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L’ARTRITE REUMATOIDE IN AGOPUNTURA

L'Agopuntura quale medicina energetica classifica l’Artrite reumatoide nel gruppo delle Sindromi bi, ossia nelle sindromi dolorose ostruttive, di tipo cronico e progressivo, resistenti ai trattamenti, in cui una Xiè Qi o noxa patogena come freddo, calore, umidità e vento. penetra in profondità causando un’alterazione dell’armonico fluire dell’energia Qi e del sangue Xue nei meridiani”. L’Agopuntura, si è visto, può dare buoni risultati sia sul dolore che sulla prevenzione delle possibili evoluzioni invalidanti di questa patologia.

Le patologie reumatiche sono fra le malattie più diffuse nella popolazione italiana, dopo le patologie cardiovascolari e tumorali; si calcola, infatti, che siano 5 milioni i pazienti che soffrono di Malattie Reumatiche, di cui 287 mila presentano caratteristiche di gravità ed evolutività diverse sino ad arrivare all’invalidità permanente (Associazione Nazionale Malattie Reumatiche - ANMAR 2008); si tratta quindi, di una serie di patologie infiammatorie croniche e degenerative con un grande impatto sulla morbilità e disabilità, tanto da compromettere, in molti casi, le aspettative di vita dei soggetti colpiti.

Una recente indagine ISTAT (MultiScopo 2010) sulle Malattie Reumatiche più diffuse in Italia, ha evidenziato come l’Artrite Reumatoide (RA) e l’Artrosi colpiscano il 17,3% della popolazione interessata, con un aumento della prevalenza delle malattie reumatiche in rapporto all’età e indipendente dal sesso. In particolare lo studio ha rilevato come l’RA sia una patologia che presenta una prevalenza nel sesso femminile del 22,1%, contro il 12,1% del sesso maschile, con lo stesso andamento dell’osteoporosi (12% contro 1%). L’Artrite Reumatoide riveste, quindi, un ruolo preminente nelle patologie infiammatorie degenerative a carico delle articolazioni, la sua diffusione nella popolazione italiana è, infatti, stimata intorno al 38,8% (ISTAT 2009).

L’AR è la forma di artrite infiammatoria più comune, essa viene classificata fra le malattia autoimmune ad eziologia ancora non ben definita e viene caratterizzata da una artrite simmetrica erosiva, con frequente coinvolgimento dei distretti extra-articolari. Nella maggior parte dei casi, la malattia è caratterizzata da un decorso cronico con riacutizzazioni e remissioni, che conduce ad una progressiva distruzione delle articolazioni interessate, con deformità e perdita della funzionalità, che spesso porta sino all’invalidità, con conseguente riduzione delle aspettative di vita del paziente. Numerosi studi epidemiologici internazionali sulla RA riportano, a seconda della razza, del sesso e delle caratteristiche dei dati raccolti, valori di prevalenza che variano dallo 0,33% al 6,8% ed un’incidenza da 12 a 1200 per 100000 abitanti.

La malattia presenta un interessamento prevalente del sesso femminile, due volte più del sesso maschile sino all’età media, per poi decresce col progredire nell’età, mentre nel sesso maschile l’incidenza tende ad aumentare con l’età. L’esordio della malattia si colloca tra i 20 e 50 anni di età, tuttavia l’incidenza nella donna tra i 60 e64 anni è sei volte maggiore, rispetto a quella dei soggetti più giovani. Esiste anche, una forma giovanile della malattia che può colpire i bambini e ragazzi di età inferiore ai 16 anni. Le donne sono generalmente più colpite degli uomini con un rapporto di 3 a 1, probabilmente a causa di un effetto stimolatore sul sistema immunitario degli ormoni estrogeni.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la prevalenza dell’AR nel mondo è stimata tra lo 0,3 e l’1% , con una maggiore presenza tra la donne e nei paesi ricchi ed industrializzati, mentre per quanto riguarda l’Osteoartrite la prevalenza si attesta sul 9,6% negli uomini e il 18% nelle donne con più di 60 anni (OMS 2003).

