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ALIMENTAZIONE CURATIVA

Alimentazione per cistite: quali cibi assumere e quali evitare

L'alimentazione per combattere la cistite deve essere ricca di cibi ad azione antinfiammatoria e diuretica. Scopriamola meglio.

>  1. Che cos'è la cistite

>  2. Alimentazione contro la cistite

>  3. Sapevate che

 

I mirtilli tra gli alimenti utili contro la cistite

Mirtilli contro la cistite

Che cos'è la cistite

Il termine cistite indica un disturbo delle vie urinarie caratterizzato da dolore e/o bruciore mentre si urina e minzioni frequenti, spesso accompagnate da sensazione di vescica non completamente vuota.  L’urina può apparire torbida ed essere maleodorante. Talvolta compaiono anche febbre e sangue nelle urine.

Nel caso in cui si sospetti una cistite, il medico prescrive un’urinocoltura con antibiogramma per valutare la presenza di una carica batterica.

Si tratta di un disturbo piuttosto comune a tutte le età e in entrambi i sessi. Colpisce anche i neonati ed è prevalente nelle donne. Esistono alcuni fattori che predispongono alla comparsa di queste infezioni:

  • Nelle donne: uso di estroprogestinici, impiego di diaframma e spermicidi, numero di parti, menopausa, rapporti sessuali, stitichezza.
  • Negli uomini: stenosi uretrali, ipertrofia o calcoli della prostata.
  • Per entrambi i sessi, poi, ci sono condizioni e patologie che aumentano il rischio di cistite, quali, ad esempio, diabete mellito, ostruzioni delle vie urinarie di varia natura, immunodepressione, calcolosi urinaria, alcune patologie neurologiche.

Specie nelle persone con recidive frequenti, per esempio più di tre episodi in un anno, è utile adottare alcune misure preventive che riguardano essenzialmente l’igiene intima e l’alimentazione.

 

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Cistite, rimedi naturali

 

Alimentazione contro la cistite

L’alimentazione contro la cistite prevede prima di tutta una corretta idratazione. Bere acqua riduce la carica batterica per diluizione; occorre però stare attenti in caso di reflusso vescico-uretrale noto, in quanto si corre il rischio di aggravare il disturbo.

È utile, inoltre, introdurre nell’alimentazione cibi ad azione antinfiammatoria; in caso di cistite funzionano, per esempio, il ribes e i mirtilli.

È consigliabile mangiare ribes e mirtilli freschi o anche bere succhi preparati con questi frutti; in tal caso, però, attenzione ai prodotti confezionati che si scelgono, controllare sempre sull’etichetta che la quantità di ribes contenuta nel succo sia elevata e che la bevanda non abbia zuccheri aggiunti.

Gli zuccheri, infatti, hanno azione infiammatoria; per questo motivo chi offre di cistite dovrebbe evitare, o quantomeno limitare, il consumo di dolci.

Talvolta la cistite può essere causata da batteri presenti nell’intestino che passano nel distretto urogenitale. In tal caso, uno dei migliori modi per prevenire la cistite è curare l’alimentazione per mantenere un buon equilibro intestinale. A tal fine sono sconsigliati, oltre ai dolci, anche formaggi, insaccati e alcolici. Neppure la caffeina è amica di chi soffre di cistite. Durante l’attacco acuto sono, inoltre, da evitare, tutti i cibi piccanti; è quindi bene bandire pepe e peperoncino.

L’alimentazione, nel complesso, dovrebbe essere ricca di cereali integrali, frutta e verdure di stagione, con una maggiore preferenza per i cibi ad azione diuretica, per esempio ananas, fragole, anguria, finocchi e cetrioli.

Oltre all’alimentazione occorre curare particolarmente l’igiene intima. È utile usare solo biancheria in cotone, evitare i pantaloni troppo stretti, utilizzare detergenti intimi delicati, evitare di tenere indosso il costume bagnato in piscina o al mare, andare a urinare subito dopo i rapporti sessuali.

 

Sapevate che

Le infezioni delle vie urinarie sono conosciute e sono state oggetto di studio sin dall’antichità. Per esempio, in alcuni papiri egizi sono state trovate raccomandazioni per alleviare i sintomi della cistite.

Ippocrate identificava nella “disarmonia dei quattro umori” la causa delle infezioni urinarie e raccomandava rimedi quali corretta alimentazione, riposo a letto e uso di alcune erbe curative.

Le malattie urinare sono state studiate anche in epoca romana, nel Medioevo e nei secoli successivi, ma la vera svolta si è avuta nel XX secolo con l’affinarsi delle tecniche diagnostiche e la scoperta dei primi antibiotici. Negli anni Settanta sono stati introdotti i derivati della penicillina (per esempio l’amoxicillina); ciò, se da una parte ha ampliato notevolmente l’efficacia della terapia delle infezioni urinarie, dall’altra ha determinato, nel tempo, la comparsa del fenomeno delle resistenze batteriche ad alcuni antibiotici.

Recenti acquisizioni suggeriscono come possibile cause di malattie urinarie ricorrenti la componente genetica.

 

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