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ERBE E PIANTE OFFICINALI

ERBE E PIANTE OFFICINALI

Acetosa, quando e come utilizzarla

A cura di Maria Rita Insolera, Naturopata

 

L’acetosa è una pianta officinale conosciuta per il suo sapore amarognolo e le proprietà digestive. Trova diversi utilizzi in erboristeria. Scopriamola meglio.

>  1. Proprietà dell'acetosa

>  2. Modalità d'uso

>  3. Controindicazioni dell'acetosa

>  4. Descrizione della pianta

>  5. L'habitat dell'acetosa

>  6. Cenni storici

Acetosa

 

Proprietà dell’acetosa 

L'acetosa ha proprietà digestive, depurative, diuretiche e antinfiammatorie grazie alla presenza di ossalati e di antrachinoni. Discrete, invece, le proprietà emmenagoghe e stomachiche.

Tra i principi attivi della acetosa, troviamo la vitamina C (80 mg/100 g che rappresenta la metà del fabbisogno giornaliero), ossalati di calcio e di potassio, acido ossalico, tartarico e tannico, antrachinoni, ma anche amido, mucillagini e oli. L’ossalato di calcio è la sostanza che le dà quel sapore acidulo.

L’acetosa trova le seguenti indicazioni:

  • Disturbi dell’apparato digestivo.
  • Emorroidi.
  • Ulcerazioni della bocca.
  • Inappetenza.
  • Febbre.

 

Modalità d’uso

Della pianta di Acetosa si utilizzano foglie e fusti freschi e la radice. Consumata fresca, l’acetosa ha un sapore acidulo e si usa in aggiunta alle insalate fresche, agli spinaci e le verdure cotte in genere.

Per uso interno, in erboristeria, si utilizza la pianta intera o le foglie giovani. Il decotto è utile come diuretico e rinfrescante, per il trattamento di gengiviti ed in generale contro le infiammazioni della bocca.

I cataplasmi delle foglie fresche sono un ottimo rimedio per le irritazioni della pelle e le punture di insetti. Il pediluvio con il decotto di acetosa è utile per decongestionare e favorire la circolazione sanguigna dei piedi.

La radice, estratta dal terreno in autunno e posta in infusione o decotta, svolge azione lassativa e diuretica. Un impacco di foglie fresche, sminuzzate e stese sulla pelle del viso, chiude i pori dilatati e fa scomparire i cosiddetti “punti neri”.  

In fitoterapia si può trovare la tintura madre ricavata dalla pianta intera, utile per la sua azione lassativa, antianemica, depurativa e nel trattamento della dermatosi.

 

Controindicazioni dell'acetosa

I derivati di questa pianta possono presentare potenziale nefrotossicità, quindi è controindicata a quanti soffrono di calcoli, artrite, gotta, reumatismi, iperacidità.

In caso di elevata ingestione di foglie crude sono stati riscontrati avvelenamenti con lesioni renali. Incompatibilità con le acque minerali e con i contenitori in rame. 

 

Descrizione della pianta

L’acetosa (Rumex acetosa) è una pianta erbacea, perenne, che presenta un fusto rossastro e cavo. Le foglie sono grandi di colore verde scuro, mentre i fiori verdi o rossastri si presentano in grappoli. L’acetosa è diffusa nei prati fino ad un’altezza di 2.300 metri.  

 

Habitat dell’acetosa

L’acetosa è diffusa in tutta Italia, dal mare ai monti, in luoghi aperti e lungo i corsi d'acqua. La pianta si può raccogliere tutto l'anno, anche radendo la piantina, in quanto la radice emetterà nuovamente nuove foglie.

 

Cenni storici

L’acetosa era conosciuta già nei tempi antichi come pianta officinale, tanto che gli Egizi e gli antichi romani la utilizzavano come condimento per i brodi di pollo con pomodori e lenticchie.

È grazie a Carlo Magno che intensificò la sua coltivazione nei giardini dei chiostri monastici e si diffuse maggiormente. I medici medievali la utilizzavano per curare la peste e il colera e si cercava di curare anche lo scorbuto, un’affezione derivante dall’assenza di vitamina C.

 

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Immagine | Wikimedia

 

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