In Italia il numero dei malati di AR si aggira attorno ai 400.000, di cui 5000 sono i pazienti che presentano la forma grave della malattia; la prevalenza, secondo vari studi, è stimata tra lo 0.3-0.6% del totale; la patologia presenta, inoltre, una variabilità di espressioni cliniche, che spesso hanno un impatto negativo sulla vita dei malati, è stato, infatti calcolato che circa il 80% dei soggetti, a 20 anni dall’esordio della malattia, presenta da uno a più gradi di disabilità o va incontro ad una serie di comorbidità come: malattia cardiovascolare, infezioni, neoplasie, patologie gastrointestinali e osteoporosi, che incidono variamente sull’attività lavorativa dei soggetti colpiti.

Tale invalidità al lavoro rappresenta un grande costo sociale calcolato, da uno studio di settore, in 23 milioni di giornate lavorative perse, con una spese di oltre 2 miliardi di euro da parte del SSN (ANMAR 2008).

L’AR rappresenta, quindi, un importante problema clinico nel campo delle malattie reumatiche sia per la Medicina Occidentale, data l’elevata tossicità dei farmaci tutt’oggi utilizzati per il trattamento, anche se nuovi tipi di farmaci biologici, meno invasivi, ma molto costosi, iniziano ad essere a disposizione per la cura; sia per la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), dove non è presente una corrispondente sindrome clinica, ma che classifica l’AR nel gruppo delle Sindromi bi, ossia nelle sindromi dolorose ostruttive, di tipo cronico e progressivo, resistenti ai trattamenti, in cui una Xiè Qi o noxa patogena come freddo, calore, umidità e vento” penetra in profondità causando un’alterazione dell’armonico fluire dell’energia Qi e del sangue Xue nei meridiani”. 

Dal punto di vista fisiopatologico i malati di AR presentano numerose alterazioni della risposta immunitaria anche su base genetica, ossia presentano il “terreno genetico” che rappresenta la predisposizione ad ammalare, questo può essere rappresentato da :

1.   Un’anomala attivazione delle cellule linfocitarie (T-Helper) nella membrana sinoviale a livello articolare e quindi della risposta immunitaria (antigene-anticorpo) con formazione di auto-anticorpi a livello sinoviale.

2.   Anomalie a livello endocrino : come ad es. il ridotto livello di testosterone nei soggetti maschi con RA, oppure il miglioramento delle condizioni patologiche dell'AR nel 75% circa, delle donne durante la gravidanza.

3.   A cui vanno aggiunti fattori non genetici come l’età, l’esposizione al fumo, i fattori alimentari e gli agenti infettivi (Parvovirus, Rosolia, Epstein_Barr, Borrelia), che possono agire come fattori scatenanti la malattia, perché aumentano/alterano la risposta immunitaria, “primum movens” dell’RA.


Il meccanismo patogenetico ipotizzato, infatti, prevede che l'alterata risposta immunitaria porti ad un’infiammazione delle membrana sinoviale con proliferazione cellulare e formazione del panno sinoviale, ricco di enzimi proteolitici, che arriva ad intaccare la cartilagine articolare distruggendola, a questa segue l’attivazione osteoclastica degli osteociti, che porta alla distruzione dell'osso stesso. In questo processo infiammatorio articolare vengono coinvolte anche le strutture periarticolari (tendini, ligamenti, capsula articolare) con conseguenti alterazioni articolari, a cui seguono deformità e anchilosi secondarie ai processi di rimodellamento osseo

 

Un’interpretazione dei fattori patogenetici della RA è possibile anche in MTC esiste, infatti, una stretta correlazione fra la netta prevalenza della malattia nel sesso femminile in età adulta, fra i 40 e 50 anni e il declino energetico della Loggia Renale e quindi, dell’organo o zang Rene con tutte le sue molteplici funzioni (renale vera e propria e riproduttiva), tale declino diviene rapido e conclamato soprattutto nelle donne in quella fascia di età; mentre la familiarità, intesa come particolarità del sistema HLA in MTC può essere definita come una componente costituzionale del soggetto che lo porta ad ammalarsi. Anche molti dei fattori favorenti/scatenanti questa patologia autoimmune dal punto di vista occidentale quali: stress fisici ed emotivi, precedenti infettivi, inquinamento ambientale ecc., in Medicina Tradizionale Cinese vengono individuati come fattori che vanno ad indebolire il Qi difensivo o energia difensiva dell’individuo, aumentando così la vulnerabilità della persona.

