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DOLORI CONTINUI DA FIBROMALGIA? L’AGOPUNTURA TI AIUTA!

La Fibromalgia, che ha una compartecipazione della sfera somatica e psicologica, può migliorare coi rimedi della Medicina Tradizionale Cinese. Ecco perché l'agopuntura funziona!

La Fibromialgia è considerata una sindrome caratterizzata da dolore diffuso, evocabile dalla digitopressione su numerosi punti sensibili (trigger points), rigidità articolare, debolezza muscolare, ed una serie di possibili e molto vari sintomi sistemici, in assenza di una evidente causa organica.

Colpisce circa l'1-2% della popolazione, soprattutto di sesso femminile. Nonostante interessi un numero così importante di pazienti, l’eziologia rimane non chiara. Sono stati studiati molti diversi ambiti: dai disturbi del Sistema nervoso centrale ai disordini del sistema neuroendocrino e del sistema nervoso autonomo, dai disturbi del sonno ai fattori genetici, senza tralasciare i disordini del sistema immunitario e gli aspetti della sfera psichica.

Pertanto i criteri diagnostici sono esclusivamente clinici ed includono:
> dolore accusato in più parti del corpo,
> durata non inferiore a tre mesi
> concomitanza di sintomi somatici.

Gli approcci terapeutici alla Fibromialgia sono molteplici e secondo le linee guida USA (National  Guidelines Clearing House, 2009), prendono in considerazione un ampio numero di terapie farmacologiche, le cui raccomandazioni  si articolano su cinque (A - B - C - D - I) livelli: da Grado A, alta evidenza di efficacia, a Grado I, nessuna evidenza di efficacia.

Farmaci antidepressivi, efficaci nel migliorare il sonno, ridurre fatica e dolore, danno normalmente una sensazione di benessere. Il loro meccanismo d’azione nel ridurre il dolore, non del tutto chiaro, potrebbe dipendere dell’aumento di quei neurotrasmettitori che nel midollo spinale inibiscono i segnali nocicettivi.

L’Amitriptilina (classe dei Triciclici) a 50 mg / die e la Duloxetina (classe SNRI - Serotonin and Norepinephrin Reuptake Inhibitors), con un massimo di 120 mg / die, hanno ottenuto un Grado A; la Fluoxetina e la Paroxetina (SSRI) un Grado B; la Venlafaxina (SNRI) ha ottenuto un Grado C; il Citalopram (classe SSRI – Selective Serotonin Reuptake Inhibitors) ha ottenuto un misero Grado D.

Antiepilettici: Il Pregabalin, da 300 a 450 mg / die, ha raggiunto un Grado A, la Gabapentina al dosaggio superiore a 1200 mg al giorno ha raggiunto un Grado B

Altri farmaci: la Ciclobenzaprina, in un dosaggio compreso tra 5 e 20 mg / die ha ottenuto un Grado B: Tramadolo, oppioidi, benzodiazepine, anti-infiammatori non steroidei, magnesio e farmaci ormonali raggiungono solo un Grado C.

Questo incostante risultato della terapia farmacologica allopatica ha determinato da parte del paziente fibromialgico una ricerca verso soluzioni alternative che possano, in qualche modo, lenire le non indifferenti sofferenze fisiche e psicologiche che caratterizzano questa condizione patologica.

Ormai da diversi anni è acclarato che l’Agopuntura sia un’ottima soluzione tanto nel trattamento della sintomatologia dolorosa acuta e cronica, quanto dei disturbi della sfera psichica.

Pertanto anche la fibromialgia, che, come già precedentemente argomentato, ha una compartecipazione della sfera somatica e psicologica, può trarre giovamento dai rimedi della Medicina Tradizionale Cinese.

 

L’agopuntura nella cura della fibromialgia

L’agopuntura è una tecnica, oramai utilizzata in tutto il mondo, molto importante nell’ambito della medicina tradizionale cinese, capace di combattere la malattia, ridonando all'organismo l'equilibrio perduto.

