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ARTI MARZIALI ED EDUCAZIONE DEI GIOVANI

Descrizione della valenza educativa-evolutiva che i giovani possono riscontrare nella pratica costante delle arti marziali, particolarmente del karate do

Il karate-do (via della mano aperta) è una disciplina di grande fascino e di tradizione millenaria che trae origine da epoche storiche, luoghi, e culture diverse dalla nostra.

Dal confronto dialettico tra le peculiarità di questa disciplina e le capacità e le esigenze degli studenti può nascere un arricchimento dell’azione educativa che si svolge nella scuola.

 

Discipline marziali orientali e educazione dei giovani

La pratica di un'arte marziale come il karate da parte dei giovani e giovanissimi è finalizzata allo sviluppo completo ed armonico della loro personalità favorendone le iniziative e aiutandoli a conquistare la propria identità. In particolare gli stimoli, proposti distintamente e gradatamente all’età, sono volti al miglioramento dei seguenti aspetti:

  • Sviluppo delle capacità motorie e delle funzioni cognitive, con particolare attenzione al miglioramento della propria consapevolezza corporea e quindi del controllo e della gestione del corpo in movimento nello spazio; conseguentemente:
  • Sviluppo della propria consapevolezza interiore e della capacità di controllare e gestire la propria emotività (con particolare riguardo, nei giovani, alla componente aggressiva);
  • Opportunità di espressione, di socializzazione nonché di confronto;
  • Partecipazione attenta e motivata ad un lavoro di gruppo nel pieno rispetto delle regole;
  • Lotta alla dispersione scolastica e all’emarginazione, con speciale attenzione all’inserimento nel gruppo di individui portatori di problematiche particolari;

L’allenamento è un insieme di pratiche progettate, programmate e organizzate in funzione di obiettivi sportivi generali e specifici. Esso è il contesto altamente specialistico nel quale si realizza anche un’importante funzione educativa sociale.

Il concetto di educazione è legato a quello di personalità e di socialità, in quanto l’individuo interagisce con altri individui; il karate, praticato in una determinata ottica, attiva in modo molto efficace quell’insieme di processi che interessano positivamente tutte le dimensioni della personalità.

 

La valenza educativa delle arti marziali per i giovani

La caratteristica di maggiore spicco e di maggior valenza educativa e socializzante della disciplina in questione è l’organizzazione del comportamento motorio che si esprime per mezzo di azioni simbolicamente aggressive. Tale condizione è realizzata tramite un severo controllo delle azioni di attacco e di difesa, attiva e passiva, che mantiene la situazione all’interno di un elevato grado di sicurezza. I principi su cui si basa la pratica del karate, sono: l’interazione psico-motoria, la collaborazione, l’affidamento e la solidarietà.

Nel contesto dell’allenamento c’è la costante presenza di componenti simbolico-rituali nei comportamenti psicomotori degli individui, ciò provoca nei praticanti l’interiorizzazione di comportamenti nei quali l’aggressività si esprime in forme rispettose dell’incolumità e della dignità reciproca. Le tecniche di difesa e attacco proposte dal karate sono solo delle stilizzazioni di ipotetiche analoghe tecniche utilizzabili in un contesto reale; vista l’infinità di possibili differenti situazioni “reali” solo il praticante estremamente esperto che ha l’assoluto controllo di sé e del proprio sapere e in grado di adattare questo alla reale esigenza del momento.

Per riuscire a creare un momento allenante che sia allo stesso tempo sicuro, funzionale e divertente, nel karate è necessario instaurare con i compagni un rapporto di reciproco affidamento (rispetto delle regole) e di collaborazione fattiva. Quanto più e quanto meglio si realizzeranno condizioni di complessità situazionali (relativamente alle possibilità di ognuno) e di dinamismo motorio, tanto più e meglio si riuscirà a progredire nella capacità di esercitare un controllo sul proprio corpo e sul proprio carattere.

La consapevolezza dell’importanza dei partners e delle loro valenze, per poter progredire personalmente nell’acquisizione della capacità di prestazione, comporta l’instaurazione di un rapporto di collaborazione molto stretto, che coinvolge la dimensione affettivo-morale della personalità e che porta all’instaurazione di un rapporto di profonda solidarietà, che difficilmente si incrinerebbe anche quando il partner dovesse divenire antagonista in una competizione sportiva. La verifica continua, all’interno delle situazioni di allenamento, delle proprie capacità e dei propri limiti e la contestazione dell’indispensabilità della collaborazione dei partner per il loro superamento, attivano processi molto efficaci di comunicazione e di socializzazione, che vengono ulteriormente rafforzati dal contesto del sodalizio sportivo.

E' facile, quindi, concludere che l'esercizio di comportamenti e pratiche intenzionalmente rappresentative di aggressività ma non violente, nell’ambito di un contesto sportivo rituale, governato da regole molto precise e severe, determina l’interiorizzazione, da parte dei praticanti, di valori che sono esattamente agli antipodi rispetto ai modelli “sociopatici” della virilità aggressiva, proposti da una parte della società odierna, spesso mediante un certo tipo di cinematografia purtroppo molto diffusa.

Le discipline orientali si caratterizzano, inoltre, per lo studio e la pratica di tecniche di respirazioni e meditazione volte a migliorare e recuperare il proprio equilibrio interiore. Nell’odierna società dove i ritmi di vita si fanno sempre più frenetici e le ambizioni di successo sociale sempre più alte e di sempre più difficile realizzazione, spesso gli individui anche in giovane età sono preda di stati ansiosi che possono divenire vere e proprie depressioni.

Le antiche tecniche di respirazione e di meditazione possono essere, opportunamente adattate, un efficace strumento per contrastare stati ansiosi, acquisire consapevolezza delle proprie possibilità, per imparare, in definitiva, a “conquistare” e mantenere la propria armonia interiore.

 


Quali sono le arti marziali e come si differenziano?

 

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