Il primo sintomo del rallentamento e poi dell’ostruzione del libero fluire dell’energia o del Qi e del sangue (xuè) nei meridiani è il dolore articolare (dolor) di tipo evolutivo, che interessa le articolazioni; mentre un ostacolo alla circolazione del sangue causa un alterato nutrimento di muscoli, tendini e delle articolazioni stesse. Nella fase successiva e conclamata dell’RA sono predominanti i segni di Umidità, in quanto si ha stagnazione dell’energia e formazione dei Tan : le articolazioni appaiono infatti, tumefatte per la presenza di versamento, vi è edema delle parti molli e dolore fisso, profondo e di tipo gravativo, con limitazione dei movimenti al mattino.

I segni di Calore, invece, si manifestano al perdurare della noxa patogena (Energia perversa esterna), compaiono, così, arrossamento (rubor) e aumento della temperatura (calor) delle articolazioni interessate, accompagnata o meno da febbricola/febbre nella fase che precede l’esordio della malattia, con alterazione dei parametri ematochimici (leucocitosi e aumento di VES e PCR). L’addensamento dell’umidità operata dal calore che si viene a creare, provoca a sua volta un accumulo di mucoproteine e immuno-complessi, che infiltrando la membrana sinoviale si diffondono al liquido infiammatorio, producendo una condizione di Flegma sempre più difficile da risolvere.

La presenza del dolore e soprattutto delle sue caratteristiche variazioni, in ragione del macro-microclima, confermano il legame patogenetico con il principale fattore energetico perverso esterno ossia il Vento esterno, che guida all’interno del corpo altri fattori patogeni come freddo e umidità, associato alla presenza di un indebolimento a livello dello “spazio tra la pelle e i muscoli”, denominato in MTC Cou li , ossia lo spazio dove circola il Qi difensivo, che protegge l’organismo dai fattori patogeni esterni. 

 

L'Artrite Reumatoide può presentare caratteristiche di esordio particolari e diverse nei vari soggetti colpiti. Ogni malato presenta, quindi, “la sua malattia”, caratterizzata da fase di esacerbazioni seguite da periodi di remissione. Risulta comunque possibile descrivere i principali sintomi e i segni comuni della patologia : 

Nella Fase precoce di esordio della malattia avremo :

a. tumefazione con dolore bilaterale e simmetrico delle piccole articolazioni : mani, polsi, gomiti, ginocchia, piedi b. coinvolgimento delle spalle, caviglie e collo (più tardivamente)

b. rigidità al risveglio mattutino, di durata prolungata con riduzione del movimento

c. febbricola, malessere ed astenia (frequenti). 

Nelle Fasi più avanzate dell'AR, oltre ai sintomi precedentemente descritti, possono comparire:

 a. contratture in flessione e deformità articolari caratteristiche :

- deformità a "boutonniere" dell'articolazione inter-falangea prossimale;

- deformità a "collo di cigno"per iper-estensione dell’articolazione inter-falangea con flessione;

b. coinvolgimento di organi e apparati extra-articolari come : noduli reumatoidi cutanei; interstiziopatia nodulare polmonare e polmoniti; patologie a carico dell’occhio; neuriti e sindromi da compressione di nervi periferici (Sindrome del tunnel carpale); vasculiti, miocarditi, pericarditi o difetti della conduzione del cuore; anemia, trombocitopenia, eosinofilia e altre patologie del sangue; glomerulo nefrite e altre patologie a carico del rene. 

 

La diagnosi classica di RA si basa sui seguenti criteri (American College Rheumatology 2002) :  1.   Rigidità mattutina articolare di almeno 1 ora prima del massimo miglioramento.