Infatti la malattia viene considerata la conseguenza di uno squilibrio dell'energia vitale ed organica e, pertanto la guarigione si ottiene riequilibrando l'energia e stimolando precisi punti del corpo, chiamati agopunti, scelti opportunamente.

In Medicina tradizionale Cinese la diagnosi avviene seguendo un procedimento molto rigoroso seguendo I QUATTRO METODI:

Ispezionare;Sentire (Ascoltare ed Odorare);Interrogare;Palpare: palpazione generale del corpo (temperatura, umidificazione, tumefazioni) e palpazione dei canali e dei punti.

-         LA DIFFERENZIAZIONE DELLE SINDROMI IN RELAZIONE ALLE OTTO REGOLE DIAGNOSTICHE: o   Interno – Esterno (localizzazione della patologia), o   Freddo - Calore (caratterizzazione della qualità della patologia), o   Deficit - Eccesso (stato del qi essenziale e dei fattori patogeni), o   Yin - Yang (sintesi di tutti gli altri principi).

-         LA DIFFERENZIAZIONE DELLE SINDROMI IN RELAZIONE ALLE SOSTANZE (QI, XUE-SANGUE, LIQUIDI ORGANICI): o   Qi: Deficit, Stasi, ecc. o   Sangue: Deficit, Stasi, Calore, ecc. o   Liquidi organici (Jin Ye): Deficit, Ristagno, ecc.

-         LA DIFFERENZIAZIONE DELLE SINDROMI IN RELAZIONE A ORGANI E VISCERI: o   Organi o Visceri coinvolti, o   Sindromi relative, semplici o complesse.

-         LA DIFFERENZIAZIONE DELLE SINDROMI IN RELAZIONE AI SEI LIVELLI: o   Tai Yang, o   Shao Yang, o   Yang Ming, o   Tai Yin, o   Jue Yin, o   Shao Yin.

-         LA DIFFERENZIAZIONE DELLE SINDROMI IN RELAZIONE AI QUATTRO STRATI: o   Wei Fen, o   Qi Fen , o   Ying Fen, o   Xue Fen.

-         LA DIFFERENZIAZIONE DELLE SINDROMI IN RELAZIONE AI TRE RISCALDATORI       

-         LA DIFFERENZIAZIONE DELLE SINDROMI IN RELAZIONE AI CANALI

-         LA DIFFERENZIAZIONE DELLE SINDROMI IN RELAZIONE AI CINQUE MOVIMENTI

-         LA DIFFERENZIAZIONE DELLE SINDROMI IN RELAZIONE ALL'EZIOLOGIA: o   Fattori climatici (cielo), o   Fattori alimentari (terra), o   Fattori psichici (uomo).

-         PALPAZIONE DEL POLSO valutando i seguenti parametri:

  •  Forza,
  • Ampiezza del calibro,
  • Profondità,
  • Forma del polso,
  • Frequenza,
  • Ritmo.  

La fibromialgia in Medicina Tradizionale Cinese può rientrare in uno dei due seguenti quadri sindromici:
-         vuoto di Sangue e di Yin di Fegato,
-         stasi di Qi e Sangue di Fegato.

I dolori muscolari e cutanei, le parestesie, l’edema cutaneo vengono considerati sintomi correlati ad una ostruzione della circolazione di Qi e Sangue lungo i Meridiani. L’organo strettamente coinvolto  è il Fegato, le cui funzioni principali sono:
-         regolare il fluire del Qi,
-         immagazzinare il Sangue e regolarne così la quantità circolante,
-         controllare muscoli e tendini,  
-         controllare Stomaco e Milza.

La sintomatologia può evolvere nel tempo nel singolo paziente con un aggravarsi del deficit di Sangue fino al vuoto, l’associarsi di un deficit di Yin soprattutto di Rene e Fegato, con favorita della fuga di Yang di Fegato e comparsa di sintomi da Vento di Fegato, in particolare con la comparsa di agitazione.

