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BEVO O NON BEVO? IL DILEMMA SULL'ACQUA

Sì, per eliminare le tossine. No, per non sovraccaricare i reni. Ma alla fine, quanta acqua dovremmo bere al giorno? E come si affronta il dubbio amletico che ricade sull'elemento che ci abita e ci tiene in vita?

Bevo o non bevo? Il dilemma sull'acqua

Bere 2 litri di acqua al giorno per alcuni è un imperativo categorico. Retaggio di mode newyorkesi, capita sempre più spesso di vedere ragazze in tenuta da fitness con tanto di bottiglietta in mano, inseparabile bottiglietta. Ci sono casi in cui invece, anche tra i giovani, accade che il vino al pasto e l'aperitivo lascino poco spazio allo stimolo della sete e al bisogno di bere acqua.

 

Proviamo a capire quanta acqua si dovrebbe bere al giorno e quanto l'idratazione incida sulle prestazioni sportive e sull'attività cerebrale. Passando per due posizioni opposte, cerchiamo di renderle complementari. Poi, dal momento che siamo in tema di acqua, ricordiamo due date importanti: 12 e 13 giugno, giorni del referendum sull'acqua per abrogare la norma orientata verso la privatizzazione di questo bene pubblico e prezioso.

 

Bere acqua spesso e volentieri

La posizione dell'idratazione a tutti i costi è una posizione precisa. Quando è possibile, quando lo stimolo delle sete non c'è ancora, quando il corpo lo richiede anche se noi non sappiamo ascoltarlo. Questo perché non bere sufficientemente significa compromettere l'assimilazione dei nutrienti, la regolazione della temperatura corporea e della pressione arteriosa, l'eliminazione di tossine e scorie metaboliche. La mancanza di idratazione può portare ad apatia, difficoltà nella coordinazione dei movimenti, distrubi del circolo venoso e linfatico.

 

Gli studiosi che sostengono questa posizione dichiarano che affidarsi al solo stimolo della sete non è sufficiente, perché quando la sete compare, la disidratazione è già in atto. Per gli sportivi, poi, il discorso è lo stesso ma potenziato all'ennesima: gli atleti che non bevono abbastanza rischiano crampi muscolari e vanno incontro a un progressivo abbassamento delle capacità di coordinamento.

Una ricerca del King's College London comparsa su Human Brain Mapping, sostiene che bastano 90 minuti di intensa attività fisica accompagnata da abbondante sudorazione ma non compensata da un'adeguata idratazione, perché i tessuti cerebrali invecchino di colpo di circa un anno.

 

Sfatare il mito dei 2 litri d'acqua al giorno

Ne basterebbero 1 e mezzo, questi i litri di acqua da bere al giorno. Da aumentare solo in condizioni particolari: febbre, alte tempertaure esterne, attività sportiva intensa o per eliminare i calcoli renali, sotto consiglio medico. Escluse queste condizioni circoscritte, molti medici e nutrizionisti non tanto consigliano di versare più acqua nel bicchiere, quanto di:

- Mettere meno sale nelle pietanze o comunque consumare alimenti a basso contenuto di sale;

- Consumare più alimenti che contengono percentuali alte di acqua, prime su tutti, le verdure.

Bere troppa acqua porterebbe infatti a: eccessivo affaticamento dei reni, innalzamento della presisone arteriosa, peggioramento di problemi cardiaci già sussistenti. Non esisterebbe poi nessuna prova scientifica fondata ad avvalorare la tesi per cui bere acqua serva a contrastare la ritenzione idrica e la cellulite.

Il Dr. Ben Kim, chiropratico e agopuntore di fama mondiale che vive e lavora a Ontario, nel suo sito personale illustra queste e altre interessanti conseguenze dell'iperidratazione in un articolo intitolato: "Perché è pericoloso bere troppa acqua?"

L'equilibrio, come al solito, sarebbe la chiave, anche per quanto riguarda la questione del bere acqua. Ascoltate il vostro corpo, nutritevi di cibo che dispensa energia e rilascia acqua, spingete di più sul pedale dell'idratazione quando sottoponete il corpo a maggiore attività fisica, in modo da reintegrare i liquidi persi.

 

Immagine | Isabel60  

 


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