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COME MI ORGANIZZO LA SPESA BIOLOGICA

È possibile fare una spesa biologica senza spendere di più e con i tempi stretti che i nostri ritmi di vita ci impongono? Secondo noi sì e vi raccontiamo come

Alla base delle esigenze di chi ama il biologico c’è la ricerca di cibo più sano, ma anche la voglia di un consumo più critico.

Tutto ciò implica un cambiamento nello stile di vita; chi decide di comprare biologico decide anche di dedicare più tempo alla cucina e a se stesso; di riunciare ai surgelati, ai cibi pronti, e a tutte quelle soluzioni che, se da una parte risultano comode, dall’altra mal si conciliano con le esigenze di un pianeta troppo sfruttato.

Un consumo più critico implica anche l’attenzione alla provenienza e dunque la voglia di privilegiare prodotti a chilometro zero, e al packaging, che, se presente, non deve mai essere di dimensioni esagerate rispetto al prodotto.

 

La spesa biologica: dove?

La prima cosa da fare per chi voglia dedicarsi alla spesa biologica è cercare uno o più fornitori di fiducia oppure iscriversi a un GAS (gruppo di acquisto solidale).

Nel primo caso, bisognerà trovare una o più aziende agricole, non troppo distanti dalla propria abitazione, presso cui recarsi periodicamente per la propria spesa bio.

Nel secondo caso, occorrerà informarsi sul gruppo di acquisto solidale più vicino alla propria città, iscriversi e fare acquisti attraverso il GAS scelto. Ovviamente, si può anche fare l’una e l’altra cosa, cioè iscriversi a un GAS e cercare uno o più fornitori locali di prodotti bio.

 

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Come organizzare la spesa biologica

Una volta trovati i fornitori, bisognerà organizzare la spesa settimanale. Fare una lista della spesa biologica non è proprio come fare la lista quando si deve andare in un impermecato, perché bisogna essere più pronti ad adattarsi a quello che si trova.

In genere, i produttori bio sono piccole aziende e non sempre hanno tutto; bisognerà abituarsi a mangiare solo frutta e verdure di stagione, che, tra l’altro, fa molto bene alla salute e, in generale, sarà necessario a adattarsi a comprare quello che c’è.

Si scopriranno tanti vegetali e cereali mai visti primi e si imparerà a conoscere meglio il proprio territorio e a seguire la stagionalità degli alimenti. Non ha senso mangiare fragole a febbraio e cavolfiori in agosto, la natura ha i suoi cicli e la spesa biologica ci aiuterà a rispettarli.

La lista della spesa settimanale dovrà quindi contenere più che altro una stima della quantità del cibo che pensiamo di poter consumare fino al prossimo appuntamento con il nostro produttore di fiducia, per evitare gli sprechi e portare in tavola il più possibile alimenti freschi.

 

Come organizzare il menu settimanale biologico

Una volta portata a casa la propria spesa biologica bisognerà farne buon uso. Alcuni alimenti vanno consumati freschissimi, altri possono essere conservati in frigo alcuni giorni, altri ancora si possono surgelare cotti o crudi per poter avere qualcosa di pronto quando proprio il tempo stringe e non si riesce a cucinare.

In generale, chi ama la spesa biologica dovrà dedicare un po’ di tempo in più alla preparazione dei cibi, ma con un po’ di organizzazione si può fare tutto. Ecco, dunque, qualche consiglio pratico per fare ottimo uso dei propri acquisti bio:

  • Farsi una scorta mensile di cereali e legumi biologici da utilizzare per zuppe e primi piatti; per chi lavora tutto il giorno fuori casa, basterà metterli in ammollo la mattina e cuocerli la sera, magari mentre si cena, per avere poi un pasto pronto per il giorno successivo.
  • Valutare quanto olio si consuma in un anno e, in autunno, farsi la scorta annuale di olio extravergine d'oliva bio.
  • Farsi una scorta mensile di farine bio, cercando di variare tra i diversi cereali, in modo da avere sempre a portata di mano la materia prima per preparare la propria pizza, la propria base per torte dolci e salate o la propria pasta bio.
  • Se amate mangiare uova, attenzione a non prenderne più del necessario, e comprarle settimanalmente, ovviamente a patto che siano bio e freschissime; le uova, in genere, possono essere conservate in frigorifero per circa 28 giorni, ma è sempre meglio prenderne il minimo indispensabile per il consumo settimanale.
  • Lo stesso discorso vale per latte e derivati; valutare il consumo settimanale di latte e formaggi e preferire quelli biologici, che vengono prodotti nello rispetto dell'ambiente e degli equilibri naturali. Non eccedere nell'acquisto e nel consumo, sia per la natura, sia per motivi di salute. Occorre poi fare attenzione a rivolgersi a produttori certificati, che rispettino tutte le norme igienico-sanitarie, oltre che i dettami dell'agricoltura biologica.
  • Valutare quanta frutta e verdura si consuma in una settimana e non comprarne di più; una volta arrivati a casa, conservare in frigorifero quella che dura qualche giorno (carote, cavoli, finocchi, pomodori…) e cucinare subito quella che appassisce in fretta (spinaci, fiori di zucchina …). Farsi sempre una piccola scorta di verdure e frutti che possono essere conservati anche tutta la settimana (e qualche volta anche oltre) per esempio, in base alla stagionalità, zucche, patate, meloni, angurie…

 

Agricoltura biologica in Italia, crescita in controtendenza

 

Per approfondire:

> I benefici dell'alimentazione biologica

> L'agricoltura biologica

 

Immagine | Apprendista mamma

 

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