Inoltre una persistente stasi di Qi di Fegato può trasformarsi in una stasi di Sangue di Fegato con acuirsi della sintomatologia dolorosa o sfociare in un Fuoco di Fegato e nuovamente in Vento di Fegato.

Il prevalere del deficit di Yin e Xue/Sangue darà origine a sintomi quali: astenia, vertigini, ansia, amnesia, insonnia, sogni, palpitazioni e sarà caratterizzato da una lingua con scarso induito ed un polso fine. I sintomi, in caso di vuoto di Yin saranno soprattutto notturni:
-         viso emaciato e zigomi rossi,
  -         agitazione,
-         inquietudine,
-         sudori notturni,
-         secchezza delle mucose,
-         feci  secche con lingua rossa e spellata
-         polso rapido.  
Se è preponderante il vuoto di Xue, i sintomi saranno soprattutto diurni:
-         viso pallido e smorto,
-         turbe del visus,
-         tremori,
-         oligo-amenorrea,
-         intorpidimento,
-         dolori muscolari
-         lingua pallida
-         polso aspro.   

Nel quadro da stasi di Qi di Fegato il disarmonico fluire di Qi e Sangue può evolvere in numerosi quadri che talora si alternano in fasi diverse nello stesso paziente quali: stasi di Xue, disarmonia di Fegato e Milza, Tan o Fuoco di Fegato con conseguenti vuoto di Yin, Calore da Vuoto e fuga di Yang di Fegato.

Il protocollo terapeutico della fibromialgia prevede:
-         LR 3, SP 6, GB 34, GB 20 come punti comuni nei vari quadri sindromici;
-         LR 8, BL 18, BL 17, ST 36, BL 20 nel vuoto di Sangue di Fegato;
-         KI 6, KI 2, GV 14 nel vuoto di Yin di Fegato e Rene;
-         PC 6, CV 17, CV 12, CV 6 nella stasi di Qi di Fegato;
-         Punti Ashi corrispondenti ai punti tender points.

L’agopuntura ha un effetto positivo nel trattamento della fibromialgia e sinergico con il trattamento in medicina occidentale antalgica e antidepressiva.
Ma anche se l’agopuntura è  fondata su basi completamente differenti rispetto alla Medicina Occidentale, quest’ultima ha dovuto, probabilmente suo malgrado, ammettere le evidenze scientifiche che spiegano, dal punto di vista neurofisiologico, gli ottimi risultati di questa millenaria metodica.  

Minor resistenza elettrica cutanea
Studi scientifici hanno evidenziato che a livello degli agopunti l'impedenza cutanea è minore rispetto all'area circostante essendo la cute attraversata dall’elettricità con maggiore facilità: se solitamente la cute presenta una resistenza elettrica che varia da 200.000 a 2.000.000 Ohm, a livello dei punti usati in agopuntura questi valori scendono al di sotto di 50.000 Ohm. Si ritiene che questo fenomeno possa dipendere da una diminuzione dello spessore della cute e dalla presenza di una maggiore quantità di acqua nella sede dell'agopunto e dalla modificazione locale della concentrazione di oligoelementi riscontrata da alcuni ricercatori.  

Rapporti con i tronchi vasculo-nervosi  
La maggior parte degli agopunti in profondità contrae stretti rapporti con i tronchi vascolo-nervosi, che possiedono pareti vascolari riccamente innervate; non a caso il decorso di alcuni meridiani coincide addirittura con quello di importanti tronchi vascolari e/o nervosi.  

Maggior concentrazione di terminazioni nervose  
È stato riscontrato che in corrispondenza degli agopunti vi è una maggiore concentrazione di terminazioni nervose libere, maggior numero di cellule di reticolina e una diminuzione della fibrosità tessutale e un minore spessore della cute. Infatti recettori nocicettivi, propriocettivi e termici, sono coinvolti nella conduzione dello stimolo agopunturale.  

