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Dioscoride

Dioscoride è considerato il primo autore dell’antichità che sviluppò un trattato di botanica farmacologica. Il suo trattato "De Materia Medica", ancora oggi, è preso a modello nella stesura degli erbari contemporanei.


Dioscoride Pedanio Anazarbe in Cilicia, 40 d.C ca - 90 d.C. ca
Medico, botanico e farmacista greco, Dioscoride esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone. Si sa molto poco sulla sua vita. Sembra che egli abbia studiato medicina e farmacologia a Tarso, il capoluogo di provincia vicino al suo paese, dove è possibile rintracciare la presenza di una tradizione di scritti sui medicinali, che precedette di circa un secolo la sua attività; e che continuò per oltre un secolo dopo la sua morte. Fu amico di senatori romani, per questa ragione, potrebbe essere diventato cittadino romano in premio dei suoi servigi militari. Dove egli abbia svolto tali servigi e se, come medico, egli abbia preso parte effettivamente ad azioni militari, è del tutto incerto. I suoi riferimenti a luoghi visitati suggeriscono fortemente che egli fosse di guarnigione in qualche punto della frontiera orientale e che l’arco di tempo della sua permanenza in servizio non fu poi molto esteso.

La tesi di una lunga carriera militare e di viaggi attraverso l'Impero Romano, dietro un vessillo legionario non non era certo compatibile con le sue ricerche in medicina e botanica. Una volta ritirato dal servizio, probabilmente su richiesta del governatore romano della Cilicia, Lecanio Basso di cui era amico e che animava un vivace circolo culturale, stese un’enciclopedia in cinque libri nella quale raccolse tutte le nozioni che a quel tempo si avevano circa l'azione curativa che le sostanze (circa un migliaio) provenienti dal regno animale, vegetale e minerale avevano sul corpo umano. La data della sua morte, come quella della sua nascita, è sconosciuta.

 

Dioscoride e la sua Materia Medica (Perì yles ìatrikes)

Dioscoride fu il primo a sistematizzare la conoscenza tradizionale botanico-erboristica, tramandata fino allora oralmente, e accumulata nel corso di secoli da erboristi, medici o semplici raccoglitori di erbe. Per questo motivo Dioscoride viene ricordato come erborista e botanico, più che come medico. Il suo obiettivo era quello di fornire al medico o al farmacista la possibilità di scegliere la pianta giusta, a scopo terapeutico. Il De Materia Medica è un erbario che si sviluppa in 5 libri, scritto in lingua greca. Questi volumi, in cui vengono descritte approssimativamente 625 specie di piante o prodotti di origine vegetale, 85 specie di animali o sostanze da essi ricavate e 50 di minerali, costituiscono la più completa rassegna descrittiva di semplici medicinali dell'antichità classica.

Rispetto ai suoi predecessori, Dioscoride registra le piante, non seguendo un ordinamento alfabetico, perché in questo modo non sarebbe riuscito a mettere in luce le relazioni che intercorrono tra queste e gli organi da curare, ma strutturandole in base alle proprietà terapeutiche. Le sue classificazioni perciò seguono un criterio farmacologico e utilitaristico.

Ogni libro tratta un gruppo di erbe e piante, di cui fornisce il nome, la descrizione botanica e il loro impiego terapeutico, l’habitat (l’indicazione dell’ambiente di crescita o di ritrovamento) le proprietà, le parti (droghe) utilizzate, le modalità di preparazione (oli, unguenti, tisane ecc.) e di conservazione (solventi e conservanti per mantenere le virtù terapeutiche nel tempo) e infine la posologia cioè li modo d’uso.

Ciò che egli ha fornito è un manuale per medici, ma anche per chi vuole curarsi con le erbe: una dettagliata e spesso estremamente accurata descrizione di piante, basata soprattutto sulla loro morfologia esterna. Dioscoride, infatti, era solito preoccuparsi di descrivere minuziosamente radici e foglie, i periodi di fioritura, così come la misura, la forma e il colore di ogni fiore, seme o frutto.

 

Dioscoride: la fortuna della Materia Medica nel tempo

La grande autorità che il De Materia Medica godette fin da subito e la complessità della sua struttura interna, nel corso della storia, stimolarono la produzione di una grande quantità di compendi, rielaborazioni ed erbari. Dalla data della sua pubblicazione l’opera è stata tradotta e molto apprezzata in Europa e nel Vicino Oriente, nel mondo arabo. Il manoscritto illustrato più antico che si conosca di questo trattato è del VI sec. d.C. (noto anche col nome di Codice di Giuliana Anicia, dal nome della principessa bizantina che lo fece eseguire poco prima del 512 d.C.) e venne tradotto dal greco, prima in latino e poi in arabo nel IX sec.

Grazie all’opera di Dioscoride, il medico era in grado di riconoscere le piante e di selezionare per i suoi scopi solo quelle di qualità e per questo motivo ebbe una profonda influenza nella storia della medicina. Sul modello della Materia Medica furono elaborati nel corso de Medioevo dei codici miniati: i primi Erbari o anche detti Giardini della Salute che aspiravano al superamento della ricchezza dell’opera di Dioscoride e in cui vennero anche inserite le piante della flora nordica.

Le illustrazioni si ritiene che siano state aggiunte in un secondo momento e che originariamente il trattato non fosse illustrato, questo sarebbe dimostrato dall’assenza di qualsiasi rimando, nel testo dioscorideo, alle immagini. Le illustrazioni che accompagnano la pianta e ne consentono l’identificazione furono eseguite dai miniatori medievali e si rivelarono particolarmente utili in quanto, fino ad allora, non esisteva nessuna norma o sistema scientifico di nomenclatura botanica e farmacopea. L'opera ebbe una tale fortuna che ancora nel 1700 veniva usata correntemente.


Immagine | Wikimedia

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