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ABBIGLIAMENTO PER ARTI MARZIALI: IL VESTITO FA RITO

Il mondo dell’abbigliamento per le arti marziali è tanto sacro quanto lo sono le arti marziali stesse. Un mondo sacro e vario: la cintura che svela l’esperienza, l’uniforme che veicola energia durante le pratiche interne che diventa tutt’uno col tappetino su cui si pratica

La tutina gialla di Uma in Kill Bill? I pantaloni sotto al petto sudato e graffiato di Bruce Lee nella scena finale dei Tre dell’Operazione Drago? Le canottierine attillate alla Van Damme? O, in alternativa, una bella pelliccia bianca e nera ispirata a Kung Fu Panda?

I costumisti cinematografici sono bravi a evocare un concetto fondamentale che riguarda il mondo dell’abbigliamento per arti marziali: il vestito è una porzione importante del rito che si compie ogni qual volta ci si allena.

Al pari del tempo che s’impiega per montare il tatami o sistemare spade, katane o nunchaku, il momento della vestizione, che sia più o meno lento (spesso dipende dal ritardo con cui si arriva in palestra), è comunque indispensabile, è una fase in cui l’atleta si prepara a fare quel lucido vuoto mentale che è componente essenziale negli sport da combattimento.

 

L’abbigliamento di arte marziale in arte marziale

Sento che hai messo / la tua voce da combattimento / per dirmi parole che conosco già. Le parole in musica sono di un bravo autore italiano, Gianmaria Testa, che nella canzone Voce da combattimento ha trovato un bel modo per indicare una tempesta in arrivo nei cuori di due amanti. E se uno invece mette, non la voce, ma la divisa da combattimento? Che significa? Innanzitutto, non esiste una sola tipologia di divisa, ma l’abbigliamento varia a seconda dell’arte marziale che si pratica.

Il judogi, ad esempio, è l’uniforme tipica di coloro che praticano la via della cedevolezza, ovvero il judo, e seppure entrambe siano bianche, differisce dal katagi, l’uniforme professionale di chi pratica il karate. Più simili tra loro sono le divise di chi pratica il tai chi chuan o il kung fu.

L’abbigliamento del taekwondo prevede invece il do-bok, una specie di kimono con cintura che può avere collo bianco o nero.

Un esperto del kendo, arte giapponese della spada, indosserà un’armatura (bogu) costituita da men (copertura di testa, viso, spalle, gola), do (corpetto rigido), tare (cinta intorno ai fianchi), kote (fazzoletto che viene legato alla testa prima di indossare il men).

L’abbigliamento che si utilizza nella pratica dell’aikido è composto dal dogi e dall’hakama. Questa uniforme, è confezionata in cotone bianco molto robusto ed è composta di una giacca ampia e comoda, da un paio di pantaloni rinforzati sulle ginocchia e da una cintura (bianca per tutti i gradi Kyu e nera per tutti i gradi Dan).

 

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Dove trovare l'abbigliamento adatto

La dimensione dell’abbigliamento per le arti marziali è un pianeta tutto da scoprire attorno al quale orbita un altro mondo che è quello degli accessori per le arti marziali, fatto di custodie, borse, gadgets, bastoni, protezioni, armi, sacchi, guanti.

Per un elenco esaustivo dei fornitori di abbigliamento e accessori per le arti marziali, vi rimandiamo a 100% Martial Arts, il sito italiano sulle arti marziali e gli sport da combattimento.

Su Fightstore.it potete acquistare prodotti di abbigliamento arti marziali con un clic, mentre, se avete un pomeriggio e volete trastullarvi con calma, con gli avambracci poggiati sul carrello, meglio se in buona compagnia, potete sempre fare un salto da Decathlon, uno dei rivenditori più forniti nel campo dell'abbigliamento per le arti marziali, che ha 59 punti vendita sparsi in tutta Italia, da Milano a Siracusa e Catanzaro, passando per Roma e molte altre città.

 

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Immagine | Kyz

 

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