichità, infatti spesso il vino e il liquore nelle culture dharmiche come quella cinese e quella indiana, sono metafore di energie interiori, ed in questo caso del qi.

Un addome pieno di vino starebbe infatti ad identificare un dantien (centro energetico situato sotto l’ombellico) pieno di qi, come condizione ideale per attuare le tecniche segrete di questo stile.

Come detto esistono principalmente due scuole, una buddhista legata agli shaolin, ed una taoista legata alla leggenda alchemica degli otto immortali.

 

Catatteristiche

Lo stile dell’ubriaco è uno degli stili di kung fu più difficili in assoluto, più elitario e meno ortodosso di qualsiasi altro. In esso troviamo tecniche di calcio come di pugno, gomitate, ginocchiate e testate, tante tecniche aeree quanto tecniche a terra.

Vi troviamo inoltre moltissime finte, rotazioni, cambiamenti di livello, schivate acrobatiche, atterramenti e proiezioni, cadute e via dicendo. Generalmente si apprende tramite forme stabilite.

Questo stile si basa soprattutto sulla rilassatezza delle membra e sull’assenza di contrazione muscolare, come accade quando appunto si beve troppo.

Spalle e anche rilassate, parte superiore del corpo indipendente da quella inferiore, gambe non tese e baricentro attivo sono i capisaldi dello stile dell’ubriaco.

E’ risaputo che molti praticanti si sono nel tempo veramente dedicati al vizio dell’alcool per disinibirsi, rilassarsi e aggirare un’eccessiva tendenza al controllo della mente sui sensi ma per quanto si tratti di uno stile di kung fu eterodosso, il vero stile dell’ubriaco si limita ad imitare le movenze di un ubriaco come quello della tigre imita quelle del suddetto animale.

 

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Pratiche

Lo zui baxianquan è uno degli stili di kung fu più conosciuti ma meno corretamente praticati poiché ritenuto spesso meramente estetico e poco efficace. In realtà uno dei motivi principali della sua scarsa diffusione è la difficoltà di trovare maestri seri di questo stile fuori dalla Cina.

Infatti la pratica dello stile dell’ubriaco si basa non solo sulle forme ma su un allenamento fisico molto duro, fatto di ore ed ore di stretching e di lavoro sulle articolazioni, soprattutto ginocchia, anche, spalle e polsi. Cosce, dorsali ed addominali lavorano moltissimo. E’ raro vedere questo stile in combattimenti sportivi ma alcuni suo elementi sono talvolta incorporati in altri stili.

 

Alcuni benefici

> Come per la capoeira, anche lo stile dell’ubriaco diventa veramente efficace quando integrato ed applicato assieme ad altre arti marziali, in quanto da solo non offre basi complete ma soprattutto principi molto ultili e un grande lavoro sul corpo.

> Lo stile dell’ubriaco è legato a doppio filo al qi gong e alla longevità. Longevita; non solo in termini di lunga durata della vita, ma di qualità della vecchiaia. Tutto quel lavoro sulle articolazioni e sul qi permettono di attraversare una terza eta’ sana e forte.

> Tramite lo zui baxianquan si porta avanti un profondo lavoro psicologico, o meglio un lavoro sulla coscienza: l’ubriaco non si lascia ingannare dai sensi, in quanto questi sono per lo più spenti; l’ubriaco assenconda le forze e le dinamiche senza contrazioni e reazioni di forza; l’ubriaco sa adattarsi alle situazioni e non le giudica, in quanto il cervello è in piena ebbrezza; l’ubriaco non programma né ha riflessi condizionati, in quanto è completamente assorto nell’attimo presente.

 

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