Ma come è fatto un agopunto?
Innanzitutto spesso coincide con una fossetta o una depressione facilmente palpabile all'interno della compagine tessutale; all'interno di un'area dotata di maggiore compattezza il punto di agopuntura corrisponde ad una piccola zona “cedevole”. Da circa un secolo si utilizza il termine “tender” per descrivere punti dotati di una particolare sofficità presenti all'interno di aree somatiche interessate da patologie di tipo reumatico.

Già nel 1841 Valleix evidenziò la presenza di punti situati nel contesto del tessuto muscolare la cui palpazione era in grado di provocare dolore localmente e a distanza. Studi successivi (in particolare quelli di Travell e Simons) hanno approfondito la realtà anatomo-funzionale di queste piccole aree, spesso dolenti spontaneamente e comunque capaci di provocare dolore locale e riferito, se sottoposte a pressione. Il trigger point è stato descritto come una zona di aumentata richiesta metabolica o di diminuito metabolismo energetico, in cui e stata documentata un'alterazione di tipo ischemico, che può essere rappresentata come un’area circoscritta di irritazione calda all’interno di una zona fredda per ridotto afflusso ematico. Tale area, riscontrata realmente calda tramite misurazione con termocoppia è sede di una alterazione tessutale caratterizzata da irritazione dei recettori nervosi ed eccitazione delle fibre efferenti, da cui derivano i fenomeni patologici locali e proiettati. La quasi totalità dei trigger-point coincide con i punti di agopuntura, che, appunto, ne condividono le caratteristiche. Specie a livello del tronco, dove la cute è sollevabile in larghe pliche, gli agopunti spesso coincidono con aree di infarcimento cellulitico sottocutaneo assai dolorose al pinzettamento. Queste zone aumentano il loro spessore e la loro dolorabilità in caso di sofferenza di tipo infiammatorio degli organi ad esse correlate.  


Ma quali sono i principali effetti terapeutici?


L’agopuntura ha azione:
·       

  • Vasomodulatoria e trofica, ·       
  • Antiinfiammatoria ed immunomodulatoria, ·       
  • Antalgica, ·       
  • Decontratturante ed antispastica, ·       
  • Sedativa, antidepressiva ed ansiolitica, ·       
  • Regolatrice neuro-ormonale.  

In questo senso, esperimenti eseguiti presso Istituti Universitari europei ed extraeuropei, hanno dimostrato che l'azione analgesica dell'agopuntura è dovuta:
a)   alla stimolazione delle fibre mieliniche di tipo Aδ  che mandano  impulsi a livello spinale  attivando tre livelli:
1.   spinale,
2.   mesencefalico,
3.   ipotalamico-talamico-epifisario.
b)   attraverso l’increzione di :

  • β-endorfine,
  • dinorfine,
  • enkefaline.  

Si sottolinea che l'effetto sedativo dell'agopuntura si riscontra sia clinicamente, sia mediante elettroencefalogramma, mostrando, in un’alta percentuale di casi, nel corso del trattamento di agopuntura, le caratteristiche onde del pre-sonno.

Altro effetto scientificamente provato è il potenziamento delle difese organiche durante il trattamento: infatti, comuni prove di laboratorio hanno messo in evidenza un incremento significativo delle gamma e beta globuline associato ad un aumento del potere fagocitario dei globuli bianchi. Altro effetto clinicamente rilevabile è l’azione di equilibrio generale, oltre che specificamente riferito a certe funzioni: per esempio è stato notato che certi punti di agopuntura agiscono sia sulla pressione arteriosa, altri nelle coliti atoniche o spastiche oppure nella stitichezza.

Una terapia quindi che abbia una dimostrata azione analgesica, sedativa, antiinfiammatoria, e antiallergica, oltre che di equilibrio generale e settoriale, può già dare un'idea delle possibilità di applicazione  nei più svariati campi della patologia umana.

Ciò non significa che l'agopuntura vada considerata la panacea di tutti i mali, ma anch'essa, come ogni tipo di trattamento medico, ha i suoi limiti, però può risultare estremamente utile in una innumerevole varietà di condizioni morbose, che fin troppo spesso la Medicina Occidentale tratta in modo insoddisfacente o addirittura fallimentare.

 

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