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ARTE MARZIALE E CAPACITÀ DI AUTODIFESA OGGI

considerazioni sulla reale valenza marziale dei corsi di arti marziali finalizzati allo sviluppo dell'autodifesa

Molto frequenti sono, oggi giorno, le offerte di corsi finalizzati allo sviluppo di una capacità di autodifesa.

Una domanda sorge spontanea: tali corsi riescono a realizzare tale finalità? Ed eventualmente in quale misura? Come valutare la funzionalità del corso proposto?

 

L'importanza di adattare il corso in base alle caratteristiche individuali

Lo sviluppo di un attitudine marziale reale, per mezzo di tecniche appositamente ideate, richiede sicuramente molto tempo ed impegno, ma quanto? La risposta, in primo luogo, è relativa ad una serie di parametri iniziali di riferimento quali le capacità individuali del praticante (età, capacita fisiche, psichiche, ecc) e la individuazione del livello considerato accettabile.

Questa prima considerazione evidenzia come, essendo le variabili individuali molteplici, un approccio corretto dovrebbe essere il più possibile soggettivo. In altre parole, il taglio tecnico-atletico-psicologico dovrebbe essere studiato in modo speciale per il singolo praticante.

È come per i vestiti, l'ideale è quello di disporre di un sarto che sappia cucire addosso ad ognuno il proprio vestito; deve essere il vestito ad adattarsi alla persona! Allo stesso modo l'approccio tecnico dovrà adattarsi al praticante, tenendo conto delle sue caratteristiche intrinseche.

Questa prima conclusione porta ad affermare che un buon insegnante dovrà, quindi, tener conto dei singoli, e, se ne è in grado, adattare la propria conoscenza per creare di volta in volta “il vestito giusto”. La proposizione di corsi ed insegnamenti stereotipati, ad avviso dello scrivente, porta a risultati modesti.

Altra conseguenza di quanto sopra detto è che saranno da prevedere momenti di lezione individuale, da alternare a lezioni di gruppo, dove lo studente marziale potrà testare le capacità acquisite mediante il confronto con altri adepti.

Un'ultima considerazione sul tema del relativismo tecnico: sono presuntuose – o frutto di ignoranza – le affermazioni per le quali la tale arte marziale sarebbe migliore/più efficace dell'altra. È, infatti, evidente come l'arte marziale “giusta” sia diversa per ognuno, proprio come il vestito del sarto, per me potrebbe essere più funzionale il karate ma per un altro potrebbe essere la lotta libera.

Quello che è di grande importanza è riuscire ad individuare la propria arte marziale e praticarla al meglio delle proprie possibilità sotto la guida, possibilmente, di insegnanti adeguatamente preparati.

 

Arti marziali: quale scegliere?

 

Frequentare un corso di autodifesa: quale obiettivo?

Il secondo aspetto utile a determinare l'impegno necessario, è quello dell'esatta individuazione dell'obbiettivo. È, infatti, chiaro che se il fine è quello di aumentare di un minimo le possibilità reazione in una situazione di potenziale pericolo fisico, può essere sufficiente 20 ore di lezione, le quali saranno volte prevalentemente a stimolare un livello di attenzione e un'attitudine comportamentale improntati alla sicurezza di se stessi in situazione di pericolo (distanza di sicurezza, capacità di evitare il conflitto, di valutare la pericolosità del potenziale aggressore, ecc).

Altra è la risposta se l'obbiettivo è quello di sviluppare una capacità marziale da testare continuamente mediante il confronto – combattimento libero – con altri adepti. Tale obbiettivo porterà, inevitabilmente, ad una strada lunghissima e bellissima, per alcuni infinita; finirà, infatti, solo quando il guerriero, essendo riuscito, infine, a vincere se stesso, non avrà più necessità di confrontarsi.

 

Come scegliere un corso di autodifesa

Al fine di tentare di dare una risposta al terzo quesito iniziale – come valutare un corso – di seguito si elenca, brevemente, quattro valenze fondamentali che qualsiasi studio finalizzato all'apprendimento marziale dovrà sviluppare ed evolvere.

  1. Preparazione atletica e condizionamento fisico: è evidente che la capacità di reagire in maniera adeguata alle più disparate e spesso imprevedibili forme di aggressione non può prescindere da una adeguata preparazione del nostro corpo. Dobbiamo, infatti, tenere presente che ogni nostra azione si avvale del nostro io fisico, ed è chiaro che se esso è pronto ed allenato i risultati saranno ottimali. Inoltre, la consapevolezza di un adeguato stato corporeo andrà ad incidere sulla nostra emotività dandoci sicurezza. Parallelamente alla preparazione puramente atletica il praticante dovrà abituare la propria mente alle sensazioni che potranno essere inviate dal fisico quando questo si troverà in situazioni di particolare difficoltà. Dovrà così, per quanto possibile essere allenata la capacità di convivere, in certi momenti, con il dolore e la fatica.

  2. Sviluppo delle capacità coordinative: di fondamentale importanza, affinché la nostra reazione possa risultare efficace, è il possesso di un adeguato controllo corporeo. Ogni potenziale aggressione è, infatti, un evento a se stante unico ed irripetibile. La situazione, così come ricostruita nella fase allenante, non sarà mai esattamente la stessa di quella reale. Per questo è necessaria un elevata capacità coordinativa che ci consenta di adattare le nostre conoscenze tecniche alla situazione di specie, adattamento che dovrà compiersi in frazioni di secondo

  3. Sviluppo del proprio controllo emotivo: la capacità di mantenere il controllo sulla propria emotività è presupposto essenziale affinché sia possibile sfruttare le potenzialità di difesa acquisite con l’allenamento degli altri fattori. E’ evidente che se il panico, una pulsione aggressiva, l’insicurezza o anche un eccesso di sicurezza dovessero avere il sopravvento, la possibilità di compiere azioni errate e inadeguate saranno elevatissime. Mediante la pratica regolare delle arti marziali è possibile migliorare quotidianamente le nostre capacità di autocontrollo, così come la propria autostima.

  4. Studio della tecnica marziale: la capacità di reagire ad una situazione di difficoltà non potrà prescindere dall’apprendimento di un bagaglio di tecnica marziale, che quanto più sarà ampio tanto più permetterà al praticante preparato di poter scegliere tra un ventaglio di possibili reazioni quella più efficace nel momento specifico.

Concludo sottolineando come il punto quattro sia realisticamente funzionale solo se sono state evolute le altre capacità, ricordando che la tecnica è un mero strumento, peraltro, stereotipato alla situazione ideale (sempre diversa da quella reale), e che per un efficace utilizzo della stessa dobbiamo aver la capacità di riadattarla al contesto in essere, tale capacità è strettamente legata allo sviluppo delle prime tre capacità su elencate.

 

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