2.   Artrite di tre o più aree articolari osservata da un medico.

3.   Artrite di almeno una delle articolazioni delle mani : polsi, metacarpo-falangee, inter-falangee prossimali

 4.   Artrite simmetrica : interessamento delle stesse aree articolari di entrambe i lati del corpo. 

 5.   Noduli reumatoidi : ossia noduli sottocutanei a livello di prominenze ossee interessate.

 6.   Fattore reumatoide sierico : presenza di fattore reumatoide a titolo significativo nel sangue.

 7.   Alterazioni radiologiche tipiche : erosioni o osteoporosi iuxta-articolare ossia più marcata vicino alle articolazioni interessate.

N.B.: I segni e sintomi da 1 a 4 devono essere presenti da almeno 6 settimane. 

 

In MTC una classificazione delle AR non è di facile approccio, infatti, ipotizzando di considerare l’aspetto relativo al fattore patogeno in causa l’AR potrebbe rientrare in:

- una Sindrome da Vento umido-freddo che subisce una trasformazione in calore per una predisposizione interna dell’ organismo (sistema HLA- rene)

- oppure essere riferibile a stasi del fegato per emozioni.

Secondo la classificazione in base all’alterazione dei tessuti che intercorrono nell’AR la progressiva deformazione delle articolazioni visibili prima all’RX, poi come elemento obbiettivo (deformazioni a “collo di cigno”), indicano la compromissione dei tendini e delle ossa che in MTC rilevando una disarmonia a livello di Fegato e Rene.

Inoltre l’Agopuntura quale Medicina Energetica tende a valutare l’AR, come anche molte altre patologie, sotto l’aspetto del tipo di quadro da Vuoto o Pieno di energia che si è venuto a creare, nello specifico nell’AR l’aspetto dei tessuti articolari erosi, la presenza dell’osteoporosi e l’assottigliamento dei tendini depongono per un quadro di Vuoto, ma la presenza di tendinosinoviti, in aggiunta alla trasformazione fibrosa e ossea dei tessuti reattivi, che si evidenziano nelle fasi successive, fanno deporre invece per un quadro di Pieno, si viene così a determinano un complesso quadro di Vuoto - Pieno in ragione della fase della malattia, di non facile approccio.

 

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), infatti, le affezioni reumatiche autoimmuni e l’Artrite Reumatoide (AR) in particolare, possono più in generale rientrare nelle Sindromi da ostruzione della circolazione energetica o Sindromi Bi (bizheng) e quindi vengono classificati fra i Bi Calore ed i Bi Tenace. Vediamoli brevemente : 

Il Bi Calore è una fase acuta della flogosi, origina da una persistenza di un fattore patogeno esterno (Vento, Freddo, Umidità), favorito da un Vuoto di Yin. E’ caratterizzato da intenso dolore dell'articolazione con segni di flogosi: rossore, calore e gonfiore (rubor, calor, dolor dei latini). Il dolore si attenua caratteristicamente di giorno e aumenta di notte. A livello sistemico sono presenti dei segni di Calore e di lesione dei Liquidi Organici.

Il Bi Tenace è l’evoluzione della fase precedente ed ha un andamento cronico ed invalidante. L'ostruzione persistente delle articolazioni provoca la ritenzioni di Liquidi nel corpo che si trasformano in Flegma ostruendo ulteriormente le articolazioni e la circolazione energetica degli stessi Meridiani. Ciò determina ipotrofia muscolare, gonfiore e deformazione delle ossa, colorito violaceo della zone periarticolari con dolore violento, fisso con impossibilità alla flesso estensione. A questo livello la malattia non si limita a colpire muscoli, articolazioni e meridiani, ma può approfondirsi e raggiungere così gli organi/ visceri (zang/fu), con sintomatologia conseguente.

Un fattore importante nello sviluppo della sindrome è il Vuoto di Fegato e Reni che aggrava la Stasi di Qi e di Sangue e ciò nuoce al nutrimento articolare. Anche perché Il Sangue del Fegato nutre i tendini e quando è in Vuoto i tendini non sono più nutriti, ciò causa dolore e rigidità articolari. I Reni nutrono le ossa e quando sono in vuoto si causa un'iponutrizione che aggrava i danni e crea un circolo vizioso interminabile.

La terapia agopunturistica in questi casi prevede l’utilizzo di punti principali e di punti sintomatici in ragione del tipo di Bi Calore o Tenace di cui trattasi. 

