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MEDICINA NATURALE E DISCIPLINE OLISTICHE

Antiginnastica

L'antiginnastica è una tecnica terapeutica che con movimenti lenti e misurati del corpo porta un riequilibrio muscolare. Scopriamola meglio.

>  Che cos'è l'antiginnastica

>  Benefici e controindicazioni

>  Per chi è utile l'antiginnastica

>  La legge in Italia e all'estero

>  Curiosità sull'antiginnastica

Antiginnastica


Che cos'è l'antiginnastica

L’antiginnastica è una tecnica terapeutica dal nome curioso che propone movimenti lenti e misurati del corpo, finalizzati a un vero e proprio riequilibrio muscolare e alla cognizione corporea soggettiva. L’obiettivo di questo metodo non è unicamente quello di allungare i muscoli ma, mediante la ripetizione di peculiari movimenti, anche di integrare lo stato di benessere così acquisito nelle azioni quotidiane. Da un corpo contratto e sofferente, grazie a questa tecnica, si va verso un corpo pieno di energie e agilità. 

I movimenti dell’antiginnastica sono stati creati da Thérèse Bertherat, basandosi sui principi del metodo Mézières. Si tratta di una classe di esercizi che hanno come comun denominatore un lavoro cosciente su se stessi, finalizzato a scovare il luogo in cui si celano le tensioni per alleviarle tramite movimenti di estensione della muscolatura posteriore, in particolare delle catene cinetiche. Queste catene cinetiche sono rappresentate dai tessuti muscolari che generalmente usiamo nella posizione eretta e che, col passare del tempo, tendono a ridursi, indurirsi e indolenzirsi. Il rilassamento dei muscoli posteriori permette il recupero automatico della funzionalità degli altri muscoli, consentendo armonia ed equilibrio al resto del corpo.  

 

Benefici e controindicazioni

L’antiginnastica consente di recuperare la mobilità e la vitalità di quei muscoli che gli eventi della vita tendono a contrarre, accorciare e atrofizzare. Grazie a piccolissimi ed estremamente precisi movimenti, che rispettano la fisiologia e la chinesiologia muscolare del soggetto, si è in grado di ridestare tutte le zone dimenticate e remote del nostro corpo, spezzando le catene della rigidità, seppur senza mai forzare l’ampiezza articolare della persona. 

Il beneficio principale e al tempo stesso la chiave dell’antiginnastica è quello di far lavorare i propri muscoli per sé e non contro se stessi. Infatti, la tecnica non si limita all’aspetto meccanico, ma indaga gli aspetti emotivi e le correlazioni psichiche in una prospettiva globale di corpo e mente. Rappresenta uno strumento efficace che consente di uscire da modelli di movimenti e di gesti stereotipati (che spesso si fa fatica a correggere), a eliminare la stanchezza fisica e mentale, a dare respiro e vitalità a tutti i muscoli del corpo e a permettere a tutto l’organismo di funzionare in modo equilibrato.

L’antiginnastica non ha controindicazioni, eccezion fatta per malattie che impediscano i movimenti.

 

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Per chi è utile l'antiginnastica

Il nome invoglierà particolarmente i più pigri. In effetti, l’antiginnastica è di gran lunga avulsa dalle sudate in palestra e può essere praticata comodamente a casa. È particolarmente indicata per la correzione di difetti posturali e per coloro che soffrono di dolori muscolari e articolari. L’antiginnastica si rivolge inoltre a coloro che soffrono di stress, stati ansiosi, insonnia, mal di testa e difficoltà digestive e intestinali. Può inoltre rivelarsi un aiuto determinante per cervicalgie e lombalgie da contratture muscolari e per patologie come lordosi, cifosi e scoliosi. 

 

La legge in Italia e all’estero

Per poter insegnare l’antiginnastica, in Italia è sufficiente formarsi per due anni come istruttore. Al termine del secondo anno, all’allievo viene rilasciato un contratto di abilitazione. Vengono consigliati diplomi di chinesiterapia, psicomotricità o psicologia per l’ammissione. L’associazione AGTB, presente in diverse parti del mondo e facente capo a Thérèse Bertherat, propone metodi per praticare l’antiginnastica a casa e corsi per i formatori di antiginnastica

 

Curiosità sull'antiginnastica

Thérèse Bertherat ha scelto il termine “antiginnastica” all’epoca dell’antipsichiatria perché riteneva che alcuni movimenti suggeriti per esercizio non facevano altro che aggravare i problemi del diaframma e della colonna vertebrale. Con le sue parole, “Ci viene detto che è necessario che il nostro corpo si fortifichi, che occorre sudare e traspirare. Allora, per conquistare la forma inforchiamo la bicicletta, ci appendiamo alla spalliera, corriamo fino a perdere il fiato, ci mettiamo a sollevare i pesi. Quello che invece dovremmo fare prima di tutto è aprire gli occhi, prenderci il tempo di guardare il nostro corpo per comprendere come funziona”.

 

Immagine | Sangiorgio.comune.pistoia.it

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