Nei Bi Calore, oltre a disperdere il Calore, occorre eliminare il Vento e tonificare il Sangue. Gli agopunti principali, da trattare in dispersione, saranno: 4LI, 11LI, 43ST, 14GV 10SP, 2LR. Gli agopunti sintomatici, invece, saranno scelti in rapporto all’articolazione interessata e possono essere così schematizzati :

Regione cervicale

- punti distali: 39GB 3SI 5TE 8TE 60BL

- punti locali : 10BL 20GB

Polso

- punti distali : 36ST 5SP 40GB

- punti locali : 4TE 5LI 5SI 4SI

Dita delle mani

- punti locali : 3TE 3LI BAXIE

Zona lombare

- punti distali : 40 60 59 62 BL

- punti locali : 23 26 25 24BL 3GV

Sacro

- punti distali : 40 58 BL

 - punti locali : 27 28 32 BL

Anca

- punti distali : 40 58 BL

- punti locali : 27 28 32 BL

Ginocchio

- punti distali: 5SP 5SI

- punti locali : 36ST 9SP 7-8LR

Caviglia

- punti locali : 5SP 40GB 41ST 6OB

Articolazione temporo-mandibolare

- punto distale: 2 LI

- punto locale: 7ST

Dita del piede

- punti distali : 4LI

- punti locali : 3SP e punti Extra Bafeng (19FM)

Gomito

- punti distali : 4LI 5TE 1LI

 - punti locali : 11LI 10TE 8SI 


Nel Bi Tenace possono essere utilizzati come punti principali: 39GB e 5TB, 3KI e 3LR oltre agli stessi agopunti sintomatici precedentemente descritti. 

Nelle forme più gravi caratterizzate da deformità, anchilosi e atrofia muscolare, si consiglia di utilizzare un schema agopunturale particolare che prevede la stimolazione del punto yuan del meridiano interessato in tonificazione e del punto luo del meridiano accoppiato in dispersione.

 

Quando l'azione lesiva è molto più massiva si avrà una diffusione in profondità della malattia con coinvolgimento ed interessamento di organi e visceri con i rispettivi quadri di :

  • BI del Polmone
  • BI della Milza
  • BI del Fegato
  • BI del Rene
  • BI del Cuore

Ognuno dei quali presenta caratteristiche distintive peculiari e trattamenti agopunturistici differenti in base all'individuazione dell'energia prevaricante in quella determinata situazione e al coinvolgimento di una o più forze in base alla classica Legge dei 5 Movimenti : Aria – Acqua – Legno - Fuoco - Terra . I movimenti che più spesso colpiti sono la Loggia dell’Acqua che “regge le ossa”, quella del Legno che “regola i tendini” e quella della Terra che governa “muscoli come carne, connettivo e la sinovia” e di conseguenza “le articolazioni”. Nei casi in cui siano presenti forme patologiche particolarmente aggressive come vasculiti in corso di LES o AR, tiroiditi autoimmuni ecc, appare evidente il coinvolgimento, anche, della Loggia del Fuoco.   

 

L‘AR è, a conclusione di questo breve escursus, una patologia autoimmune cronica ed evolutiva a patogenesi complessa, soggetta, quindi, a terapie complesse al fine di ottenere un buon risultato terapeutico. L’Agopuntura in quanto medicina energetica può dare buoni risultati sia sul dolore che sulla prevenzione delle possibili evoluzioni invalidanti di questa patologia, ma nella sua applicazione è necessario tenere conto che la terapia agopunturistica deve andare ben al di là dell’applicazione standardizzata di una serie, seppur ben studiata, di agopunti. In questa branca medica, quindi, come in molte altre branche delle Medicine Complementari, è più che mai necessario individualizzare la terapia adattandola al singolo paziente, applicando quindi, uno schema agopunturistico non generico, ma il più possibile aderente alle “caratteristiche” del soggetto malato e alla “malattia che si sviluppa in quel soggetto”, considerando, cioè, al contempo le caratteristiche costitutive del paziente e lo stadio evolutivo della malattia stessa.

 

 

 

Bibliografia

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